Il video è ben fatto. Una voce robotizzata spiega: «Facebook sta vendendo informazioni alle agenzie governative e offre accessi clandestini a società di sicurezza, permettendo loro di spiare su tutta la gente del mondo. Alcune di queste società lavorano per conto di governi autoritari, come quelli dell'Egitto e della Siria». Ma non è assolutamente detto che sia davvero un'iniziativa degli Anonymous. Sulla loro pagina Twitter – sin qui abitualmente usata per rivendicare i clamorosi attacchi digitali degli ultimi mesi – non se ne fa cenno.
Lo stesso Eugene Kaspersky, un esperto di sicurezza, ha twittato poche ore fa tutti i suoi dubbi: «Molto probabilmente la notizia è falsa». Il comunicato fa riferimento ai «disordini in corso», probabilmente accennando agli scontri in Inghilterra. «E quei disordini – commenta – non hanno nulla a che fare con le questioni della sicurezza e della privacy».
Il resto del messaggio, nel condannare senza appello il social network più "sociale" del mondo, punta il dito proprio su quello. «Tutto quel che fate su Facebook rimane su Facebook qualunque siano le vostre preferenze di sicurezza e, anche se cancellate il vostro profilo, le vostre informazioni personali restano su Facebook. Facebook vi conosce meglio della vostra famiglia».
Secondo alcuni blogger, gli anonimi (non necessariamente gli Anonymous) promettono di bloccare completamente il sito di Mark Zuckerberg. «C'è da pensare che stiano pensando a qualcosa di più di un attacco Ddos», commenta uno di loro. Gli attacchi Distributed denial of service consistono nell'allagare un sito di richieste di accesso, fino a renderlo inservibile. «Perché le spalle di Facebook sono parecchio robuste e attaccarlo con un semplice Ddos potrebbe essere molto difficile».
Se gli Anonymous non smentiscono nelle prossime ore o nei prossimi giorni, l'attesa per le centinaia di milioni di utenti Facebook potrebbe caricarsi di suspense.
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