Il titolo era attesissimo, soprattutto perché le novità annunciate erano tante. Quella che ha destato in noi maggior curiosità è la possibilità di controllare due giocatori contemporaneamente (il Teammate Control) e quindi di imbastire azioni molto più creative.
Abbiamo testato la feature e l'abbiamo trovata estremamente interessante, anche se serve molta pratica per imparare a gestirla con profitto. Fortunatamente ci sono massicce sessioni di esercizi mirati proprio ad apprenderne la tecnica.
Quello che emerge appena si inizia a giocare a Pro Evolution Soccer 2012 è il lodevole passo avanti dell'intelligenza artificiale rispetto a PES 2011: il gioco, infatti, è decisamente meno arcade e molto più orientato alla simulazione, una mossa che Konami doveva compiere per restare al passo con FIFA 12. Attaccanti e difensori si muovono in modo più unitario, dando la sensazione di una vera squadra di calcio in azione.
Nella demo, ovviamente, molte caratteristiche non sono accessibili, e le squadre tra cui puoi scegliere sono solo 4: Manchester United, Milan, Porto e Napoli, ma c'è comunque tutto quello che serve per poter valutare le qualità del gioco. Una nota estetica: a popolare il campo non ci sono solo i giocatori, ma anche gli allenatori delle due squadre, i fotografi e altri personaggi che contribuiscono al realismo d'insieme.
DEMO
lunedì 29 agosto 2011
venerdì 26 agosto 2011
Dopo i Sims, anche Civilization su Facebook
“Su Facebook l’interazione tra utenti ha potenzialità infinite, che i videogiochi hanno appena iniziato a scalfire. Sono queste possibilità che mi hanno spinto a realizzare Civilization World per Facebook”, racconta Sid Meier. Canadese, 57 anni, Meier pensa videogiochi dal lontano 1982. Appassionato di volo, iniziò realizzando simulatori piuttosto seri (per l’epoca), per poi passare ai giochi di strategia. Il primo Civilization uscì nel 1991, diventando uno dei titoli simbolo di questo genere.
“Usiamo lo stesso approccio di sempre. Abbiamo realizzato un prototipo, testandolo ogni giorno per scoprire cosa funziona e cosa bisogna cambiare”, spiega Sid Meier. “Vogliamo creare un vero videogame, un gioco con un inizio e una fine, degli obiettivi precisi, non un semplice passatempo come tanti altri su Facebook. Alla fine, un solo giocatore sarà vincitore. Agli altri, che siano vostri amici o altre persone, rimane solo la polvere”, continua. Il gioco sarà gratuito, ma alcune opzioni ed oggetti potranno essere acquistati tramite carta di credito. E’ il modello “freemium”, che si sta lentamente affermando non solo su Facebook, ma anche su smartphone e tablet vari. Funziona? Peter Moore, responsabile di tutti i giochi sportivi del colosso Electronic Arts, da FIFA a Madden NFL, è scettico. “Il problema – racconta a XL in una scura stanza di Los Angeles – è convincere i giocatori a fare il primo passo. Come quando ci si registra su iTunes o Xbox Live e bisogna dare il numero della carta di credito, pur senza comprare nulla. Svelare quel numero è una sorta di barriera psicologica. Per Facebook è la stessa cosa, anche se lentamente si cominciano a vedere i primi risultati”. Come a dire, oggi fare soldi è difficile, tra qualche tempo si vedrà. Sid Meier non è d’accordo, anzi è convinto che Facebook rappresenti il futuro dell’industria videogame, così come le device portatili come cellulari e tablet. “Questo è un periodo d’oro per fare gli sviluppatori di videogame, ci sono tante opportunità e una comunità di sviluppatori indipendenti che sta portando nuove idee. Immagino un futuro in cui potremo giocare lo stesso videogame prima su Facebook, poi sul nostro telefonino o magari sulla console comodamente seduti sul divano. E’ incredibile vedere come i videogiochi siano entrati ormai nella nostra cultura, nella vita di tutti i giorni”. Intanto Civilization World è entrato in fase beta, anche se ancora non esiste una data di uscita ufficiale. Se volete partecipare, vi consigliamo di tenere d’occhio la pagina ufficiale del gioco e, se vi va, potete anche cliccare su “mi piace”.
http://tekno-xl.blogautore.repubblica.it/
“Usiamo lo stesso approccio di sempre. Abbiamo realizzato un prototipo, testandolo ogni giorno per scoprire cosa funziona e cosa bisogna cambiare”, spiega Sid Meier. “Vogliamo creare un vero videogame, un gioco con un inizio e una fine, degli obiettivi precisi, non un semplice passatempo come tanti altri su Facebook. Alla fine, un solo giocatore sarà vincitore. Agli altri, che siano vostri amici o altre persone, rimane solo la polvere”, continua. Il gioco sarà gratuito, ma alcune opzioni ed oggetti potranno essere acquistati tramite carta di credito. E’ il modello “freemium”, che si sta lentamente affermando non solo su Facebook, ma anche su smartphone e tablet vari. Funziona? Peter Moore, responsabile di tutti i giochi sportivi del colosso Electronic Arts, da FIFA a Madden NFL, è scettico. “Il problema – racconta a XL in una scura stanza di Los Angeles – è convincere i giocatori a fare il primo passo. Come quando ci si registra su iTunes o Xbox Live e bisogna dare il numero della carta di credito, pur senza comprare nulla. Svelare quel numero è una sorta di barriera psicologica. Per Facebook è la stessa cosa, anche se lentamente si cominciano a vedere i primi risultati”. Come a dire, oggi fare soldi è difficile, tra qualche tempo si vedrà. Sid Meier non è d’accordo, anzi è convinto che Facebook rappresenti il futuro dell’industria videogame, così come le device portatili come cellulari e tablet. “Questo è un periodo d’oro per fare gli sviluppatori di videogame, ci sono tante opportunità e una comunità di sviluppatori indipendenti che sta portando nuove idee. Immagino un futuro in cui potremo giocare lo stesso videogame prima su Facebook, poi sul nostro telefonino o magari sulla console comodamente seduti sul divano. E’ incredibile vedere come i videogiochi siano entrati ormai nella nostra cultura, nella vita di tutti i giorni”. Intanto Civilization World è entrato in fase beta, anche se ancora non esiste una data di uscita ufficiale. Se volete partecipare, vi consigliamo di tenere d’occhio la pagina ufficiale del gioco e, se vi va, potete anche cliccare su “mi piace”.
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mercoledì 24 agosto 2011
Arriva l'iPad 3.
Secondo quanto scrive sul suo sito il Wall Street Journal, la Apple starebbe gia' da tempo lavorando alla terza generazione del suo gioiello e spera di iniziarne la produzione il prossimo ottobre. Il lancio sarebbe quindi previsto per i primi del 2012. Il gigante informatico di Cupertino - secondo il quotidiano finanziario - avrebbe gia' ordinato dai suoi fornitori in Asia alcune componenti del nuovo iPad, come gli schermi ad altissima risoluzione. http://notizie.virgilio.it/
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Iphone 5 della Apple
La nuova versione dell'Iphone della Apple sarà disponibile negli Stati Uniti a metà ottobre e verrà distribuito, per la prima volta, da Sprint Nextel, il terzo operatore di telecomunicazione senza fili negli Usa. Lo riferisce il quotidiano statunitense "Wall Street Journal". L'Iphone 5 "arriverà sul mercato più tardi rispetto al previsto", sottolinea il giornale economico citando fonti di Cupertino. http://notizie.virgilio.it/
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venerdì 19 agosto 2011
Small world experiment di Yahoo e Facebook
Facebook sarà il banco di prova per un maxitest che riguarda i suoi 750 milioni di iscritti. L'ipotesi del "piccolo mondo" sostiene che ogni persona è connessa con qualsiasi altra al massimo da sei conoscenti. Non conta la differenza di interessi, professioni, culture, età: la distanza tra due individui presi a caso nel globo sarà di sei contatti. Era una teoria finora impossibile da verificare con un esperimento così ampio. Ma come fare a dimostrare che, in fondo, viviamo in un villaggio globale?
Ogni utente di Facebook può accedere alla pagina di "Small world experiment" su Yahoo!: dovrà tentare di raggiungere con un messaggio un'altra persona che non conosce all'interno nel social network, a partire dalla sua rete di amicizie. È come lanciare una bottiglia di vetro in mare e sperare che arrivi: a trasportarla saranno gli utenti della rete sociale online che faranno circolare il testo.
Se viene ricevuta dal destinatario attraverso un massimo di sei persone l'ipotesi per cui viviamo in un globo iperconnesso sarà confermata.
La teoria dei "piccoli mondi" viene considerata un punto di riferimento per capire come funzionano i social network su internet e poggia su complesse dimostrazioni matematiche. Ma nessuno aveva mai tentato di capire con un test se funziona nella realtà. Non è la prima volta che Facebook diventa un banco di prova per comprendere più a fondo le relazioni tra le persone.
Per esempio, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Edge gli iscritti che hanno fotografie con il loro volto sorridente è più probabile che conoscano altre persone contente. Nei piccoli mondi, forse, le persone sono anche più felici.
http://www.ilsole24ore.com/
Ogni utente di Facebook può accedere alla pagina di "Small world experiment" su Yahoo!: dovrà tentare di raggiungere con un messaggio un'altra persona che non conosce all'interno nel social network, a partire dalla sua rete di amicizie. È come lanciare una bottiglia di vetro in mare e sperare che arrivi: a trasportarla saranno gli utenti della rete sociale online che faranno circolare il testo.
Se viene ricevuta dal destinatario attraverso un massimo di sei persone l'ipotesi per cui viviamo in un globo iperconnesso sarà confermata.
La teoria dei "piccoli mondi" viene considerata un punto di riferimento per capire come funzionano i social network su internet e poggia su complesse dimostrazioni matematiche. Ma nessuno aveva mai tentato di capire con un test se funziona nella realtà. Non è la prima volta che Facebook diventa un banco di prova per comprendere più a fondo le relazioni tra le persone.
Per esempio, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Edge gli iscritti che hanno fotografie con il loro volto sorridente è più probabile che conoscano altre persone contente. Nei piccoli mondi, forse, le persone sono anche più felici.
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Internet
Firefox 6
Firefox 6 è sulla linea di partenza: l'ultima versione del browser punta sulla sicurezza e sul miglioramento dell'esperienza di navigazione online in modo da evitare improvvisi "blocchi" dove gli utenti non possono far altro che attendere o chiudere il software. Rispetto alla precedente edizione supporta con più agilità la grafica tridimensionale attraverso i codici WebGL, utilizzati ad esempio per la visualizzazione di oggetti da manipolare. Semplifica l'accesso a video e audio in formato Ogg.
E aumenta la capacità di gestione dell'interattività attraverso le applicazioni software in Javascript. Sul fronte della sicurezza Firefox 6 evidenzia nella barra in alto l'indirizzo web dove si è connessi: in questo modo mostra, quindi, eventuali "intromissioni" da parte di falsi siti online in caso di truffe. Il gruppo di sviluppatori software che ha progettato il browser ha anche chiuso dieci falle nella protezione delle comunicazioni su internet. Secondo le rilevazioni della società d'analisi NetApplication durante lo scorso luglio, Firefox ha il 21,4% del mercato dei browser: il 52,7% è nelle mani di Internet Explorer. Chrome è al terzo posto con il 13,5% e Safari al quarto con 8,1%.
http://www.ilsole24ore.com
E aumenta la capacità di gestione dell'interattività attraverso le applicazioni software in Javascript. Sul fronte della sicurezza Firefox 6 evidenzia nella barra in alto l'indirizzo web dove si è connessi: in questo modo mostra, quindi, eventuali "intromissioni" da parte di falsi siti online in caso di truffe. Il gruppo di sviluppatori software che ha progettato il browser ha anche chiuso dieci falle nella protezione delle comunicazioni su internet. Secondo le rilevazioni della società d'analisi NetApplication durante lo scorso luglio, Firefox ha il 21,4% del mercato dei browser: il 52,7% è nelle mani di Internet Explorer. Chrome è al terzo posto con il 13,5% e Safari al quarto con 8,1%.
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Internet
lunedì 15 agosto 2011
Il 5 Novembre attaccheranno Facebook
Un appuntamento scelto con cura: è l'anniversario del Gunpowder Plot del 1605, quando un gruppo di cattolici tentò di uccidere re James d'Inghilterra facendo esplodere la House of Lords, ma senza riuscirci. In quel giorno, secondo quanto annuncia un video pubblicato su YouTube, il gruppo di hacker ormai noto al nome con il nome di Anonymous, attaccherà Facebook.
Il video è ben fatto. Una voce robotizzata spiega: «Facebook sta vendendo informazioni alle agenzie governative e offre accessi clandestini a società di sicurezza, permettendo loro di spiare su tutta la gente del mondo. Alcune di queste società lavorano per conto di governi autoritari, come quelli dell'Egitto e della Siria». Ma non è assolutamente detto che sia davvero un'iniziativa degli Anonymous. Sulla loro pagina Twitter – sin qui abitualmente usata per rivendicare i clamorosi attacchi digitali degli ultimi mesi – non se ne fa cenno.
Lo stesso Eugene Kaspersky, un esperto di sicurezza, ha twittato poche ore fa tutti i suoi dubbi: «Molto probabilmente la notizia è falsa». Il comunicato fa riferimento ai «disordini in corso», probabilmente accennando agli scontri in Inghilterra. «E quei disordini – commenta – non hanno nulla a che fare con le questioni della sicurezza e della privacy».
Il resto del messaggio, nel condannare senza appello il social network più "sociale" del mondo, punta il dito proprio su quello. «Tutto quel che fate su Facebook rimane su Facebook qualunque siano le vostre preferenze di sicurezza e, anche se cancellate il vostro profilo, le vostre informazioni personali restano su Facebook. Facebook vi conosce meglio della vostra famiglia».
Secondo alcuni blogger, gli anonimi (non necessariamente gli Anonymous) promettono di bloccare completamente il sito di Mark Zuckerberg. «C'è da pensare che stiano pensando a qualcosa di più di un attacco Ddos», commenta uno di loro. Gli attacchi Distributed denial of service consistono nell'allagare un sito di richieste di accesso, fino a renderlo inservibile. «Perché le spalle di Facebook sono parecchio robuste e attaccarlo con un semplice Ddos potrebbe essere molto difficile».
Se gli Anonymous non smentiscono nelle prossime ore o nei prossimi giorni, l'attesa per le centinaia di milioni di utenti Facebook potrebbe caricarsi di suspense.
http://www.ilsole24ore.com
Il video è ben fatto. Una voce robotizzata spiega: «Facebook sta vendendo informazioni alle agenzie governative e offre accessi clandestini a società di sicurezza, permettendo loro di spiare su tutta la gente del mondo. Alcune di queste società lavorano per conto di governi autoritari, come quelli dell'Egitto e della Siria». Ma non è assolutamente detto che sia davvero un'iniziativa degli Anonymous. Sulla loro pagina Twitter – sin qui abitualmente usata per rivendicare i clamorosi attacchi digitali degli ultimi mesi – non se ne fa cenno.
Lo stesso Eugene Kaspersky, un esperto di sicurezza, ha twittato poche ore fa tutti i suoi dubbi: «Molto probabilmente la notizia è falsa». Il comunicato fa riferimento ai «disordini in corso», probabilmente accennando agli scontri in Inghilterra. «E quei disordini – commenta – non hanno nulla a che fare con le questioni della sicurezza e della privacy».
Il resto del messaggio, nel condannare senza appello il social network più "sociale" del mondo, punta il dito proprio su quello. «Tutto quel che fate su Facebook rimane su Facebook qualunque siano le vostre preferenze di sicurezza e, anche se cancellate il vostro profilo, le vostre informazioni personali restano su Facebook. Facebook vi conosce meglio della vostra famiglia».
Secondo alcuni blogger, gli anonimi (non necessariamente gli Anonymous) promettono di bloccare completamente il sito di Mark Zuckerberg. «C'è da pensare che stiano pensando a qualcosa di più di un attacco Ddos», commenta uno di loro. Gli attacchi Distributed denial of service consistono nell'allagare un sito di richieste di accesso, fino a renderlo inservibile. «Perché le spalle di Facebook sono parecchio robuste e attaccarlo con un semplice Ddos potrebbe essere molto difficile».
Se gli Anonymous non smentiscono nelle prossime ore o nei prossimi giorni, l'attesa per le centinaia di milioni di utenti Facebook potrebbe caricarsi di suspense.
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Facebook
Anche su GooglePlus arrivano i giochi
I volatili kamikaze lanciati con una fionda nel gioco Angry Birds e altri quindici videogame saranno tra i primi a diventare accessibili nel social network GooglePlus. È un lancio atteso da tempo, fin da quando l'anno scorso sono trapelate le prime voci di una rete sociale su internet progettata da Google.
Gli utenti vedranno apparire una quinta icona accanto al simbolo delle cerchie sociali: è la porta di ingresso per la pagina dedicata alle attività ludiche, aperta da ieri in modo graduale agli iscritti nel mondo.
Sono le due le principali differenze con Facebook. Gli utenti di GooglePlus potranno partecipare ai giochi da un'area separata: in questo modo non riceveranno sulla loro bacheca segnalazioni indesiderate dai loro contatti online impegnati a raccogliere punti nelle sfide online. Inoltre, il social network di Google trattiene il 5% sulle transazioni economiche, come l'acquisto di "beni digitali" da utilizzare nei videogame: il 95% andrà agli sviluppatori software che hanno inventato i giochi. È un'iniziativa promozionale per incoraggiare la crescita dell'ecosistema, dove saranno presto disponibili il poker di Zynga e il sudoku. In seguito sarà annunciata la quota definitiva applicata nella rete sociale su internet. Al momento, però, Apple e Facebook chiedono il 30% sugli acquisti all'interno delle loro applicazioni.
La corsa di GooglePlus è partita a fine luglio: l'iscrizione è consentita soltanto su invito di chi già ne fa parte, attraverso un messaggio email. Eppure secondo le stime di ComScore ha raggiunto in un mese 25 milioni di visitatori unici: gli italiani non sono tra le prime dieci nazioni a frequentare il social network. In quattro settimane, però, ha superato i risultati di Facebook e twitter al momento del loro lancio, ma entrambi al debutto non avevano la visibilità di Google, una piattaforma globale che ha il cuore nel suo motore di ricerca e richiama un miliardo di visitatori. Presto, comunque, l'accesso alla rete sociale online sarà aperto al pubblico anche senza invito.
http://www.ilsole24ore.com/
Gli utenti vedranno apparire una quinta icona accanto al simbolo delle cerchie sociali: è la porta di ingresso per la pagina dedicata alle attività ludiche, aperta da ieri in modo graduale agli iscritti nel mondo.
Sono le due le principali differenze con Facebook. Gli utenti di GooglePlus potranno partecipare ai giochi da un'area separata: in questo modo non riceveranno sulla loro bacheca segnalazioni indesiderate dai loro contatti online impegnati a raccogliere punti nelle sfide online. Inoltre, il social network di Google trattiene il 5% sulle transazioni economiche, come l'acquisto di "beni digitali" da utilizzare nei videogame: il 95% andrà agli sviluppatori software che hanno inventato i giochi. È un'iniziativa promozionale per incoraggiare la crescita dell'ecosistema, dove saranno presto disponibili il poker di Zynga e il sudoku. In seguito sarà annunciata la quota definitiva applicata nella rete sociale su internet. Al momento, però, Apple e Facebook chiedono il 30% sugli acquisti all'interno delle loro applicazioni.
La corsa di GooglePlus è partita a fine luglio: l'iscrizione è consentita soltanto su invito di chi già ne fa parte, attraverso un messaggio email. Eppure secondo le stime di ComScore ha raggiunto in un mese 25 milioni di visitatori unici: gli italiani non sono tra le prime dieci nazioni a frequentare il social network. In quattro settimane, però, ha superato i risultati di Facebook e twitter al momento del loro lancio, ma entrambi al debutto non avevano la visibilità di Google, una piattaforma globale che ha il cuore nel suo motore di ricerca e richiama un miliardo di visitatori. Presto, comunque, l'accesso alla rete sociale online sarà aperto al pubblico anche senza invito.
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Giochi
giovedì 11 agosto 2011
Facebook, social network e giochi on line sono la nuova droga
Facebook, social network e giochi on line sono la nuova droga che si diffonde con internet e dà luogo, nei casi di abuso, a "sentimenti compulsivi, isolamento sociale, dipendenza psicopatologica, perdita di contatti reali, sentimenti di onnipotenza". Con queste parole Ferruccio Fazio mette i giovani in guardia da una nuova realtà tossica: non serve ingerire o inghiottire, ma basta stare 10 ore al giorno al computer per subirne le devastazioni. Il ministro ha risposto alla Camera a un'interrogazione di Giorgio Jannone del Pdl. "La dipendenza da internet - afferma il titolare della Sanità - si esprime con sintomatologie simili a quelle che si osservano in soggetti dipendenti da sostanze psicoattive. L'astinenza per chi ne fa uso compulsivo può innescare una sindrome depressiva ed è necessario un intervento farmacologico". Come uscire da questa malattia? "La cura per la internet-dipendenza è sostanzialmente la stessa - spiega il ministro - che si adotta per gli altri tipi di dipendenza: si ricorre alle stesso strutture socio-riabilitative che trattano i disturbi mentali". Le dimensioni di questa nuovo morbo psichicao sono così allarmanti che Fazio annuncia un intervento straordinario, nel piano sanitario 2011-2013, per porre rimedio alla "dipendenza da Web della popolazione giovanile".http://www.ansa.it/
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