Più agili impostazioni per la privacy e niente geolocalizzazione avanzata:Facebook risponde così alle proteste di utenti, politica e stampa.
Il social network consentirà agli utenti di negare con un solo comando l'accesso di terze parti ai dati, con un altro di definire la cerchia di amici, semplificando le attuali impostazioni. Lo ha annunciato il fondatore, Mark Zuckerberg. I prodotti legati alla posizione geografica degli utenti non sono ultimati e l'azienda non sa ancora come utilizzarli.
http://www.ansa.it/
venerdì 28 maggio 2010
Facebook semplifica opzioni privacy
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Internet
giovedì 27 maggio 2010
'iPad-Day', domattina arriva in Italia
Scattera' alle 8 di domattina l'atteso 'iPad-Day', che segna il lancio sul nostro mercato della ormai celebre 'tavoletta' Apple.
A quell'ora, infatti, si apriranno - in Italia come in altri 8 paesi - i rivenditori autorizzati per accogliere i primi clienti, che da settimane hanno prenotato l'iPad. I segnali sono incoraggianti, a giudicare dal numero di seminari predisposto dai centri vendita per illustrare alla clientela come sfruttare al meglio le potenzialita' della tavoletta' Apple, che marcia - a poche settimane dalla commercializzazione - verso i 2 milioni di unita' vendute.
Il listino dell'iPad si sviluppa in 2 tipologie (connessione wi-fi e wifi+3G, ovvero con scheda telefonica mini-sim) e 3 capacita' di memoria: 16,32 e 64GB. A seconda del modello i prezzi vanno da 499 (16GB) euro a 699 euro (64GB) per la versione con accesso internet Wi-Fi e da 599 (16 GB) a 799 euro (64GB) per quella Wi-fi+3G.
Almeno nel nostro paese la versione con 3G si preannuncia la piu' richiesta. E gli operatori italiani si sono mossi in anticipo, a iniziare da Vodafone e 3 Italia. Vodafone Italia ha presentato un'offerta con piani dati disponibili sia in modalita' ricaricabile che con abbonamento, senza vincolo contrattuale, in modo che "i clienti possano essere liberi di attivare o disattivare un piano traffico dati in qualsiasi momento". La tariffa per l'iPad 'wi-fi + 3G' per un traffico giornaliero illimitato e' di 2 euro mentre sale a 30 euro quella per il traffico mensile, sempre illimitato.
Anche 3 Italia ha annunciato un'offerta per navigare con iPad 'wi-fi+3G' con una soluzione ricaricabile e senza vincoli, che mette a disposizione 3 Gigabyte al mese al costo di 5 euro. L'offerta comprende anche il traffico internazionale nei paesi in cui l'operatore 3 e' presente: Austria, Australia, Danimarca, Hong Kong, Irlanda, Svezia e Gran Bretagna.
Dal punto di vista tecnico la 'tavoletta' Apple ha un touchscreen da 9,7 pollici, e' spessa 1,3 cm, largo 18,9 cm, alto 24,2 cm, del peso di 680 grammi, garantisce fino a 10 ore di autonomia. Priva di tastiera, e' munito di un'interfaccia multi-touch, quindi viene comandato toccando lo schermo, e consente di aprire piu' pagine contemporaneamente. L'iPad ha un'autonomia di 10 ore in funzionamento e di un mese in stand-by. Nell'iPad - sul quale possono 'girare' anche quasi tutte le applicazioni dell'iPhone - e' incorporato l'iTunes Store: per gestire tante applicazioni la tavoletta utilizza l'A4, un nuovo processore da 1Ghz prodotto da Apple.
La tavoletta e' dotata di accelerometro, bussola digitale, connessione a una docking station e permette agli utenti di navigare sul web, leggere e spedire email, vedere e condividere foto, guardare video, ascoltare musica, giocare ai videogame, leggere e-book e altro.
Fra le dotazioni della 'tavoletta' Apple , anche la suite di programmi per ufficio iWork con versioni completamente nuove di Keynote, Pages e Numbers, adattate al touchscreen dell'iPad e dal costo di appena 7,99 euro. Per il nuovo dispositivo i principali produttori di software hanno gia' elaborato prodotti su misura, ma anche riviste e quotidiani hanno sviluppato versioni ottimizzate per l'iPad.
La tavoletta e' destinata a sconvolgere anche in Italia il mercato librario, grazie alla 'libreria digitale' iBooks, cui hanno aderito gia' molti editori. Per la visualizzazione dei libri digitali (acquistabili online con un solo tocco sulla tastiera) l'iPad utilizza un proprio formato che favorsce la leggibilita'.
Nell'ultimo salone del Libro di Torino, ad esempio, 'Il Sole 24 Ore' ha presentato "iDante - La Divina Commedia" primo eBook multimediale in lingua italiana in formato iPad. Ma sull'Apple Store sono gia' disponibili centinaia di applicazioni ad hoc e diverse testate - da 'Repubblica' al 'Corriere della Sera', ma anche la 'Gazzetta dello Sport' - hanno gia' predisposto versioni 'customizzate' che sfrutteranno al meglio le caratteristiche tecniche della tavoletta (come l'ingrandimento dei testi mediante sfioramento dello schermo).
http://www.adnkronos.com/IGN/
A quell'ora, infatti, si apriranno - in Italia come in altri 8 paesi - i rivenditori autorizzati per accogliere i primi clienti, che da settimane hanno prenotato l'iPad. I segnali sono incoraggianti, a giudicare dal numero di seminari predisposto dai centri vendita per illustrare alla clientela come sfruttare al meglio le potenzialita' della tavoletta' Apple, che marcia - a poche settimane dalla commercializzazione - verso i 2 milioni di unita' vendute.
Il listino dell'iPad si sviluppa in 2 tipologie (connessione wi-fi e wifi+3G, ovvero con scheda telefonica mini-sim) e 3 capacita' di memoria: 16,32 e 64GB. A seconda del modello i prezzi vanno da 499 (16GB) euro a 699 euro (64GB) per la versione con accesso internet Wi-Fi e da 599 (16 GB) a 799 euro (64GB) per quella Wi-fi+3G.
Almeno nel nostro paese la versione con 3G si preannuncia la piu' richiesta. E gli operatori italiani si sono mossi in anticipo, a iniziare da Vodafone e 3 Italia. Vodafone Italia ha presentato un'offerta con piani dati disponibili sia in modalita' ricaricabile che con abbonamento, senza vincolo contrattuale, in modo che "i clienti possano essere liberi di attivare o disattivare un piano traffico dati in qualsiasi momento". La tariffa per l'iPad 'wi-fi + 3G' per un traffico giornaliero illimitato e' di 2 euro mentre sale a 30 euro quella per il traffico mensile, sempre illimitato.
Anche 3 Italia ha annunciato un'offerta per navigare con iPad 'wi-fi+3G' con una soluzione ricaricabile e senza vincoli, che mette a disposizione 3 Gigabyte al mese al costo di 5 euro. L'offerta comprende anche il traffico internazionale nei paesi in cui l'operatore 3 e' presente: Austria, Australia, Danimarca, Hong Kong, Irlanda, Svezia e Gran Bretagna.
Dal punto di vista tecnico la 'tavoletta' Apple ha un touchscreen da 9,7 pollici, e' spessa 1,3 cm, largo 18,9 cm, alto 24,2 cm, del peso di 680 grammi, garantisce fino a 10 ore di autonomia. Priva di tastiera, e' munito di un'interfaccia multi-touch, quindi viene comandato toccando lo schermo, e consente di aprire piu' pagine contemporaneamente. L'iPad ha un'autonomia di 10 ore in funzionamento e di un mese in stand-by. Nell'iPad - sul quale possono 'girare' anche quasi tutte le applicazioni dell'iPhone - e' incorporato l'iTunes Store: per gestire tante applicazioni la tavoletta utilizza l'A4, un nuovo processore da 1Ghz prodotto da Apple.
La tavoletta e' dotata di accelerometro, bussola digitale, connessione a una docking station e permette agli utenti di navigare sul web, leggere e spedire email, vedere e condividere foto, guardare video, ascoltare musica, giocare ai videogame, leggere e-book e altro.
Fra le dotazioni della 'tavoletta' Apple , anche la suite di programmi per ufficio iWork con versioni completamente nuove di Keynote, Pages e Numbers, adattate al touchscreen dell'iPad e dal costo di appena 7,99 euro. Per il nuovo dispositivo i principali produttori di software hanno gia' elaborato prodotti su misura, ma anche riviste e quotidiani hanno sviluppato versioni ottimizzate per l'iPad.
La tavoletta e' destinata a sconvolgere anche in Italia il mercato librario, grazie alla 'libreria digitale' iBooks, cui hanno aderito gia' molti editori. Per la visualizzazione dei libri digitali (acquistabili online con un solo tocco sulla tastiera) l'iPad utilizza un proprio formato che favorsce la leggibilita'.
Nell'ultimo salone del Libro di Torino, ad esempio, 'Il Sole 24 Ore' ha presentato "iDante - La Divina Commedia" primo eBook multimediale in lingua italiana in formato iPad. Ma sull'Apple Store sono gia' disponibili centinaia di applicazioni ad hoc e diverse testate - da 'Repubblica' al 'Corriere della Sera', ma anche la 'Gazzetta dello Sport' - hanno gia' predisposto versioni 'customizzate' che sfrutteranno al meglio le caratteristiche tecniche della tavoletta (come l'ingrandimento dei testi mediante sfioramento dello schermo).
http://www.adnkronos.com/IGN/
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lunedì 24 maggio 2010
Proteggere la propria privacy su Internet
Privacy e social network: due concetti all’apparenza inconciliabili. L’esplosione del web 2.0, con tutti i servizi legati alla condivisione di informazioni, contenuti e prodotti, ha creato nuove possibilità per l’utente, ma lo ha anche portato a dover scegliere con più attenzione cosa dire di sé in rete.
Le autorità e Google. Le autorità che tutelano la privacy hanno da tempo concentrato la loro attenzione su siti e servizi del web sociale. E’ notizia di qualche giorno fa il documento condiviso tra i garanti della Privacy di dieci paesi (tra cui l’Italia) che hanno “invitato” Google a rispettare le regole in materia di trattamento dei dati personali, soprattutto alla luce di quanto visto con il social network Buzz. “Siamo rimasti profondamente turbati – si legge nel documento - dalla recente introduzione dell'applicazione di social networking Google Buzz, che ha purtroppo evidenziato una grave mancanza di riguardo per regole e norme fondamentali in materia di privacy. Inoltre, questa non è la prima volta che Google non tiene in adeguata considerazione la tutela della privacy quando lancia nuovi servizi”.
Google Buzz, apparso a tutti gli utilizzatori di Gmail, è solo uno degli esempi e sono le stesse autorità a specificare quanto il problema sia globale: “Le Autorità riconoscono che Google non è l'unica società ad avere introdotto servizi online senza prevedere tutele adeguate per gli utenti. Tuttavia, sollecitano Google a dare l'esempio, "in quanto leader nel mondo online", incorporando meccanismi a garanzia della privacy direttamente in fase di progettazione di nuovi servizi online”.
La privacy. Come difendere la propria privacy online? Per iniziare può essere utile scaricare dal sito del garante italiano una breve guida con i comportamenti da tenere in rete. Le informazioni qui contenute sono in gran parte dettate dal buon senso e sono abbastanza facili da mettere in atto. Qualche dubbio sorge solo di fronte al consiglio di leggere i contratti che si siglano con i servizi come Facebook e soci: giusto da dire, impossibile da realizzare (solo l’informativa sulla privacy di Facebook è lunga 16 pagine, a cui aggiungere i termini di servizio). La regola numero uno resta comunque l’autotutela: evitate di dare informazioni troppo personali, non condividete foto imbarazzanti, non fidatevi di qualcuno solo perché vi chiede l’amicizia.
Per facilitare la comprensione dei lunghi contratti proposti dai servizi online, abbiamo realizzato delle schede che mettono in luce alcuni degli aspetti più significativi, soprattutto per comprendere bene il livello di controllo che si può avere sui dati personali e sulla loro eventuale rimozione. I siti confrontati sono Facebook, FriendFeed, Google Buzz, Twitter e YouTube. Il web 2.0 non è tutto uguale.
Cancellarsi da questi servizi non è così facile o definitivo come si crede. Facebook ha due livelli di cancellazione (uno dei quali è quasi introvabile); Buzz non elimina i commenti e i like lasciati sui profili altrui, YouTube non cancella i video e il canale (bisogna farlo manualmente). Più definitivi sono invece Twitter e FriendFeed.
Molto diversa è anche la possibilità di agire sulla diffusione dei contenuti attraverso i pannelli di controllo: estremamente completo quello di Facebook (che permette anche di gestire i risultati dei motori di ricerca), mentre tutti gli altri servizi si limitano a fornire la possibilità di rendere i propri aggiornamenti consultabili solo da amici autorizzati.
La disponibilità in italiano dei termini di servizio è legata al successo delle varie piattaforme. Ok Google, YouTube e Facebook, solo in inglese FriendFeed, mentre Twitter ha una versione tradotta nella nostra lingua, ma con diversi errori e parti ancora in inglese. Tutti i servizi analizzati fanno riferimento alle leggi di stati diversi da quello italiano. In caso di controversie legali si riservano insomma il diritto di risolverle seguendo la legislazione della California (Facebook e Twitter), dello stato di New York (FriendFeed) o dei tribunali inglesi (Google e YouTube).
KATAWEB
Le autorità e Google. Le autorità che tutelano la privacy hanno da tempo concentrato la loro attenzione su siti e servizi del web sociale. E’ notizia di qualche giorno fa il documento condiviso tra i garanti della Privacy di dieci paesi (tra cui l’Italia) che hanno “invitato” Google a rispettare le regole in materia di trattamento dei dati personali, soprattutto alla luce di quanto visto con il social network Buzz. “Siamo rimasti profondamente turbati – si legge nel documento - dalla recente introduzione dell'applicazione di social networking Google Buzz, che ha purtroppo evidenziato una grave mancanza di riguardo per regole e norme fondamentali in materia di privacy. Inoltre, questa non è la prima volta che Google non tiene in adeguata considerazione la tutela della privacy quando lancia nuovi servizi”.
Google Buzz, apparso a tutti gli utilizzatori di Gmail, è solo uno degli esempi e sono le stesse autorità a specificare quanto il problema sia globale: “Le Autorità riconoscono che Google non è l'unica società ad avere introdotto servizi online senza prevedere tutele adeguate per gli utenti. Tuttavia, sollecitano Google a dare l'esempio, "in quanto leader nel mondo online", incorporando meccanismi a garanzia della privacy direttamente in fase di progettazione di nuovi servizi online”.
La privacy. Come difendere la propria privacy online? Per iniziare può essere utile scaricare dal sito del garante italiano una breve guida con i comportamenti da tenere in rete. Le informazioni qui contenute sono in gran parte dettate dal buon senso e sono abbastanza facili da mettere in atto. Qualche dubbio sorge solo di fronte al consiglio di leggere i contratti che si siglano con i servizi come Facebook e soci: giusto da dire, impossibile da realizzare (solo l’informativa sulla privacy di Facebook è lunga 16 pagine, a cui aggiungere i termini di servizio). La regola numero uno resta comunque l’autotutela: evitate di dare informazioni troppo personali, non condividete foto imbarazzanti, non fidatevi di qualcuno solo perché vi chiede l’amicizia.
Per facilitare la comprensione dei lunghi contratti proposti dai servizi online, abbiamo realizzato delle schede che mettono in luce alcuni degli aspetti più significativi, soprattutto per comprendere bene il livello di controllo che si può avere sui dati personali e sulla loro eventuale rimozione. I siti confrontati sono Facebook, FriendFeed, Google Buzz, Twitter e YouTube. Il web 2.0 non è tutto uguale.
Cancellarsi da questi servizi non è così facile o definitivo come si crede. Facebook ha due livelli di cancellazione (uno dei quali è quasi introvabile); Buzz non elimina i commenti e i like lasciati sui profili altrui, YouTube non cancella i video e il canale (bisogna farlo manualmente). Più definitivi sono invece Twitter e FriendFeed.
Molto diversa è anche la possibilità di agire sulla diffusione dei contenuti attraverso i pannelli di controllo: estremamente completo quello di Facebook (che permette anche di gestire i risultati dei motori di ricerca), mentre tutti gli altri servizi si limitano a fornire la possibilità di rendere i propri aggiornamenti consultabili solo da amici autorizzati.
La disponibilità in italiano dei termini di servizio è legata al successo delle varie piattaforme. Ok Google, YouTube e Facebook, solo in inglese FriendFeed, mentre Twitter ha una versione tradotta nella nostra lingua, ma con diversi errori e parti ancora in inglese. Tutti i servizi analizzati fanno riferimento alle leggi di stati diversi da quello italiano. In caso di controversie legali si riservano insomma il diritto di risolverle seguendo la legislazione della California (Facebook e Twitter), dello stato di New York (FriendFeed) o dei tribunali inglesi (Google e YouTube).
KATAWEB
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Protezione
Skype 4.2
Integrazione con Windows 7, accesso al wifi utilizzando il credito Skype, miglioramento delle chat di gruppo e risoluzione di bug. Ecco alcune funzioni della versione Gold 4.2 appena rilasciata dalla popolare applicazione di messaggistica istantanea e di videochiamate (http://www.skype.com/intl/it/download/skype/windows/).
Vediamole insieme:
Skype Access Questa versione, molto più stabile della precedente, prevede novità importanti per chi ha necessità di rimanere sempre connesso. La 4.2 offre, infatti, un nuovo servizio, Skype Access, per accedere agli hotspot wifi gratis utilizzando il proprio credito su Skype. Il costo è di 0,16 euro al minuto.
Call Transfer Una nuova funzione che consente di effettuare il trasferimento di chiamata verso altri contatti Skype oppure verso numeri fissi o mobili.
Call Quality Indicator Uno strumento per identificare i problemi durante una chiamata e il pre-Call SoundCheck per verificare la qualità delle chiamate e i plugin per Explorer e Firefox.
Video Chiamata Supporto per qualità video a 720p, opzione non ancora disponibile ma che verrà implementata al più presto. Con questa nuova versione il pulsante per le videochiamate sarà sempre visibile, a prescindere dalla presenza o assenza di webcam.
Client Alerts Tutti i messaggi di Skype e di richiesta autorizzazione sono disponibili in un unico posto.
Corretta anche una serie di problemi riscontrati nelle precedenti versioni e nella 4.2 Beta pubblica, in particolare la riproduzione audio e video, l'invio di SMS, la condivisione dello schermo, le chat testuali e il traferimento di file. Skype 4.2 è compatibile con Windows 2000, Xp, Vista e 7.
Sparita, invece, la versione per dispositivi Windows Mobile. Con un post sul blog infatti, Skype ha fatto sapere che non sono più disponibili per il download le versioni Skype Lite e Skype for Windows Mobile. Gli utenti che li hanno già scaricati potranno comunque continuare ad utilizzarli visto che il servizio non verrà interrotto. La qualità, avvertono da Skype, sarà però inferiore rispetto a quella garantita finora.
Per Peter Parkes, portavoce del servizio di messaggistica istantanea, si tratta di una scelta obbligata vista l'inaffidabilità del servizio destinato al Voice over IP. La colpa sarebbe dei "produttori e dei diversi metodi di utilizzazioni di cuffie e microfoni". Da Skype fanno sapere che non si tratta di un abbandono quanto di un arrivederci. Gli sviluppatori, infatti, starebbero lavorando allo sviluppo di una nuova applicazione pensata per il nuovo Windows Phone 7.
http://www.kataweb.it/
Vediamole insieme:
Skype Access Questa versione, molto più stabile della precedente, prevede novità importanti per chi ha necessità di rimanere sempre connesso. La 4.2 offre, infatti, un nuovo servizio, Skype Access, per accedere agli hotspot wifi gratis utilizzando il proprio credito su Skype. Il costo è di 0,16 euro al minuto.
Call Transfer Una nuova funzione che consente di effettuare il trasferimento di chiamata verso altri contatti Skype oppure verso numeri fissi o mobili.
Call Quality Indicator Uno strumento per identificare i problemi durante una chiamata e il pre-Call SoundCheck per verificare la qualità delle chiamate e i plugin per Explorer e Firefox.
Video Chiamata Supporto per qualità video a 720p, opzione non ancora disponibile ma che verrà implementata al più presto. Con questa nuova versione il pulsante per le videochiamate sarà sempre visibile, a prescindere dalla presenza o assenza di webcam.
Client Alerts Tutti i messaggi di Skype e di richiesta autorizzazione sono disponibili in un unico posto.
Corretta anche una serie di problemi riscontrati nelle precedenti versioni e nella 4.2 Beta pubblica, in particolare la riproduzione audio e video, l'invio di SMS, la condivisione dello schermo, le chat testuali e il traferimento di file. Skype 4.2 è compatibile con Windows 2000, Xp, Vista e 7.
Sparita, invece, la versione per dispositivi Windows Mobile. Con un post sul blog infatti, Skype ha fatto sapere che non sono più disponibili per il download le versioni Skype Lite e Skype for Windows Mobile. Gli utenti che li hanno già scaricati potranno comunque continuare ad utilizzarli visto che il servizio non verrà interrotto. La qualità, avvertono da Skype, sarà però inferiore rispetto a quella garantita finora.
Per Peter Parkes, portavoce del servizio di messaggistica istantanea, si tratta di una scelta obbligata vista l'inaffidabilità del servizio destinato al Voice over IP. La colpa sarebbe dei "produttori e dei diversi metodi di utilizzazioni di cuffie e microfoni". Da Skype fanno sapere che non si tratta di un abbandono quanto di un arrivederci. Gli sviluppatori, infatti, starebbero lavorando allo sviluppo di una nuova applicazione pensata per il nuovo Windows Phone 7.
http://www.kataweb.it/
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Programmi
venerdì 21 maggio 2010
Google TV
Al Moscone Center di San Francisco, gremito di oltre 5000 sviluppatori software per l’annuale conferenza di Google, la società ha effettuato una dimostrazione della Google Tv.
L’apparecchio, che sfrutta il sistema operativo Android, già presente su diversi modelli di telefoni cellulari, fornisce agli utenti avanzati servizi di ricerca per navigare tra una serie di programmi Tv e siti Internet comodamente seduti dal divano di casa.
Il progetto è realizzato in partnership con Intel, Sony, Dish Network, Logitech, Best Buy e Adobe Systems. Le Google Tv saranno costruite da Sony e funzioneranno con un microprocessore Intel. Un telecomando speciale e una tastiera senza fili saranno targati Logitech. Il browser per Internet sarà Chrome, su cui Google punta moltissimo per il futuro.
Google vuole espandere le sue attività oltre la vendita di spazi pubblicitari online, che sono ora quasi la totalità del suo fatturato. Con la tv online, che ancora non ha fatto breccia nel pubblico, cercherà di avere successo laddove Apple e altri hanno fallito. La società di Cupertino ha registrato solo "piccoli" volumi di vendita del suo apparecchio Apple Tv, da anni sul mercato, e la stessa società lo definisce un "hobby".
"Abbiamo atteso questo giorno da molto tempo", ha detto Eric Schmidt, l’amministratore delegato di Google. L’approccio del colosso di Mountainview è diverso da quello svilluppatosi negli ultimi anni tra Internet e Tv. Gli utenti ora possono guardare specifici prodotti trasmessi via Internet sulle televisori, come i film in streaming di Netflix. Google vuole invece creare una piattaforma molto più vasta, consentendo agli utenti di visionare qualsiasi tipo di contenuto Internet sulle tv, con l’aggiunta di applicazioni Android e di nuovo software che verrà creato dagli sviluppatori.
"Questa è la prima volta che un approccio veramente aperto alla Tv viene realizzato per i consumatori", ha detto Eric Kim, vice direttore generale di Intel. L’hardware sarà un fattore essenziale. Sony offrirà, forse già a partire da quest’autunno, televisori dotati di Google Tv, oltre ad un decoder per i dischi Blu-ray incorporato. Logitech, una società nota per i mouse e le tastiere, fabbricherà un telecomando compatibile e in grado di comporre indirizzi Internet. http://www.corriere.it/
L’apparecchio, che sfrutta il sistema operativo Android, già presente su diversi modelli di telefoni cellulari, fornisce agli utenti avanzati servizi di ricerca per navigare tra una serie di programmi Tv e siti Internet comodamente seduti dal divano di casa.
Il progetto è realizzato in partnership con Intel, Sony, Dish Network, Logitech, Best Buy e Adobe Systems. Le Google Tv saranno costruite da Sony e funzioneranno con un microprocessore Intel. Un telecomando speciale e una tastiera senza fili saranno targati Logitech. Il browser per Internet sarà Chrome, su cui Google punta moltissimo per il futuro.
Google vuole espandere le sue attività oltre la vendita di spazi pubblicitari online, che sono ora quasi la totalità del suo fatturato. Con la tv online, che ancora non ha fatto breccia nel pubblico, cercherà di avere successo laddove Apple e altri hanno fallito. La società di Cupertino ha registrato solo "piccoli" volumi di vendita del suo apparecchio Apple Tv, da anni sul mercato, e la stessa società lo definisce un "hobby".
"Abbiamo atteso questo giorno da molto tempo", ha detto Eric Schmidt, l’amministratore delegato di Google. L’approccio del colosso di Mountainview è diverso da quello svilluppatosi negli ultimi anni tra Internet e Tv. Gli utenti ora possono guardare specifici prodotti trasmessi via Internet sulle televisori, come i film in streaming di Netflix. Google vuole invece creare una piattaforma molto più vasta, consentendo agli utenti di visionare qualsiasi tipo di contenuto Internet sulle tv, con l’aggiunta di applicazioni Android e di nuovo software che verrà creato dagli sviluppatori.
"Questa è la prima volta che un approccio veramente aperto alla Tv viene realizzato per i consumatori", ha detto Eric Kim, vice direttore generale di Intel. L’hardware sarà un fattore essenziale. Sony offrirà, forse già a partire da quest’autunno, televisori dotati di Google Tv, oltre ad un decoder per i dischi Blu-ray incorporato. Logitech, una società nota per i mouse e le tastiere, fabbricherà un telecomando compatibile e in grado di comporre indirizzi Internet. http://www.corriere.it/
mercoledì 19 maggio 2010
FarmVille si prepara a lasciare Facebook
Facebook deve il suo successo anche a FarmVille, uno dei games più diffusi in Rete.
Ma il matrimonio tanto fortunato tra il social network che oggi registra oltre 400 milioni di utenti in tutto il mondo (16 milioni solo in Italia) e il produttore di giochi online Zynga si sta incrinando per questioni di soldi. Così da un giorno all'altro tutti gli appassionati di coltivazioni e allevamenti di bestiame virtuali potrebbero ritrovarsi senza più niente. E allora non resterebbe che adottare mucche in carne ed ossa, una pratica non così desueta, visto il "boom di adozioni". Forse, proprio sulla scia di FarmVille.
Secondo il quotidiano britannico Times, Facebook avrebbe deciso di modificare gli accordi con Zynga e le altre aziende che costruiscono applicazioni per il sito. La volontà del social social network è quella di applicare una commissione del 30% su tutte le transazioni finanziarie effettuate sul portale di proprietà. Una decisione che non va giù all'azienda software, tra l'altro creatrice di FishVille e CaféWorld. Perché è vero che FarmVille è gratis ma come sanno i ben 83 milioni di pollici verdi virtuali che transitano nel gioco ogni mese per salire di livello è necessario acquistare alcuni elementi con piccole quantità di denaro vero. Fatto qualche conto, il giro d'affari per Zynga non è male: circa 150 milioni di dollari l'anno. E l'azienda non è disposta a cederne una parte.
Aspettando mosse strategiche e una svolta per tranqullizzare tutti i cyber-agricoltori che popolano FarmVille, si può sempre adottare un animale vero. E' il nuovo trend che cattura tante persone con la passione della campagna. Secondo la Coldiretti "è boom delle adozioni in agricoltura dove si moltiplicano i cittadini che vogliono diventare partner delle aziende agricole, condividendone i rischi e le opportunità nell'attività di allevamento e in quelle di coltivazione". Un gran numero ha così deciso di seguire il processo produttivo dell'azienda agricole direttamente o attraverso il web.
Si sta manifestando la tendenza, spiega Coldiretti, a scegliere questo nuova strada come fosse "un modo per garantirsi una sorta di 'second life' e trasformarsi in 'Avatar' della campagna, ma anche per assicurarsi forniture di prodotti alimentari genuini, freschi, di origine garantita con il miglior rapporto prezzo /qualità grazie al taglio di tutte le intermediazioni. Non manca peraltro - evidenzia l'organizzazione - il valore etico di una operazione che aiuta a salvare l'agricoltura del territorio e con essa l'ambiente, il paesaggio, le tradizioni e una cultura locale che si tramanda nei secoli".
http://www.adnkronos.com/IGN/
Ma il matrimonio tanto fortunato tra il social network che oggi registra oltre 400 milioni di utenti in tutto il mondo (16 milioni solo in Italia) e il produttore di giochi online Zynga si sta incrinando per questioni di soldi. Così da un giorno all'altro tutti gli appassionati di coltivazioni e allevamenti di bestiame virtuali potrebbero ritrovarsi senza più niente. E allora non resterebbe che adottare mucche in carne ed ossa, una pratica non così desueta, visto il "boom di adozioni". Forse, proprio sulla scia di FarmVille.
Secondo il quotidiano britannico Times, Facebook avrebbe deciso di modificare gli accordi con Zynga e le altre aziende che costruiscono applicazioni per il sito. La volontà del social social network è quella di applicare una commissione del 30% su tutte le transazioni finanziarie effettuate sul portale di proprietà. Una decisione che non va giù all'azienda software, tra l'altro creatrice di FishVille e CaféWorld. Perché è vero che FarmVille è gratis ma come sanno i ben 83 milioni di pollici verdi virtuali che transitano nel gioco ogni mese per salire di livello è necessario acquistare alcuni elementi con piccole quantità di denaro vero. Fatto qualche conto, il giro d'affari per Zynga non è male: circa 150 milioni di dollari l'anno. E l'azienda non è disposta a cederne una parte.
Aspettando mosse strategiche e una svolta per tranqullizzare tutti i cyber-agricoltori che popolano FarmVille, si può sempre adottare un animale vero. E' il nuovo trend che cattura tante persone con la passione della campagna. Secondo la Coldiretti "è boom delle adozioni in agricoltura dove si moltiplicano i cittadini che vogliono diventare partner delle aziende agricole, condividendone i rischi e le opportunità nell'attività di allevamento e in quelle di coltivazione". Un gran numero ha così deciso di seguire il processo produttivo dell'azienda agricole direttamente o attraverso il web.
Si sta manifestando la tendenza, spiega Coldiretti, a scegliere questo nuova strada come fosse "un modo per garantirsi una sorta di 'second life' e trasformarsi in 'Avatar' della campagna, ma anche per assicurarsi forniture di prodotti alimentari genuini, freschi, di origine garantita con il miglior rapporto prezzo /qualità grazie al taglio di tutte le intermediazioni. Non manca peraltro - evidenzia l'organizzazione - il valore etico di una operazione che aiuta a salvare l'agricoltura del territorio e con essa l'ambiente, il paesaggio, le tradizioni e una cultura locale che si tramanda nei secoli".
http://www.adnkronos.com/IGN/
giovedì 13 maggio 2010
Office 2010
E' DAL 1990 che Microsoft ha aperto il suo "Ufficio", con la versione 1.0 di Office, il pacchetto di applicativi per il lavoro più venduto, installato e utilizzato nel mondo. Per la verità, la primissima versione del programma di scrittura Word risale al 1983, seguita dai vari Excel, Powerpoint e tutti i software che chiunque si è trovato di fronte almeno una volta nella vita utilizzando un pc, anche se l'onore di ospitare il debutto di Office è toccato curiosamente al Mac, prima ancora che a Windows.
Dopo 17 anni, l'azienda di Redmond presenta la versione 2010 del suo multi-applicativo e intanto, molto è cambiato nel panorama del software, tra cui la forma e il contenuto dei prodotti concorrenti. Ora Office ha degli avversari importanti come le Google Apps, tutte online e gratuite - ma indubbiamente limitate rispetto a quanto offre Microsoft - e il pacchetto OpenOffice, gratuito, compatibile e performante.
Cosa cambia. Dal 2007 a oggi, come può evolvere un programma di videoscrittura o un foglio elettronico, tanto da giustificare l'acquisto della nuova versione? In realtà, in tre anni il modo di utilizzare i computer è cambiato. La "socialità" delle proprie esistenze elettroniche è ormai un paradigma e Office 2010 fa perno proprio sul web e sulla possibilità di condividere documenti tra più computer e più persone, semplificando il flusso di lavoro e provando a rendere le incombenze quotidiane più fluide. Certo cambia poco per chi usa Word per scrivere una lettera, Excel per ordinare qualche dato e Outlook solo per inviare le e-mail. Ma per tutti quegli utenti che utilizzano più a fondo le notevoli capacità della suite, l'integrazione con Office Live - l'estensione web delle applicazioni - rappresenta un'innovazione di un certo peso. E che però allo stesso tempo alleggerisce il programma. Microsoft ha lavorato parecchio allo snellimento di Office, finora un pacchetto dalla stazza imponente. La versione 2010 è stata realizzata per essere utilizzata anche su macchine non potenti, così come Windows 7 funziona bene anche su Pc ormai vecchiotti. Così, persino l'elefantiaco Outlook non è più quello che era prima, ma tra cambiamenti dell'interfaccia e soprattutto del cuore del programma, è adesso un'applicazione molto più "social" e leggera. Che attraverso il nuovo modulo Outlook Social Connector, si integra con Windows Live e - sopresa - anche con piattaforme esterne come Facebook, Myspace e LinkedIn. E che a vedersi assomiglia più a GMail e a un'app per iPhone piuttosto che alla versione di Office 2007.
Come va. Office 2010 è ovviamente nato nel grembo dell'ultima versione di Windows. Così, le nuove funzionalità offerte da Seven sono native anche su Office, tra cui le comode "Jump List" con cui raggiungere istantaneamente gli ultimi documenti su cui si è lavorato. Rispetto all'edizione 2007, Office 2010 è un altro pianeta. Il programma risponde più velocemente e appare da subito più snello ed efficiente. L'idea di Redmond era di rendere il programma non solo usabile ma anche performante sui netbook e i vecchi Pc, e l'obbiettivo sembra centrato un po' come Windows 7 sembra finora aver mantenuto le sue promesse. Potrà suonare forse spaventoso per qualcuno, ma di fatto, il vecchio Office è un ricordo. Meno male.
Come funziona. L'interfaccia del programma si concentra nel 'ribbon', la banda superiore alla finestra del documento. L'intenzione di Microsoft è di raggruppare visivamente le funzioni dei programmi e non disseminarle in menu straripanti di voci, dalla navigazione ostica. Dopo un po' di abitudine, il 'ribbon' appare per quello che è, una scelta funzionale che finalmente mette Office tra le applicazioni facili da usare. La banda è poi personalizzabile a piacere, così che l'utente possa creare il suo ambiente di lavoro ottimale.
Le funzionalità degli elementi della suite rimangono quelle. Word serve a scrivere, Excel a ragionare sui numeri. Powerpoint ha guadagnato qualche funzionalità multimediale e ora può manipolare audio e video. Tra le piccole ma utili modifiche, è ora possibile salvare i documenti nel formato di OpenOffice, possibilità finora preclusa agli utenti Microsoft.
Quanto costa. Office 2010 verrà venduto in tre versioni: Microsoft le divide in Home and Student, la base, che costa 149 dollari e comprende Word, Excel, PowerPoint e OneNote. Segue la Home and Business a 279 dollari, che in più ha Outlook 2010, di fatto il vero motore di questa nuova edizione, e poi la Professional (499 dollari) che all'edizione intermedia aggiunge Microsoft Publisher e il database Access. I prodotti saranno acquistabili sia in confezione completa che in sola versione digitale e in questo caso si riesce a risparmiare: la Product Key Card per la versione Home and Student costerà ad esempio 119 dollari, con le stesse proporzioni di sconto ripetute sulle altre versioni.
A questi prezzi si aggiunge una promozione valida fino al 30 settembre 2010: acquistando Office 2007, si avrà diritto al download gratuito di Office 2010, di fatto ottenendo due licenze di utilizzo al prezzo di un solo pacchetto. http://www.repubblica.it/
Dopo 17 anni, l'azienda di Redmond presenta la versione 2010 del suo multi-applicativo e intanto, molto è cambiato nel panorama del software, tra cui la forma e il contenuto dei prodotti concorrenti. Ora Office ha degli avversari importanti come le Google Apps, tutte online e gratuite - ma indubbiamente limitate rispetto a quanto offre Microsoft - e il pacchetto OpenOffice, gratuito, compatibile e performante.
Cosa cambia. Dal 2007 a oggi, come può evolvere un programma di videoscrittura o un foglio elettronico, tanto da giustificare l'acquisto della nuova versione? In realtà, in tre anni il modo di utilizzare i computer è cambiato. La "socialità" delle proprie esistenze elettroniche è ormai un paradigma e Office 2010 fa perno proprio sul web e sulla possibilità di condividere documenti tra più computer e più persone, semplificando il flusso di lavoro e provando a rendere le incombenze quotidiane più fluide. Certo cambia poco per chi usa Word per scrivere una lettera, Excel per ordinare qualche dato e Outlook solo per inviare le e-mail. Ma per tutti quegli utenti che utilizzano più a fondo le notevoli capacità della suite, l'integrazione con Office Live - l'estensione web delle applicazioni - rappresenta un'innovazione di un certo peso. E che però allo stesso tempo alleggerisce il programma. Microsoft ha lavorato parecchio allo snellimento di Office, finora un pacchetto dalla stazza imponente. La versione 2010 è stata realizzata per essere utilizzata anche su macchine non potenti, così come Windows 7 funziona bene anche su Pc ormai vecchiotti. Così, persino l'elefantiaco Outlook non è più quello che era prima, ma tra cambiamenti dell'interfaccia e soprattutto del cuore del programma, è adesso un'applicazione molto più "social" e leggera. Che attraverso il nuovo modulo Outlook Social Connector, si integra con Windows Live e - sopresa - anche con piattaforme esterne come Facebook, Myspace e LinkedIn. E che a vedersi assomiglia più a GMail e a un'app per iPhone piuttosto che alla versione di Office 2007.
Come va. Office 2010 è ovviamente nato nel grembo dell'ultima versione di Windows. Così, le nuove funzionalità offerte da Seven sono native anche su Office, tra cui le comode "Jump List" con cui raggiungere istantaneamente gli ultimi documenti su cui si è lavorato. Rispetto all'edizione 2007, Office 2010 è un altro pianeta. Il programma risponde più velocemente e appare da subito più snello ed efficiente. L'idea di Redmond era di rendere il programma non solo usabile ma anche performante sui netbook e i vecchi Pc, e l'obbiettivo sembra centrato un po' come Windows 7 sembra finora aver mantenuto le sue promesse. Potrà suonare forse spaventoso per qualcuno, ma di fatto, il vecchio Office è un ricordo. Meno male.
Come funziona. L'interfaccia del programma si concentra nel 'ribbon', la banda superiore alla finestra del documento. L'intenzione di Microsoft è di raggruppare visivamente le funzioni dei programmi e non disseminarle in menu straripanti di voci, dalla navigazione ostica. Dopo un po' di abitudine, il 'ribbon' appare per quello che è, una scelta funzionale che finalmente mette Office tra le applicazioni facili da usare. La banda è poi personalizzabile a piacere, così che l'utente possa creare il suo ambiente di lavoro ottimale.
Le funzionalità degli elementi della suite rimangono quelle. Word serve a scrivere, Excel a ragionare sui numeri. Powerpoint ha guadagnato qualche funzionalità multimediale e ora può manipolare audio e video. Tra le piccole ma utili modifiche, è ora possibile salvare i documenti nel formato di OpenOffice, possibilità finora preclusa agli utenti Microsoft.
Quanto costa. Office 2010 verrà venduto in tre versioni: Microsoft le divide in Home and Student, la base, che costa 149 dollari e comprende Word, Excel, PowerPoint e OneNote. Segue la Home and Business a 279 dollari, che in più ha Outlook 2010, di fatto il vero motore di questa nuova edizione, e poi la Professional (499 dollari) che all'edizione intermedia aggiunge Microsoft Publisher e il database Access. I prodotti saranno acquistabili sia in confezione completa che in sola versione digitale e in questo caso si riesce a risparmiare: la Product Key Card per la versione Home and Student costerà ad esempio 119 dollari, con le stesse proporzioni di sconto ripetute sulle altre versioni.
A questi prezzi si aggiunge una promozione valida fino al 30 settembre 2010: acquistando Office 2007, si avrà diritto al download gratuito di Office 2010, di fatto ottenendo due licenze di utilizzo al prezzo di un solo pacchetto. http://www.repubblica.it/
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giovedì 6 maggio 2010
'The agency' su Facebook
Diventare una spia e prendere parte a complotti internazionali: e' possibile con l'ultimo gioco destinato agli utenti di Facebook.
'The Agency: Covert Ops', creato da Sony Online Entartainment, anticipa la versione per computer e console. Esce ad un paio di mesi dal lancio del primo gioco on line per il social network. In una video intervista a Mashable gli sviluppatori Dan Kopycienski e Chris Hill lo definiscono la 'prova generale' per il prossimo lancio di 'The Agency' per pc e PS3.
http://www.ansa.it/
'The Agency: Covert Ops', creato da Sony Online Entartainment, anticipa la versione per computer e console. Esce ad un paio di mesi dal lancio del primo gioco on line per il social network. In una video intervista a Mashable gli sviluppatori Dan Kopycienski e Chris Hill lo definiscono la 'prova generale' per il prossimo lancio di 'The Agency' per pc e PS3.
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Explorer 9
Microsoft ha annunciato il lancio sperimentale di Internet Explorer 9 da oggi scaricabile in rete.Internet Explorer e' utilizzato dal 60% degli internauti e precede di gran lunga Firefox, con il 24%, mentre con il sistema Chrome, di Google, navigano circa il 7% degli utenti.
Microsoft ha deciso di lanciare 'IE9 Platform Preview' dopo un netto calo nell'utilizzo di Internet Explorer. Nell'agosto 2008 Explorer veniva utilizzato dal 75% del mercato.
http://www.ansa.it/
Microsoft ha deciso di lanciare 'IE9 Platform Preview' dopo un netto calo nell'utilizzo di Internet Explorer. Nell'agosto 2008 Explorer veniva utilizzato dal 75% del mercato.
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Negli Stati Uniti Google si rifà il look
Google si rifà il look. Sulla sua prima pagina in visione negli Stati Uniti il motore di ricerca più famoso al mondo ha aggiunto tre nuovi strumenti per facilitare e rendere più mirate le ricerche su internet. Sulla parte sinistra della pagina compaiono, contestualmente alla ricerca principale, ulteriori categorie di ricerca (News, Immagini, Blogs, Libri), in modo da fornire all'utente un più approfondito e preciso quadro dell'indagine in corso. A partire da oggi su Google sono operativi 'Universal Search', 'Search Options Panel' e 'Google Square', dei 'sotto-motori' con queste caratteristiche: i primi due offrono ulteriori opzioni di ricerca, mentre il terzo consente di accedere immediatamente alle 'traduzioni' in tempo reale delle diverse unità di misura utilizzate nel mondo.
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