mercoledì 8 febbraio 2012

Volunia, il nuovo motore italiano

Un’attesa simile per il lancio di un sito è un evento raro in Italia e Volunia, la start up di Massimo Marchiori, ha provato sulla sua pelle sia i lati positivi che quelli negativi di questo privilegio. La nuova avventura del ricercatore che ha contribuito alla realizzazione dell'algoritmo di Google ha attirato l'attenzione di migliaia di utenti, che hanno assistito in diretta streaming alla disastrosa presentazione: problemi tecnici, burocrazie, discorsi delle autorità dall'Università di Padova. Anni luce dallo stile a cui ci hanno abituato gli eventi hi-tech della Silicon Valley e senza neppure dover citare sua maestà Steve Jobs.
Ma a parte il contorno di aneddoti e presentazioni, che cosa è e quanto valle Volunia? Repubblica.it ha provato a fondo il sito, in modo da valutarne punti di forza e difetti. Diciamolo subito: il giudizio complessivo non è positivo. La fase di test in cui ancora si trova Volunia richiede una certa prudenza, e non è detto che quanto visto non possa essere aggiustato nei prossimi tempi. Ma l'impressione generale è che molti dei limiti siano strutturali e investano l'intera esperienza dell'utente, minando alla base tutta la bontà dell'operazione. Ecco punto per punto la nostra prova.
Il primo impatto. Se si è tra i "Power User" che hanno ricevuto le credenziali per l'accesso, si può iniziare il proprio viaggio in Volunia. Quello che ci si trova davanti all'inizio è una pagina a metà strada tra un motore di ricerca e un social network: una barra con alcune funzioni in alto, uno spazio per la chat a destra e un campo in cui cercare parole al centro. Qui saltano all'occhio i primi problemi. L'interfaccia presenta infatti degli evidenti limiti: troppi bottoni, icone approssimative, colori non armonizzati tra loro, font poco eleganti e, in generale, una grafica anni 90 che mal si adatta a quanto presenta oggi la maggioranza dei siti, non solo quelli dei colossi online.
La ricerca. Vista la presenza di Marchiori al comando della start up, era forse dalla ricerca che ci si aspettavano le novità più interessanti, ma anche in questo caso non si può che restare delusi. Il sito, come hanno spiegato in conferenza i creatori, scandaglia per ora un numero molto limitato di pagine online. Cercando "Repubblica" otteniamo circa 200mila risultati contro gli oltre 20 milioni di Google: un rapporto di 1 a 100. Se il numero di risultati non è soddisfacente, non va meglio con la qualità e l'ordine delle risposte; cercando "lady gaga", la pagina ufficiale dell'artista risulta il tredicesimo link, preceduto da siti di news o spazi che propongono download  delle canzoni e di programmi.
Di problemi con le ricerche ne abbiamo registrati molti e vale la pena citare gli 0 risultati per "aldo giovanni e giacomo", che diventano settemila risultati se si toglie la congiunzione "e" tra gli ultimi due comici. Problemi anche per quanto riguarda l'aggiornamento delle pagine cercate: la famosa frase "vada a bordo, cazzo" pronunciata nella telefonata tra Schettino e De Falco non trova alcuna corrispondenza (su Google i risultati sono 2 milioni e mezzo, su Yahoo! quasi 300mila). Volunia non offre quindi una funzione di ricerca migliore o alternativa rispetto a quella dei principali competitor: una situazione che forse cambierà con l'introduzione di tecnologie semantiche annunciate da Marchiori in conferenza. Fino ad allora, meglio continuare con altri motori di ricerca. Anche se la cosa potrebbe non essere così semplice.
Un web (molto) limitato. Il problema della ricerca diventa infatti preoccupante se unito a un altro elemento: attraverso Volunia non si possono visualizzare siti del calibro di Google, Facebook, YouTube, Twitter e Flickr. I colossi in questione prevedono infatti il blocco per quei programmi che utilizzano la tecnologia iframe, ovvero le "cornici" che circondano la pagina originale e che, nel caso di Volunia, permettono di visualizzare i menù e la chat. Nella conferenza di presentazione Marchiori aveva dichiarato di voler liberare i navigatori dalle gabbie imposte loro dai siti, facendo un paragone (forse un po' ingenuo) con le galline. Paradossalmente sono invece le sue gabbie a bloccare la navigazione su cinque dei siti più visitati in Italia e nel mondo. Un problema non da poco che potrebbe essere fatale per Volunia.
Le mappe e i multimedia. Una delle funzioni più curiose e interessanti di Volunia sono le mappe che genera partendo dai siti. Ogni spazio online indicizzato può infatti essere visualizzato sottoforma di città tridimensionale, con tanto di case e palazzi che rappresentano le pagine principali. Il sistema scardina quindi la tradizionale navigazione gerarchica delle pagine, favorendo un'esplorazione differente ma ancora piuttosto caotica nei siti più complessi. Una soluzione la forniscono gli altri utenti che popolano questa mappa, e che con la loro presenza danno un segnale delle pagine più valide in cui guardare. La grafica con cui è realizzata la funzione risulta comunque scarna (anche per non rallentare la navigazione) e riporta alla mente "Sim City 2000", un videogame del '94 in cui l'utente-sindaco costruisce la sua città. Venti anni dopo ci si aspetterebbe però un'interfaccia più pulita e forse solo qualche nostalgico della tridimensionalità vintage anni 90 potrà apprezzare la scelta stilistica. Oltre alle mappe, in ogni sito si possono anche cercare e visualizzare contenuti multimediali come immagini, audio, video e documenti. Questi vengono visualizzati in modo ordinato e comodo da consultare, ma in questo caso ritorna il problema dell'aggiornamento delle pagine nell'indice: cercando immagini sulla home di repubblica.it sono comparse infatti delle foto usate per articoli pubblicati nella prima metà di dicembre. La funzione può quindi rivelarsi utile solo per quei siti o per quelle pagine aggiornate con minore frequenza.
Chat e social. Lo slogan di Volunia recita "seek and meet". Dopo aver analizzato la ricerca, bisogna quindi passare al lato sociale. L'intera esperienza dell'applicazione ruota infatti intorno alla community: il singolo utente può costruirsi un profilo, aggiungere amici e invitarli su pagine specifiche. Inoltre a lato della pagina è sempre aperta una chat a cui possono prendere parte tutti gli utenti che stanno visitando quel sito in quel momento, mentre le foto dei loro avatar vengono visualizzate nella barra in alto, anche dopo che hanno abbandonato la pagina. Questo dettaglio risulta assai rilevante quando si naviga in siti a luci rosse e, come abbiamo potuto testare navigando su uno dei principali portali della categoria, si possono scoprire con un click nome e cognome di decine di utenti che sono passati da lì, mentre la traccia del passaggio resta anche nella cronologia del profilo. Meglio quindi modificare le impostazioni di default intervenendo nelle opzioni se si vogliono evitare situazioni sconvenienti.....CONTINUA!

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