Qualcuno lo chiama il "YouTube dei libri": un sito Internet che pubblica migliaia di titoli di ogni genere e offre la possibilità di scaricarli gratuitamente. Qualcun altro preferisce definirlo l'equivalente dei "pirati" della musica, ossia dei siti su cui è possibile scaricare i successi della hit parade mondiale senza pagare un soldo, alla faccia del copyright. A decidere quale delle due etichette si adatta meglio a Scribd.com, il sito creato in California da due giovani ex studenti di Harvard, sarà un tribunale, a cui si sono rivolti scrittori come J. K. Rowling e Ken Follett, insieme ai loro agenti ed editori, per ottenere giustizia.
La "pirateria" musicale, dicono gli esperti del settore, ha ucciso l'industria discografica: se il sito dei "pirati dei libri" lanciasse un trend analogo, il timore è che l'editoria possa fare prima o poi la stessa fine, anche se scaricare un libro non è esattamente la stessa cosa che scaricare una canzone. Il "pirata" in questione afferma di essere il sito letterario più popolare del mondo, e le cifre sembrano confermarlo: viene visitato da 55 milioni di persone al mese. Non si paga niente per accedervi, poiché Scribd, nato due anni or sono, vive solo di inserzioni pubblicitarie.
A sua volta, il sito non paga alcun diritto d'autore alle opere che offre in visione. E sono tante: ogni giorno la lista dei libri e documenti consultabili aumenta di 50 mila titoli. Il Times di Londra, che stamane dedica un articolo al fenomeno, ci ha dato un'occhiata, scoprendo un po' di tutto, dai romanzi di "Harry Potter" della Rowling, appunto, a "Mondo senza fine" di Follett, da Nick Hornby a John Grisham, dalla narrativa alla saggistica.
Accusa Peter Cox, un agente letterario londinese: "Questi sono pirati. Non dobbiamo arrenderci ai loro soprusi. Non possiamo permetterci di rifare gli stessi errori commessi dall'industria discografica". Ma Trip Adkins e Jared Friedman, i due neo-laureati di Harvard fondatori del progetto, non si riconoscono nel ruolo di corsari del web e negano di compiere alcunché di illegale. Il loro sito è stato usato perfino dalla campagna elettorale di Barack Obama, per pubblicare documenti e dichiarazioni a cui la gente potesse accedere direttamente, bypassando i media.
Consapevoli dei problemi di copyright, un portavoce della società afferma che Scribd agisce sulla base di un semplice precetto: se un editore protesta perché un suo libro è stato messo senza permesso sul sito, loro lo rimuovono entro 24 ore. Ciò risponde a quanto stabilito dallo U.S. Digital Millennium Copyright Act, l'aggiornamento a Internet della legge americana sui diritti d'autore, che afferma che un sito non può essere citato in giudizio per azioni compiute da coloro che lo usano senza che il sito ne sia a conoscenza.
Ovviamente, Scribd.com non sa se un suo visitatore, dopo avere scaricato un libro, se lo stampa e se lo legge, in barba al copyright, gratis e senza la fatica di andare fino in libreria per comprarlo. E per di più molti editori non sanno che i loro titoli sono sul catalogo di Scribd.com, per cui non chiedono al sito di toglierli. E' il caso, verificato dal Times, di Macmillan, casa editrice di Ken Follett, che ignorava che il suo ultimo romanzo best-seller fosse apparso sul sito californiano qualche giorno or sono, dove lo hanno già letto 500 persone.
"Grazie dell'informazione, ci occuperemo della cosa", hanno detto i responsabili della casa editrice al giornalista del Times che li ha avvertiti. Una situazione che, se questo è il futuro, si ripeterà spesso.
http://www.repubblica.it/
martedì 31 marzo 2009
Scaricare automaticamente le serie TV da BitTorrent
Combinando feed RSS e tecnologia BitTorrent è possibile scaricare, in modo automatico, tutti gli ultimi episodi delle serie TV preferite mano a mano che divengono disponibili.
Nei mesi scorsi, abbiamo visto come utilizzare la potente tecnologia BitTorrent per scaricare tanto materiale ad altissima velocità.
Via BitTorrent, è possibile trovare davvero di tutto: si spazia dal software, alla musica e ai film, ma vi sono anche le serie TV più gettonate: tramite questo protocollo è possibile reperire le puntate di show di grande successo praticamente in contemporanea all'uscita negli States, con mesi d'anticipo rispetto alla trasmissione sulle reti italiane.
Il problema è che gli appassionati sono costretti a consultare periodicamente il palinsesto americano per verificare se gli episodi di proprio interesse sono già stati trasmessi, quindi accedere ai vari siti torrentizi, trovare il torrent giusto, e avviare lo scaricamento: insomma, una procedura un piuttosto macchinosa.
Non sarebbe più comodo se fosse il client BitTorrent ad occuparsi di tutto questo?
RSS alla riscossa
Combinando a dovere feed RSS (gli stessi di cui abbiamo parlato nell'articolo "Feed RSS: le notizie direttamente sul PC", ed utilizzabili per seguire comodamente anche MegaLab.it) ed un client BitTorrent dotato dell'opportuna funzionalità (l'hanno praticamente tutti, compreso il nostro favorito "µTorrent") è possibile realizzare questo piccolo miracolo d'automazione.
È necessaria solo un po' di pazienza per la configurazione iniziale, qualche coordinata per accedere ai siti di riferimento ed un pizzico di acume tecnico.
Siete pronti? si parte fra poco.
Attenzione al copyright
Seguendo le indicazioni di questa guida, potrete automatizzare lo scaricamento di materiale audiovisivo potenzialmente coperto da diritto d'autore.
Allo stesso modo però, sarà possibile accedere anche a podcast (qui e qui due liste molto ben fornite) e realizzazioni distribuite con licenze libere, quali l'interessante NerdTV e molti altri riassunti nella ricca pagina "Internet television series" di Wikipedia.
Come sempre, vi ricordo che, come regolato dalla legge 22 aprile 1941, n.633, scaricare e condividere opere protette da copyright senza detenerne i diritti sono comportamenti punibili in ambito civile e penale.
Raccomando quindi di prestare la massima attenzione a quello che scaricate: come da nostre condizioni d'uso, la responsabilità è delegata ai singoli utenti.
Il feed di tvRSS
TvRSS.net è una interessante risorsa che tiene sott'occhio ed eroga feed relativi a moltissime serie TV: si spazia da Terminator: The Sarah Connor Chronicles, a Heroes, Lost, Prison Break, Battlestar Galactica e chi più ne ha, più ne metta.
La prima cosa da fare è accedere al sito, cliccare sulla sezione Shows. Da qui, localizzare la serie di proprio interesse
Una volta individuato il link, apritelo: per gli scopi di questa guida, sceglieremo quello della già citata serie NerdTV, rilasciata con licenza Creative Commons.
Dopo esservi sincerati che la pagina contenga realmente il materiale di vostro interasse (sono infatti presenti anche alcuni "doppioni" non debitamente aggiornati), individuate il link Search-based RSS Feed che si trova subito sotto ai campi di ricerca
Ecco le spiegazioni!!
Nei mesi scorsi, abbiamo visto come utilizzare la potente tecnologia BitTorrent per scaricare tanto materiale ad altissima velocità.
Via BitTorrent, è possibile trovare davvero di tutto: si spazia dal software, alla musica e ai film, ma vi sono anche le serie TV più gettonate: tramite questo protocollo è possibile reperire le puntate di show di grande successo praticamente in contemporanea all'uscita negli States, con mesi d'anticipo rispetto alla trasmissione sulle reti italiane.
Il problema è che gli appassionati sono costretti a consultare periodicamente il palinsesto americano per verificare se gli episodi di proprio interesse sono già stati trasmessi, quindi accedere ai vari siti torrentizi, trovare il torrent giusto, e avviare lo scaricamento: insomma, una procedura un piuttosto macchinosa.
Non sarebbe più comodo se fosse il client BitTorrent ad occuparsi di tutto questo?
RSS alla riscossa
Combinando a dovere feed RSS (gli stessi di cui abbiamo parlato nell'articolo "Feed RSS: le notizie direttamente sul PC", ed utilizzabili per seguire comodamente anche MegaLab.it) ed un client BitTorrent dotato dell'opportuna funzionalità (l'hanno praticamente tutti, compreso il nostro favorito "µTorrent") è possibile realizzare questo piccolo miracolo d'automazione.
È necessaria solo un po' di pazienza per la configurazione iniziale, qualche coordinata per accedere ai siti di riferimento ed un pizzico di acume tecnico.
Siete pronti? si parte fra poco.
Attenzione al copyright
Seguendo le indicazioni di questa guida, potrete automatizzare lo scaricamento di materiale audiovisivo potenzialmente coperto da diritto d'autore.
Allo stesso modo però, sarà possibile accedere anche a podcast (qui e qui due liste molto ben fornite) e realizzazioni distribuite con licenze libere, quali l'interessante NerdTV e molti altri riassunti nella ricca pagina "Internet television series" di Wikipedia.
Come sempre, vi ricordo che, come regolato dalla legge 22 aprile 1941, n.633, scaricare e condividere opere protette da copyright senza detenerne i diritti sono comportamenti punibili in ambito civile e penale.
Raccomando quindi di prestare la massima attenzione a quello che scaricate: come da nostre condizioni d'uso, la responsabilità è delegata ai singoli utenti.
Il feed di tvRSS
TvRSS.net è una interessante risorsa che tiene sott'occhio ed eroga feed relativi a moltissime serie TV: si spazia da Terminator: The Sarah Connor Chronicles, a Heroes, Lost, Prison Break, Battlestar Galactica e chi più ne ha, più ne metta.
La prima cosa da fare è accedere al sito, cliccare sulla sezione Shows. Da qui, localizzare la serie di proprio interesse
Una volta individuato il link, apritelo: per gli scopi di questa guida, sceglieremo quello della già citata serie NerdTV, rilasciata con licenza Creative Commons.
Dopo esservi sincerati che la pagina contenga realmente il materiale di vostro interasse (sono infatti presenti anche alcuni "doppioni" non debitamente aggiornati), individuate il link Search-based RSS Feed che si trova subito sotto ai campi di ricerca
Ecco le spiegazioni!!
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Filesharing
Primo: il pc che parte da soli 99 euro
Abaco presenta Primo, un computer pensato per tutti perchè, grazie ad una spesa minima che parte da soli 99 euro, contribuisce a diffondere un'informatizzazione libera ed aperta, in un momento storico certamente difficile.
La macchina mantiene le caratteristiche sulle quali punta la casa produttrice, specializzata in prodotti a basso consumo, ma completi di tutti gli strumenti necessari per una corretta esperienza informatica, ed arriva a rompere la barriera dei 100 euro.
Un'operazione riuscita, dicono alla Abaco, grazie all'adozione di Xubuntu Linux, il sistema operativo open source facile e leggero, basato su Ubuntu Linux, che equipaggia il computer con navigatore Internet, posta elettronica, processore di testi, foglio elettronico, lettore multimediale e giochi.
Abaco Primo si rivolge così ad un vasto ventaglio di utenti: dagli studenti della scuola primaria a coloro che desiderano esplorare l'universo di Internet e dei programmi aperti e gratuiti, e viene offerto in una configurazione minimale adatta agli utenti di prima informatizzazione, ma con tante possibilità di configurazione ed un generoso chassis che gli consente di crescere nel tempo per adattarsi alle esigenze del suo proprietario.
Nella configurazione base, Abaco Primo comprende: processore Intel Atom a 1.6 Ghz, 512Mb di memoria Ram, disco da 4 GB su scheda Compact Flash, scheda video Intel Gma 950, scheda audio stereo Realtek ALC662, scheda di rete 10/100 Mbps, 6 porte USB di cui 2 frontali, connettori frontali per ingresso microfono e uscita casse. Il pc viene fornito in versione Kit – da assemblare a cura del cliente seguendo le dettagliate istruzioni fornite – oppure, con un piccolo sovrapprezzo, già assemblato e pronto per l'utilizzo.
E' possibile personalizzare il pc a seconda delle proprie esigenze, modificando interamente la configurazione di base e selezionando le periferiche aggiuntive direttamente sul sito di Abaco Computers in fase di ordine.
http://www.lastampa.it/
La macchina mantiene le caratteristiche sulle quali punta la casa produttrice, specializzata in prodotti a basso consumo, ma completi di tutti gli strumenti necessari per una corretta esperienza informatica, ed arriva a rompere la barriera dei 100 euro.
Un'operazione riuscita, dicono alla Abaco, grazie all'adozione di Xubuntu Linux, il sistema operativo open source facile e leggero, basato su Ubuntu Linux, che equipaggia il computer con navigatore Internet, posta elettronica, processore di testi, foglio elettronico, lettore multimediale e giochi.
Abaco Primo si rivolge così ad un vasto ventaglio di utenti: dagli studenti della scuola primaria a coloro che desiderano esplorare l'universo di Internet e dei programmi aperti e gratuiti, e viene offerto in una configurazione minimale adatta agli utenti di prima informatizzazione, ma con tante possibilità di configurazione ed un generoso chassis che gli consente di crescere nel tempo per adattarsi alle esigenze del suo proprietario.
Nella configurazione base, Abaco Primo comprende: processore Intel Atom a 1.6 Ghz, 512Mb di memoria Ram, disco da 4 GB su scheda Compact Flash, scheda video Intel Gma 950, scheda audio stereo Realtek ALC662, scheda di rete 10/100 Mbps, 6 porte USB di cui 2 frontali, connettori frontali per ingresso microfono e uscita casse. Il pc viene fornito in versione Kit – da assemblare a cura del cliente seguendo le dettagliate istruzioni fornite – oppure, con un piccolo sovrapprezzo, già assemblato e pronto per l'utilizzo.
E' possibile personalizzare il pc a seconda delle proprie esigenze, modificando interamente la configurazione di base e selezionando le periferiche aggiuntive direttamente sul sito di Abaco Computers in fase di ordine.
http://www.lastampa.it/
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lunedì 30 marzo 2009
Windows 7 dovrebbe arrivare a maggio 2009
Siamo sempre nel campo delle indiscrezioni ma le voci che ruotano intorno all’avvento “anticipato” del nuovo sistema operativo di Microsoft si anno ogni giorno sempre più insistenti e, soprattutto, fondate.
L’ultimo rumor di cui il Web si è fatto messaggero riguarda il rilascio della versione “Release Candidate” (Rc) di Windows 7, alla quele Microsoft pare abbia già dedicato una pagina sul proprio sito (poi subito rimossa) recante le istruzioni per il download e una data (di pubblicazione) precisa: maggio 2009. Tempo un mese e la versione quasi definitiva di Seven sarà quindi resa disponibile? Di conferme ufficiali, come detto, non ce ne sono ma ci sono moltissime probabilità che a Redmond stiano lavorando per rispettare questo obiettivo.
Il tam tam sui blog della Rete intanto è ripreso e si è concentrato sulla data di lancio della versione Oem del nuovo sistema - la cosiddetta “Release to manufacter”(RTM), quella che verrà fornita ai produttori di computer – ipotizzando in tal senso il D-Day di rilascio per fine luglio o per i primi di agosto al più tardi.
Del fatto che Microsoft possa ultimare la scrittura del codice del nuovo Os per l’inizio dell’estate avevano già parlato vari analisti americani ed ecco che le possibilità di vedere Windows 7 prima del dovuto - Microsoft ha fissato la disponibilità commerciale di Seven per gennaio 2010, a tre anni esatti dal lancio di Vista – aumentano (almeno teoricamente) di molto.
Non è prevista comunque un’edizione italiana di Windows 7 Release Candidate, l’anteprima del nuovo sistema operativo è infatti prevista in inglese, francese, tedesco, spagnolo e giapponese. Non è quindi chiaro se in futuro sarà poi possibile effettuare l’aggiornamento da Windows 7 RC inglese alla versione finale in italiano di Windows 7, ma a questi dubbi risponderemo sicuramente non appena avremo modo di contattare Microsoft al proposito.
http://www.alground.com/blog/sicurezza/
L’ultimo rumor di cui il Web si è fatto messaggero riguarda il rilascio della versione “Release Candidate” (Rc) di Windows 7, alla quele Microsoft pare abbia già dedicato una pagina sul proprio sito (poi subito rimossa) recante le istruzioni per il download e una data (di pubblicazione) precisa: maggio 2009. Tempo un mese e la versione quasi definitiva di Seven sarà quindi resa disponibile? Di conferme ufficiali, come detto, non ce ne sono ma ci sono moltissime probabilità che a Redmond stiano lavorando per rispettare questo obiettivo.
Il tam tam sui blog della Rete intanto è ripreso e si è concentrato sulla data di lancio della versione Oem del nuovo sistema - la cosiddetta “Release to manufacter”(RTM), quella che verrà fornita ai produttori di computer – ipotizzando in tal senso il D-Day di rilascio per fine luglio o per i primi di agosto al più tardi.
Del fatto che Microsoft possa ultimare la scrittura del codice del nuovo Os per l’inizio dell’estate avevano già parlato vari analisti americani ed ecco che le possibilità di vedere Windows 7 prima del dovuto - Microsoft ha fissato la disponibilità commerciale di Seven per gennaio 2010, a tre anni esatti dal lancio di Vista – aumentano (almeno teoricamente) di molto.
Non è prevista comunque un’edizione italiana di Windows 7 Release Candidate, l’anteprima del nuovo sistema operativo è infatti prevista in inglese, francese, tedesco, spagnolo e giapponese. Non è quindi chiaro se in futuro sarà poi possibile effettuare l’aggiornamento da Windows 7 RC inglese alla versione finale in italiano di Windows 7, ma a questi dubbi risponderemo sicuramente non appena avremo modo di contattare Microsoft al proposito.
http://www.alground.com/blog/sicurezza/
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Sistema operativo
domenica 29 marzo 2009
Peer to Peer
Peer to Peer (p2p) è un termine che definisce un concetto preciso: la trasmissione di contenuti “da pari a pari”. L'equivalente contemporaneo dello "scambio di figurine", solo che al posto dei calciatori ci sono musica, film, testi, tutto ciò che è riproducibile con un computer. Ecco come orientarsi nel mondo della condivisione in Rete di contenuti, evitando i comportamenti illegali, per comprendere un modello di diffusione che sta rivoluzionando l'industria dello spettacolo, della cultura e dell'informazione
BitTorrent, Emule, Napster e WinMx sono programmi che quasi tutti hanno (o hanno avuto) installati sui propri computer. Quello che accomuna queste differenti applicazioni è il modello di trasmissione dei dati che ne è alla base: il Peer to Peer (siglato come P2p). Per P2p si intende infatti un sistema di trasmissione dei dati estremamente diverso da quello tradizionale. Accedendo a un sito qualunque, ogni utente inizia infatti a scambiare informazioni con un server. Per esempio, andando su www.kataweb.it, ogni “client” riceve una serie di dati che permettono di visualizzare la pagina che interessa. Questo tipo di trasmissione, chiamata client-server, prevede quindi una struttura gerarchica, in cui una parte prevalentemente invia e un’altra riceve.
Il modello p2p già nel nome chiarisce un concetto diverso: “da pari a pari”. Quelli che nel sistema client-server sono solo ricevitori, con il p2p si occupano anche di smistare contenuti. I vantaggi di una simile struttura sono evidenti: in caso di una grossa mole di dati, invece di sovraccaricare un server di richieste, più utenti possono condividere parte della loro banda di trasmissione per scambiarsi direttamente tra loro un file. Semplificando il concetto: se voglio condividere con tante persone il filmato delle mie vacanze, posso metterlo sul mio sito, ma l’alto numero di richieste contemporanee potrebbe rallentare le operazioni di download. Inserendolo in un circuito p2p, ogni utente che scarica il file lo mette automaticamente in condivisione con tutti gli altri, evitando che la transazione pesi su un server centrale.
L’esempio appena fatto, apparentemente stupido, è in realtà stato già applicato con successo da una realtà come la CNN. In occasione del discorso di insediamento del presidente Obama, circa 25 milioni di americani hanno seguito la diretta in streaming sul sito del network americano. Per evitare rallentamenti eccessivi o la completa “caduta” dei server, la Cnn ha utilizzato un programma basato sul modello p2p per permettere a chi guardava il filmato di condividerlo con altri utenti in tempo reale, senza pesare in questo modo sui server della rete.
La legge italiana
Quando si parla di P2p la prima domanda che viene fatta riguarda la legalità. Il semplice utilizzo di BitTorrent o Emule non costituisce un illecito, ma è la condivisione di file coperti da diritto d’autore a non essere permessa. La legislazione in materia non è di facile interpretazione, anche a causa della novità dell’argomento. La legge di riferimento è la n. 633 del 1941 (che regola il diritto d’autore), che ha subito varie modifiche negli ultimi anni (in particolare con il decreto Urbani del 2004) per adeguarsi ai nuovi strumenti.
Per semplificare la questione, è bene distinguere subito tra due categorie: chi trasmette e condivide opere a scopo di lucro e chi no. Nel primo caso la legge è molto più severa: l’articolo 171 – ter comma 2 lettera a-bis recita: “È punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da euro 2.582 a euro 15.493 chiunque in violazione dell'art. 16, a fini di lucro, comunica al pubblico immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un'opera dell'ingegno protetta dal diritto d'autore, o parte di essa”. Nel caso non si manifesti il lucro, cioè non si ottenga alcun guadagno dalla condivisione di opere coperte da diritto d’autore, non è prevista la detenzione, ma una multa. L’articolo 171 della legge 633 lettera a-bis recita: “Salvo quanto disposto dall'art. 171-bis e dall'articolo 171-ter è punito con la multa da euro 51 a euro 2.065 chiunque, senza averne diritto, a qualsiasi scopo e in qualsiasi forma mette a disposizione del pubblico, immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un'opera dell'ingegno protetta, o parte di essa”. A margine della nota è utile ricordare come tutti i sistemi di peer to peer prevedano che nel momento stesso del download, ciò che si sta scaricando finisca direttamente in condivisione con gli altri, facendo così in modo che da semplici utenti finali si diventi anche distributori di un file.
Eliminate le questioni penali previste dall’articolo 171, restano però quelle amministrative. L’articolo 174 recita infatti: “Ferme le sanzioni penali applicabili, la violazione delle disposizioni previste nella presente sezione è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria pari al doppio del prezzo di mercato dell'opera o del supporto oggetto della violazione, in misura comunque non inferiore a euro 103,00. Se il prezzo non è facilmente determinabile, la violazione è punita con la sanzione amministrativa da euro 103,00 a euro 1032,00. La sanzione amministrativa si applica nella misura stabilita per ogni violazione e per ogni esemplare abusivamente duplicato o riprodotto”. In poche parole, per ogni opera coperta da diritto d’autore che si mette in condivisione (anche una canzone acquistabile a 99 centesimi su iTunes o un film da 9 euro) si rischia di pagare un minimo di 103 euro di sanzione amministrativa, da aggiungersi alla già citata sanzione penale.
Vista la complessità della materia, può essere utile consultare il testo integrale della legge.
Cosa si può scaricare e condividere?
Vista la rigidità della legge, ci si può chiedere allora che cosa si può scaricare e cosa no. I sistemi di p2p risultano molto utili per la condivisione di tutte quelle opere ormai di pubblico dominio (dalla cui morte del creatore siano cioè passati almeno 70 anni, sempre secondo la legge 633 del 1941). Per trovare vecchi film, canzoni o libri i sistemi di p2p sono perfetti. Ma oltre a quei prodotti non più protetti dal diritto d’autore, ci sono molte altre opere dell’ingegno che hanno delle licenze diverse. Basti pensare ai software liberi o open source come le varie versioni (in gergo distro) del sistema operativo Linux, che gli stessi sviluppatori consigliano di scaricare dalle reti p2p per non sovraccaricare i server, o le licenze cretive commons che permettono (in buona parte dei casi, ma ne esistono di diverso tipo) di condividere tutto gratuitamente.
Per fugare ogni dubbio esistono alcuni servizi esplicitamente pensati per condividere materiali liberi e che analizzeremo nel capitolo dedicato a BitTorrent.
http://canali.kataweb.it/kataweb-itech/
BitTorrent, Emule, Napster e WinMx sono programmi che quasi tutti hanno (o hanno avuto) installati sui propri computer. Quello che accomuna queste differenti applicazioni è il modello di trasmissione dei dati che ne è alla base: il Peer to Peer (siglato come P2p). Per P2p si intende infatti un sistema di trasmissione dei dati estremamente diverso da quello tradizionale. Accedendo a un sito qualunque, ogni utente inizia infatti a scambiare informazioni con un server. Per esempio, andando su www.kataweb.it, ogni “client” riceve una serie di dati che permettono di visualizzare la pagina che interessa. Questo tipo di trasmissione, chiamata client-server, prevede quindi una struttura gerarchica, in cui una parte prevalentemente invia e un’altra riceve.
Il modello p2p già nel nome chiarisce un concetto diverso: “da pari a pari”. Quelli che nel sistema client-server sono solo ricevitori, con il p2p si occupano anche di smistare contenuti. I vantaggi di una simile struttura sono evidenti: in caso di una grossa mole di dati, invece di sovraccaricare un server di richieste, più utenti possono condividere parte della loro banda di trasmissione per scambiarsi direttamente tra loro un file. Semplificando il concetto: se voglio condividere con tante persone il filmato delle mie vacanze, posso metterlo sul mio sito, ma l’alto numero di richieste contemporanee potrebbe rallentare le operazioni di download. Inserendolo in un circuito p2p, ogni utente che scarica il file lo mette automaticamente in condivisione con tutti gli altri, evitando che la transazione pesi su un server centrale.
L’esempio appena fatto, apparentemente stupido, è in realtà stato già applicato con successo da una realtà come la CNN. In occasione del discorso di insediamento del presidente Obama, circa 25 milioni di americani hanno seguito la diretta in streaming sul sito del network americano. Per evitare rallentamenti eccessivi o la completa “caduta” dei server, la Cnn ha utilizzato un programma basato sul modello p2p per permettere a chi guardava il filmato di condividerlo con altri utenti in tempo reale, senza pesare in questo modo sui server della rete.
La legge italiana
Quando si parla di P2p la prima domanda che viene fatta riguarda la legalità. Il semplice utilizzo di BitTorrent o Emule non costituisce un illecito, ma è la condivisione di file coperti da diritto d’autore a non essere permessa. La legislazione in materia non è di facile interpretazione, anche a causa della novità dell’argomento. La legge di riferimento è la n. 633 del 1941 (che regola il diritto d’autore), che ha subito varie modifiche negli ultimi anni (in particolare con il decreto Urbani del 2004) per adeguarsi ai nuovi strumenti.
Per semplificare la questione, è bene distinguere subito tra due categorie: chi trasmette e condivide opere a scopo di lucro e chi no. Nel primo caso la legge è molto più severa: l’articolo 171 – ter comma 2 lettera a-bis recita: “È punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da euro 2.582 a euro 15.493 chiunque in violazione dell'art. 16, a fini di lucro, comunica al pubblico immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un'opera dell'ingegno protetta dal diritto d'autore, o parte di essa”. Nel caso non si manifesti il lucro, cioè non si ottenga alcun guadagno dalla condivisione di opere coperte da diritto d’autore, non è prevista la detenzione, ma una multa. L’articolo 171 della legge 633 lettera a-bis recita: “Salvo quanto disposto dall'art. 171-bis e dall'articolo 171-ter è punito con la multa da euro 51 a euro 2.065 chiunque, senza averne diritto, a qualsiasi scopo e in qualsiasi forma mette a disposizione del pubblico, immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un'opera dell'ingegno protetta, o parte di essa”. A margine della nota è utile ricordare come tutti i sistemi di peer to peer prevedano che nel momento stesso del download, ciò che si sta scaricando finisca direttamente in condivisione con gli altri, facendo così in modo che da semplici utenti finali si diventi anche distributori di un file.
Eliminate le questioni penali previste dall’articolo 171, restano però quelle amministrative. L’articolo 174 recita infatti: “Ferme le sanzioni penali applicabili, la violazione delle disposizioni previste nella presente sezione è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria pari al doppio del prezzo di mercato dell'opera o del supporto oggetto della violazione, in misura comunque non inferiore a euro 103,00. Se il prezzo non è facilmente determinabile, la violazione è punita con la sanzione amministrativa da euro 103,00 a euro 1032,00. La sanzione amministrativa si applica nella misura stabilita per ogni violazione e per ogni esemplare abusivamente duplicato o riprodotto”. In poche parole, per ogni opera coperta da diritto d’autore che si mette in condivisione (anche una canzone acquistabile a 99 centesimi su iTunes o un film da 9 euro) si rischia di pagare un minimo di 103 euro di sanzione amministrativa, da aggiungersi alla già citata sanzione penale.
Vista la complessità della materia, può essere utile consultare il testo integrale della legge.
Cosa si può scaricare e condividere?
Vista la rigidità della legge, ci si può chiedere allora che cosa si può scaricare e cosa no. I sistemi di p2p risultano molto utili per la condivisione di tutte quelle opere ormai di pubblico dominio (dalla cui morte del creatore siano cioè passati almeno 70 anni, sempre secondo la legge 633 del 1941). Per trovare vecchi film, canzoni o libri i sistemi di p2p sono perfetti. Ma oltre a quei prodotti non più protetti dal diritto d’autore, ci sono molte altre opere dell’ingegno che hanno delle licenze diverse. Basti pensare ai software liberi o open source come le varie versioni (in gergo distro) del sistema operativo Linux, che gli stessi sviluppatori consigliano di scaricare dalle reti p2p per non sovraccaricare i server, o le licenze cretive commons che permettono (in buona parte dei casi, ma ne esistono di diverso tipo) di condividere tutto gratuitamente.
Per fugare ogni dubbio esistono alcuni servizi esplicitamente pensati per condividere materiali liberi e che analizzeremo nel capitolo dedicato a BitTorrent.
http://canali.kataweb.it/kataweb-itech/
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Conficker si prepara all'azione
IL prossimo primo aprile potrebbe essere un giorno poco divertente per tutti i possessori di un computer. La data dedicata per tradizione agli scherzi sarà infatti il momento in cui conficker, l'ormai celebre worm che ha infettato milioni di macchine nel mondo, compirà la sua prossima mossa.
Analizzando il codice alla base del programma dannoso, le più importanti aziende di sicurezza informatica hanno rilevato che l'ultima versione di conficker (la terza) si attiverà proprio il giorno dei "pesci" per scaricare delle nuove informazioni sulle azioni da compiere. Quali siano queste attività, e cosa voglia fare il misterioso creatore dell'ultima pandemia informatica, al momento non è dato saperlo, elemento che accresce ulteriormente l'incertezza e il timore nei confronti di conficker.
Sono però gli stessi produttori di antivirus a cercare di placare i timori emersi negli ultimi giorni sulla rete. Secondo le grandi società di software è infatti poco probabile che qualcosa accada veramente il primo aprile e, comunque, i danni sarebbero limitati a pochi casi in giro per il globo.
Alla base di tanta tranquillità ci sono alcuni elementi ben precisi. Prima di tutto le circa 10 milioni di macchine che si stimano siano state infettate dal malware (ma altre rilevazioni indicano al massimo 2 milioni di pc), sono state in buona parte colpite dalla seconda versione del virus e non dalla terza. Per questi computer la data del primo aprile non avrà quindi alcuna rilevanza.
Se questo non fosse abbastanza, c'è poi una rassicurazione di tipo storico, basata sul fatto che tutti i vecchi virus con una data di attivazione, tra cui vere celebrità quali Mydoom e Blackworm, alla fine non hanno causato i danni che si temevano.
Le rassicurazioni delle software house non devono però fare abbassare la guardia. Il malware in questione ha già colpito vittime illustri come i sistemi informatici dell'aviazione francese e il network della Camera dei Comuni del Parlamento inglese. Il rischio che si corre è che il proprio computer venga utilizzato per inviare mail di spam, per partecipare ad attacchi coordinati a siti internet o che vengano trafugati dei dati riservati.
Il punto di forza del nuovo conficker è la sua capacità di organizzare le macchine che infetta in reti p2p (peer to peer) che rendono inutile il ricorso a un server per gli aggiornamenti, oltre all'utilizzo del nuovissimo algoritmo crittografico di hashing Md6 realizzato da Mit di Boston.
Per essere sicuri che il proprio computer non venga toccato da conficker è sufficiente scaricare l'apposita patch distribuita da Microsoft. Questa "pezza" dovrebbe già trovarsi in tutti i pc che fino al 23 ottobre non erano stati infettati e che ricevono gli aggiornamenti automatici di Windows, mentre quelli con Linux o Mac non possono in alcun modo essere toccati da conficker, che sfrutta una debolezza del sistema operativo di Redmond. Il punto di forza di conficker è proprio la sua diffusione tra i computer non aggiornati, raggiunti magari da una chiavetta usb infetta oppure direttamente su internet.
http://www.repubblica.it/
Analizzando il codice alla base del programma dannoso, le più importanti aziende di sicurezza informatica hanno rilevato che l'ultima versione di conficker (la terza) si attiverà proprio il giorno dei "pesci" per scaricare delle nuove informazioni sulle azioni da compiere. Quali siano queste attività, e cosa voglia fare il misterioso creatore dell'ultima pandemia informatica, al momento non è dato saperlo, elemento che accresce ulteriormente l'incertezza e il timore nei confronti di conficker.
Sono però gli stessi produttori di antivirus a cercare di placare i timori emersi negli ultimi giorni sulla rete. Secondo le grandi società di software è infatti poco probabile che qualcosa accada veramente il primo aprile e, comunque, i danni sarebbero limitati a pochi casi in giro per il globo.
Alla base di tanta tranquillità ci sono alcuni elementi ben precisi. Prima di tutto le circa 10 milioni di macchine che si stimano siano state infettate dal malware (ma altre rilevazioni indicano al massimo 2 milioni di pc), sono state in buona parte colpite dalla seconda versione del virus e non dalla terza. Per questi computer la data del primo aprile non avrà quindi alcuna rilevanza.
Se questo non fosse abbastanza, c'è poi una rassicurazione di tipo storico, basata sul fatto che tutti i vecchi virus con una data di attivazione, tra cui vere celebrità quali Mydoom e Blackworm, alla fine non hanno causato i danni che si temevano.
Le rassicurazioni delle software house non devono però fare abbassare la guardia. Il malware in questione ha già colpito vittime illustri come i sistemi informatici dell'aviazione francese e il network della Camera dei Comuni del Parlamento inglese. Il rischio che si corre è che il proprio computer venga utilizzato per inviare mail di spam, per partecipare ad attacchi coordinati a siti internet o che vengano trafugati dei dati riservati.
Il punto di forza del nuovo conficker è la sua capacità di organizzare le macchine che infetta in reti p2p (peer to peer) che rendono inutile il ricorso a un server per gli aggiornamenti, oltre all'utilizzo del nuovissimo algoritmo crittografico di hashing Md6 realizzato da Mit di Boston.
Per essere sicuri che il proprio computer non venga toccato da conficker è sufficiente scaricare l'apposita patch distribuita da Microsoft. Questa "pezza" dovrebbe già trovarsi in tutti i pc che fino al 23 ottobre non erano stati infettati e che ricevono gli aggiornamenti automatici di Windows, mentre quelli con Linux o Mac non possono in alcun modo essere toccati da conficker, che sfrutta una debolezza del sistema operativo di Redmond. Il punto di forza di conficker è proprio la sua diffusione tra i computer non aggiornati, raggiunti magari da una chiavetta usb infetta oppure direttamente su internet.
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Sicurezza
Raccomandazione sulle libertà fondamentali su internet
Ennesima importante dichiarazione sull’importanza dell’accesso ad internet come diritto fondamentale del cittadino digitale. La raccomandazione presentata al Parlamento europeo dal socialista Stavros Lambrinidis (Grecia) sul «rafforzamento della sicurezza e delle libertà fondamentali su Internet» è stata approvata con una schiacciante maggioranza di 481 contro 25 (21 gli astenuti). Nel testo viene indicato chiaramente che:
1) Internet «dà pieno significato alla definizione di libertà di espressione»;
2) «può rappresentare una straordinaria possibilità per rafforzare la cittadinanza attiva»;
3) il monitoraggio del traffico web «non può essere giustificato dalla lotta al crimine»;
4) l’accesso a internet «non dovrebbe essere rifiutato come sanzione dai governi o dalle società private» e
5) le ricerche in remoto, dove previste dalla legislazione nazionale, devono essere condotte «sulla base di un valido mandato delle autorità giudiziarie competenti» e devono sempre preferirsi le ricerche in diretta a quelle in remoto visto che queste ultime “violano il principio di legalità e il diritto alla riservatezza».
NIENTE DISCONNESSIONE - Soprattutto gli ultimi tre punti hanno rilevanza in relazione alle proposte di legge presentate in Francia e in altri Stati membri, che prevedono la disconnessione forzata come punizione per essere stati sorpresi tre volte a condividere file protetti da diritto d’autore. Operatori telefonici, service provider e Stati non possono quindi impedire a chi ha una connessione a internet di utilizzarla. Gli Stati membri sono espressamente chiamati a «evitare tutte le misure legislative o amministrative che possono avere un effetto dissuasivo su ogni aspetto della libertà di espressione». Può sembrare una raccomandazione superflua in piena società dell’informazione, eppure sono state proprio le proposte di legge alla francese – sobillate dalle lobby dell’industria dell’entertainment – ad avere reso necessaria un testo del genere.
PRIVACY E MINORI - La raccomandazione non si limita alla dichiarazione relativa al diritto di connessione, ma affronta, sebbene in modo più generico, altri argomenti: la privacy, la tutela dell’identità digitale, la protezione dei minori e la tutela della proprietà intellettuale. Per quanto concerne la privacy, oltre all’importante accenno nell’invito a non effettuare ricerche in remoto, viene sancito il diritto di accesso ai propri dati personali e la possibilità di ritirarli dal web. Il riferimento alle recenti vicende legate ai dati personali su Facebook e in genere ai contratti proposti da molti service provider (su tutti Google) sembra chiaro, ma il testo non chiarisce maggiormente la questione. I minori devono ovviamente essere tutelati e Lambrinidis invita i produttori di computer a preinstallare nelle macchine software a protezione della navigazione dei più piccoli, e le istituzioni a educare i genitori sui rischi presenti in rete. In Corea del sud, dove sono un po’ più avanti di noi su questi temi, sono già attivi corsi di comportamento online (netiquette) per i bimbi delle elementari.
IDEE E LUCCHETTI - Infine un accenno alla tutela della proprietà intellettuale, per la quale viene chiesta al Consiglio una direttiva sulle misure penali da comminare e si vieta la sorveglianza preventiva. Ma, chiarisce Lambrinidis, la stessa direttiva dovrebbe anche combattere l’incitamento alla cyber-violazione dei diritti di proprietà intellettuale «comprese talune eccessive restrizioni di accesso (alle opere, ndr) instaurate dagli stessi titolari dei diritti». Ora la parola spetta al Consiglio che valuterà se e come procedere con l’iter legislativo.
http://www.corriere.it/
1) Internet «dà pieno significato alla definizione di libertà di espressione»;
2) «può rappresentare una straordinaria possibilità per rafforzare la cittadinanza attiva»;
3) il monitoraggio del traffico web «non può essere giustificato dalla lotta al crimine»;
4) l’accesso a internet «non dovrebbe essere rifiutato come sanzione dai governi o dalle società private» e
5) le ricerche in remoto, dove previste dalla legislazione nazionale, devono essere condotte «sulla base di un valido mandato delle autorità giudiziarie competenti» e devono sempre preferirsi le ricerche in diretta a quelle in remoto visto che queste ultime “violano il principio di legalità e il diritto alla riservatezza».
NIENTE DISCONNESSIONE - Soprattutto gli ultimi tre punti hanno rilevanza in relazione alle proposte di legge presentate in Francia e in altri Stati membri, che prevedono la disconnessione forzata come punizione per essere stati sorpresi tre volte a condividere file protetti da diritto d’autore. Operatori telefonici, service provider e Stati non possono quindi impedire a chi ha una connessione a internet di utilizzarla. Gli Stati membri sono espressamente chiamati a «evitare tutte le misure legislative o amministrative che possono avere un effetto dissuasivo su ogni aspetto della libertà di espressione». Può sembrare una raccomandazione superflua in piena società dell’informazione, eppure sono state proprio le proposte di legge alla francese – sobillate dalle lobby dell’industria dell’entertainment – ad avere reso necessaria un testo del genere.
PRIVACY E MINORI - La raccomandazione non si limita alla dichiarazione relativa al diritto di connessione, ma affronta, sebbene in modo più generico, altri argomenti: la privacy, la tutela dell’identità digitale, la protezione dei minori e la tutela della proprietà intellettuale. Per quanto concerne la privacy, oltre all’importante accenno nell’invito a non effettuare ricerche in remoto, viene sancito il diritto di accesso ai propri dati personali e la possibilità di ritirarli dal web. Il riferimento alle recenti vicende legate ai dati personali su Facebook e in genere ai contratti proposti da molti service provider (su tutti Google) sembra chiaro, ma il testo non chiarisce maggiormente la questione. I minori devono ovviamente essere tutelati e Lambrinidis invita i produttori di computer a preinstallare nelle macchine software a protezione della navigazione dei più piccoli, e le istituzioni a educare i genitori sui rischi presenti in rete. In Corea del sud, dove sono un po’ più avanti di noi su questi temi, sono già attivi corsi di comportamento online (netiquette) per i bimbi delle elementari.
IDEE E LUCCHETTI - Infine un accenno alla tutela della proprietà intellettuale, per la quale viene chiesta al Consiglio una direttiva sulle misure penali da comminare e si vieta la sorveglianza preventiva. Ma, chiarisce Lambrinidis, la stessa direttiva dovrebbe anche combattere l’incitamento alla cyber-violazione dei diritti di proprietà intellettuale «comprese talune eccessive restrizioni di accesso (alle opere, ndr) instaurate dagli stessi titolari dei diritti». Ora la parola spetta al Consiglio che valuterà se e come procedere con l’iter legislativo.
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Internet
sabato 28 marzo 2009
Monitor per Pc
Anche se non passate la vostra giornata davanti al monitor di un computer, si tratta di uno dei componenti su cui è meglio non risparmiare troppo: lavorando con display troppo piccoli di scarsa qualità si rischia di compromettere con il tempo la vita.
In questo caso display basati sui tubi catodici sono stati superati dagli schermi a cristalli liquidi ormai padroni indiscussi di questo settore.
La tendenza degli schermi è di crescere dimensione e in risoluzione, inoltre si stanno affermando i modelli 16:10 a scapito di quelli 4:3 o 5:4. A differenza della televisione, però,un monitor 4:3 è tuttora valido quanto 16:10, perché il computer non ha problemi a visualizzare le finestre del sistema operativo e i film con il loro corretto rapporto d’aspetto. Semmai si tratta di una scelta dettata dal gusto personale, anche se un display 16:10 sembra proprio più di tendenza di 4:3.
Dato che la tecnologia del display è la stessa su cui si basa il televisore, sarebbe naturale aspettarsi lo stesso trattamento di cui godono le tv all’interno dei grandi negozi. Ma purtroppo non è così: mentre queste ultime sono spesso accese e sintonizzate su qualche programma o in riproduzione DVD, il display per computer sono nella maggioranza dei casi spenti. Orientarsi nella scelta non è dunque un compito semplice, è meglio arrivare in negozio con le idee ben chiare.
Come per i televisori, le indicazioni dei valori di contrasto e di luminosità sono assai poco affidabili. Molto meglio osservare il monitor mentre mostra qualche foto con paesaggi naturali e con primi piani di persone. Attenzione però a non fidarsi dell’immagine usate di solito: queste foto sono sempre molto elaborate, per esaltare i colori e i ritagli. È una buona idea quindi chiedere al commesso di caricare qualche fotografia.
Un’altra caratteristica importante è la velocità di risposta, misurata in millisecondi. Sulla carta, minore questo valore più nitide e dettagliata sarà l’immagine quando ci sono oggetti in movimento, come nei film e nei giochi. Per verificare le prestazioni del pannello si può provar a spostare una finestra con scritte minute. I monitor migliori mostrano scie molto ridotte, senza che dei tagli appaiano impastati.
Non datelo per scontato, ma verificate che tra gli ingressi ci sia la porta Dvi che garantisce, grazie al transito dei dati in formato digitale, il massimo in fatto di nitidezza e di stabilità di colori. Visto che il monitor è un componente che ha una vita relativamente lunga,userete il display al meglio con il vostro futuro PC. Verificate che il monitor include nella confezione i relativi cavi.
http://www.mondoinformatico.info/
In questo caso display basati sui tubi catodici sono stati superati dagli schermi a cristalli liquidi ormai padroni indiscussi di questo settore.
La tendenza degli schermi è di crescere dimensione e in risoluzione, inoltre si stanno affermando i modelli 16:10 a scapito di quelli 4:3 o 5:4. A differenza della televisione, però,un monitor 4:3 è tuttora valido quanto 16:10, perché il computer non ha problemi a visualizzare le finestre del sistema operativo e i film con il loro corretto rapporto d’aspetto. Semmai si tratta di una scelta dettata dal gusto personale, anche se un display 16:10 sembra proprio più di tendenza di 4:3.
Dato che la tecnologia del display è la stessa su cui si basa il televisore, sarebbe naturale aspettarsi lo stesso trattamento di cui godono le tv all’interno dei grandi negozi. Ma purtroppo non è così: mentre queste ultime sono spesso accese e sintonizzate su qualche programma o in riproduzione DVD, il display per computer sono nella maggioranza dei casi spenti. Orientarsi nella scelta non è dunque un compito semplice, è meglio arrivare in negozio con le idee ben chiare.
Come per i televisori, le indicazioni dei valori di contrasto e di luminosità sono assai poco affidabili. Molto meglio osservare il monitor mentre mostra qualche foto con paesaggi naturali e con primi piani di persone. Attenzione però a non fidarsi dell’immagine usate di solito: queste foto sono sempre molto elaborate, per esaltare i colori e i ritagli. È una buona idea quindi chiedere al commesso di caricare qualche fotografia.
Un’altra caratteristica importante è la velocità di risposta, misurata in millisecondi. Sulla carta, minore questo valore più nitide e dettagliata sarà l’immagine quando ci sono oggetti in movimento, come nei film e nei giochi. Per verificare le prestazioni del pannello si può provar a spostare una finestra con scritte minute. I monitor migliori mostrano scie molto ridotte, senza che dei tagli appaiano impastati.
Non datelo per scontato, ma verificate che tra gli ingressi ci sia la porta Dvi che garantisce, grazie al transito dei dati in formato digitale, il massimo in fatto di nitidezza e di stabilità di colori. Visto che il monitor è un componente che ha una vita relativamente lunga,userete il display al meglio con il vostro futuro PC. Verificate che il monitor include nella confezione i relativi cavi.
http://www.mondoinformatico.info/
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Componenti
EMERGENCY 4 arriva in Italia
Finalmente EMERGENCY 4 per PC arriva in Italia. E in Edizione Oro!
Il gioco comprende le 20 campagne originali e le 3 missioni inedite dell’espansione. Da ieri, 26 Marzo 2009, è disponibile in oltre 9.000 punti vendita e a soli 9,95 €.
Sequestri di aerei, terremoti, liberazione di ostaggi, inondazioni, disattivazione di esplosivi, incendi, protezione di testimoni, tsunami… La strategia in tempo reale si addentra in una tematica unica. Vivi un’esperienza del tutto nuova.
Le Edizioni Oro di FX Interactive offrono giochi imperdibili, completamente in italiano e ricchi di extra.
Qualche info su FX Interactive
FX è una compagnia indipendente che si dedica alla creazione e all’edizione di giochi per computer. Con sede a Madrid e a Milano, realizza un lavoro coordinato in Spagna, Italia ed America Latina, e gestisce licenze a livello internazionale. Fondata l’1 Giugno 1999, FX riunisce un team di professionisti che lavora nell’industria dei giochi per computer sin dalla sua comparsa in Europa, nei primi anni ’80.
http://www.iniziopartita.it/section.asp?sez0=2&sez1=0&plat=pc
Il gioco comprende le 20 campagne originali e le 3 missioni inedite dell’espansione. Da ieri, 26 Marzo 2009, è disponibile in oltre 9.000 punti vendita e a soli 9,95 €.
Sequestri di aerei, terremoti, liberazione di ostaggi, inondazioni, disattivazione di esplosivi, incendi, protezione di testimoni, tsunami… La strategia in tempo reale si addentra in una tematica unica. Vivi un’esperienza del tutto nuova.
Le Edizioni Oro di FX Interactive offrono giochi imperdibili, completamente in italiano e ricchi di extra.
Qualche info su FX Interactive
FX è una compagnia indipendente che si dedica alla creazione e all’edizione di giochi per computer. Con sede a Madrid e a Milano, realizza un lavoro coordinato in Spagna, Italia ed America Latina, e gestisce licenze a livello internazionale. Fondata l’1 Giugno 1999, FX riunisce un team di professionisti che lavora nell’industria dei giochi per computer sin dalla sua comparsa in Europa, nei primi anni ’80.
http://www.iniziopartita.it/section.asp?sez0=2&sez1=0&plat=pc
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Giochi
Allarme pc-zombie
Il pericolo più grave per te che navighi tutto il giorno è di cadere nelle trappole dei botnet che si scaricano e agiscono subdolamente sullo sfondo rubandoti dati di sicurezza e spedendo tutto a server nascosti. Come puoi difenderti? Ma soprattutto come puoi capire se sei infetto?
Se i Mac sembrano esenti dal pericolo (ma non dai virus, occhio), i pc Windows possono venir tartassati da orde di cavalli di troia che si insediano sotto nomi fasulli rubandoti l'impossibile. Pensa che su un server russo è stato trovato un arsenale di dati raccolti da 160.000 pc in giro per il mondo.
Così i cybercriminali sapranno tutto di te a partire dalle tue abitudini on line per finire con le credenziali di accesso al tuo conto bancario (ahi!). D'altra parte ormai hanno colpito anche Facebook!
Capire che sei infetto non è così immediato, dovresti notare un rallentamento non giustificato della connessione o nel caricamento delle pagine. Come suggerisce la società di Internet Security Prevx chiudi immediatamente browser, Outlook e tutto ciò che è collegato in rete, fai CTRL ALT CANC aprendo Task Manager. Controlla i dati sulla connessione internet e se vedi una percentuale in uso vuol dire che facilmente sei stato infettato.
E ora? Prevenire è meglio che curare, quindi come sempre fai tanta attenzione a siti sospetti e soprattutto ad allegati da email non verificate o sconosciute. Proteggiti con anti malware come RegRun Reanimator 6.0.6.10, dagli spyware con freeware come Spyware Terminator 2.5.5.166 e per il backup delle password dimenticate non scriverle in file di testo ma usa programmi come Password Recovery Kit 9.0
http://jack.tiscali.it/
Se i Mac sembrano esenti dal pericolo (ma non dai virus, occhio), i pc Windows possono venir tartassati da orde di cavalli di troia che si insediano sotto nomi fasulli rubandoti l'impossibile. Pensa che su un server russo è stato trovato un arsenale di dati raccolti da 160.000 pc in giro per il mondo.
Così i cybercriminali sapranno tutto di te a partire dalle tue abitudini on line per finire con le credenziali di accesso al tuo conto bancario (ahi!). D'altra parte ormai hanno colpito anche Facebook!
Capire che sei infetto non è così immediato, dovresti notare un rallentamento non giustificato della connessione o nel caricamento delle pagine. Come suggerisce la società di Internet Security Prevx chiudi immediatamente browser, Outlook e tutto ciò che è collegato in rete, fai CTRL ALT CANC aprendo Task Manager. Controlla i dati sulla connessione internet e se vedi una percentuale in uso vuol dire che facilmente sei stato infettato.
E ora? Prevenire è meglio che curare, quindi come sempre fai tanta attenzione a siti sospetti e soprattutto ad allegati da email non verificate o sconosciute. Proteggiti con anti malware come RegRun Reanimator 6.0.6.10, dagli spyware con freeware come Spyware Terminator 2.5.5.166 e per il backup delle password dimenticate non scriverle in file di testo ma usa programmi come Password Recovery Kit 9.0
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Sicurezza
Software per pregare!!
Se paghi puoi ottenere ciò che vuoi, addirittura che un sito prega per te!
È’ on-line il portale Information Age Prayer “con le ultime tecnologie”, cioè un sintetizzatore vocale per recitare preghiere di qualsiasi religione. Come puoi leggere sul sito serve ad “ampliare e rafforzare il vostro collegamento con Dio”. Sì, con la carta di credito! Basta andare sulla sezione della tua religione (Cattolica, Protestante, Musulmana, Ebrea o altri) e sottoscrivere uno dei tanti abbonamenti mensili. Ogni giorno la voce sintetica leggerà per te la preghiera (o il ciclo di preghiere) scelta e il tuo nome apparirà sullo schermo. Puoi partire da una semplice Ave Maria fino al top, il Rosario.
La preghierà per i malati è accompagnata dal consiglio di seguire sempre le indicazioni del medico, “così si renderà il lavoro di Dio più veloce e semplice”. E i musulmani di tutto il mondo possono stare tranquilli: tutte le preghiere sono in inglese e gli altoparlanti del computer sono rigorosamente rivolti verso La Mecca. Se sei spirituale ma non appartieni a nessuno allora vai su “Unaffiliated”, il sito pregherà per la pace del mondo o anche per la crisi! Con tanto di sconto, ci mancherebbe altro, e di monito “La preghiera non è alternativa alla responsabilità fiscale”. E che dire dell’opzione delle “affermazioni ripetute tre volte”: una serie di frasi come Sono in salute e felice o Ho un sacco di energia che come un mantra saranno lette tre volte al giorno. La preghiera più economica? Quella sui bambini: “Possa Dio benedirti e prendersi cura di te” ripetuta una volta al giorno a poco più di un euro al mese.
Se vuoi le preghiere ovunque ti trovi puoi sempre ricorrere al servizio dedicato ai Blackberry. Stai sempre attento a come ti comporti perché presto potresti venir scomunicato via cellulare.
http://jack.tiscali.it/
È’ on-line il portale Information Age Prayer “con le ultime tecnologie”, cioè un sintetizzatore vocale per recitare preghiere di qualsiasi religione. Come puoi leggere sul sito serve ad “ampliare e rafforzare il vostro collegamento con Dio”. Sì, con la carta di credito! Basta andare sulla sezione della tua religione (Cattolica, Protestante, Musulmana, Ebrea o altri) e sottoscrivere uno dei tanti abbonamenti mensili. Ogni giorno la voce sintetica leggerà per te la preghiera (o il ciclo di preghiere) scelta e il tuo nome apparirà sullo schermo. Puoi partire da una semplice Ave Maria fino al top, il Rosario.
La preghierà per i malati è accompagnata dal consiglio di seguire sempre le indicazioni del medico, “così si renderà il lavoro di Dio più veloce e semplice”. E i musulmani di tutto il mondo possono stare tranquilli: tutte le preghiere sono in inglese e gli altoparlanti del computer sono rigorosamente rivolti verso La Mecca. Se sei spirituale ma non appartieni a nessuno allora vai su “Unaffiliated”, il sito pregherà per la pace del mondo o anche per la crisi! Con tanto di sconto, ci mancherebbe altro, e di monito “La preghiera non è alternativa alla responsabilità fiscale”. E che dire dell’opzione delle “affermazioni ripetute tre volte”: una serie di frasi come Sono in salute e felice o Ho un sacco di energia che come un mantra saranno lette tre volte al giorno. La preghiera più economica? Quella sui bambini: “Possa Dio benedirti e prendersi cura di te” ripetuta una volta al giorno a poco più di un euro al mese.
Se vuoi le preghiere ovunque ti trovi puoi sempre ricorrere al servizio dedicato ai Blackberry. Stai sempre attento a come ti comporti perché presto potresti venir scomunicato via cellulare.
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Programmi
venerdì 27 marzo 2009
''Internet deve restare libera e per tutti''
Il Parlamento europeo lancia un forte appello agli Stati membri dell'Unione europea affinche' lottino contro i crimini commessi attraverso la rete ma senza compromettere la liberta' di espressione e la privacy. In una risoluzione approvata con 481 voti a favore, 25 contrari e 21 astenuti, l'Assemblea Ue chiede ai Ventisette di garantire che la liberta' di espressione "non sia soggetta a restrizioni arbitrarie da parte della sfera pubblica e/o privata" e di evitare "misure legislative o amministrative che possono avere un effetto dissuasivo su ogni aspetto della liberta' di espressione".
Nella relazione, presentata dal deputato greco del Partito socialista europeo (Pse) Stavros Lambrinidis, Strasburgo chiede anche agli Stati membri di condannare la censura imposta dai governi al contenuto che puo' essere ricercato sui siti Internet, "soprattutto quando tali restrizioni possono avere un effetto dissuasivo sul discorso politico". L'Ue dovrebbe inoltre garantire che l'espressione di convinzioni politiche controverse su Internet "non sia perseguita penalmente". Inoltre, le capitali Ue dovrebbero garantire che nessuna legge o prassi possa limitare o criminalizzare "il diritto dei giornalisti e dei media di raccogliere e distribuire informazioni a scopo di cronaca".
A fronte di queste considerazioni, l'Europarlamento chiede al Consiglio dell'Ue di fare in modo che gli Stati membri che intercettano e controllano il traffico di dati, lo facciano "nel rigoroso rispetto delle condizioni e delle garanzie previste dalla legge". Ma non e' tutto. Gli europarlamentari chiedono anche un'azione piu' efficace contro la 'cybercriminalita'', con particolare attenzione alla lotta contro il furto d'identita' e la tutela dei bambini.
La truffa e l'usurpazione d'identita' sono un problema che autorita', cittadini e imprese iniziano a riconoscere, sottolinea ancora il Parlamento. In questo contesto, il Consiglio dell'Ue dovrebbe considerare che 'l'identita' digitale' "merita di essere adeguatamente ed efficacemente protetta da intrusioni di operatori pubblici e privati".
Insomma, per l'Assemblea Ue e' necessario esaminare e sviluppare una strategia globale di lotta contro la 'cybercriminalita'', compresi i modi di affrontare la questione del "furto d'identita'" e frode a livello europeo, in collaborazione con i fornitori di Internet, le organizzazioni degli utenti e le autorita' di polizia competenti per settore. Approvando un emendamento proposto dalla parlamentare italiana del Pdl-An Roberta Angelilli, l'Aula chiede infine un aggiornamento della legislazione a tutela dei minori che utilizzano Internet, in particolare introducendo il reato di 'grooming', adescamento online dei minori a scopo sessuale.
http://www.adnkronos.com/IGN/hp/index.php
Nella relazione, presentata dal deputato greco del Partito socialista europeo (Pse) Stavros Lambrinidis, Strasburgo chiede anche agli Stati membri di condannare la censura imposta dai governi al contenuto che puo' essere ricercato sui siti Internet, "soprattutto quando tali restrizioni possono avere un effetto dissuasivo sul discorso politico". L'Ue dovrebbe inoltre garantire che l'espressione di convinzioni politiche controverse su Internet "non sia perseguita penalmente". Inoltre, le capitali Ue dovrebbero garantire che nessuna legge o prassi possa limitare o criminalizzare "il diritto dei giornalisti e dei media di raccogliere e distribuire informazioni a scopo di cronaca".
A fronte di queste considerazioni, l'Europarlamento chiede al Consiglio dell'Ue di fare in modo che gli Stati membri che intercettano e controllano il traffico di dati, lo facciano "nel rigoroso rispetto delle condizioni e delle garanzie previste dalla legge". Ma non e' tutto. Gli europarlamentari chiedono anche un'azione piu' efficace contro la 'cybercriminalita'', con particolare attenzione alla lotta contro il furto d'identita' e la tutela dei bambini.
La truffa e l'usurpazione d'identita' sono un problema che autorita', cittadini e imprese iniziano a riconoscere, sottolinea ancora il Parlamento. In questo contesto, il Consiglio dell'Ue dovrebbe considerare che 'l'identita' digitale' "merita di essere adeguatamente ed efficacemente protetta da intrusioni di operatori pubblici e privati".
Insomma, per l'Assemblea Ue e' necessario esaminare e sviluppare una strategia globale di lotta contro la 'cybercriminalita'', compresi i modi di affrontare la questione del "furto d'identita'" e frode a livello europeo, in collaborazione con i fornitori di Internet, le organizzazioni degli utenti e le autorita' di polizia competenti per settore. Approvando un emendamento proposto dalla parlamentare italiana del Pdl-An Roberta Angelilli, l'Aula chiede infine un aggiornamento della legislazione a tutela dei minori che utilizzano Internet, in particolare introducendo il reato di 'grooming', adescamento online dei minori a scopo sessuale.
http://www.adnkronos.com/IGN/hp/index.php
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Internet
Arriva in Italia Microsoft Surface

Fino a oggi commercializzato solo in Usa e Canada, ora Microsoft Surface entra anche nel mercato italiano, dove partner e centri di ricerca stanno già sperimentando soluzioni in grado di sfruttare tutte le potenzialità delle nuova piattaforma di computing Microsoft.
Il primo “surface computer” di Microsoft è una piattaforma sensibile ai normali gesti della mano e agli oggetti che vengono posti sul display. Con un’ampia interfaccia orizzontale di 360 gradi, Microsoft Surface crea un luogo unico in cui più utenti possono interagire in modo collaborativo e simultaneo con informazioni, contenuto e oggetti fisici, comunicando tra loro in una maniera familiare, proprio come nel mondo reale. Inoltre, consente alle aziende di attirare nuovi clienti, fare “cross-selling” tra prodotti e servizi, aumentare la fedeltà dei consumatori e ottenere efficienza operativa.
Cefriel, società consortile del Politecnico di Milano che, tra i soci del polo imprenditoriale, annovera la stessa Microsoft, ha costituito un Centro di Competenza per Microsoft Surface dove aziende e enti della pubblica amministrazione possono accedere a competenze e servizi per lo sviluppo di soluzioni innovative che sfruttano appieno le caratteristiche di Microsoft Surface.
La prima applicazione italiana di Surface è stata realizzata per CIT, Center for Innovation and Technology, del gruppo Zoppas Industries, che l’ha utilizzata per presentare, nel contesto della Fiera Internazionale ISH (Francoforte), Needo, l’innovativa gamma di radiatori per il comfort e il riscaldamento domestico intelligente ad alto contenuto tecnologico, appena lanciata sul mercato.
Accenture, Avanade, Aware Reply e S5lab sono tra i primi partner in Italia pronti per supportare le aziende italiane a sfruttare nuove modalità di interazione attraverso Microsoft Surface.
http://www.affaritaliani.it/
Il primo “surface computer” di Microsoft è una piattaforma sensibile ai normali gesti della mano e agli oggetti che vengono posti sul display. Con un’ampia interfaccia orizzontale di 360 gradi, Microsoft Surface crea un luogo unico in cui più utenti possono interagire in modo collaborativo e simultaneo con informazioni, contenuto e oggetti fisici, comunicando tra loro in una maniera familiare, proprio come nel mondo reale. Inoltre, consente alle aziende di attirare nuovi clienti, fare “cross-selling” tra prodotti e servizi, aumentare la fedeltà dei consumatori e ottenere efficienza operativa.
Cefriel, società consortile del Politecnico di Milano che, tra i soci del polo imprenditoriale, annovera la stessa Microsoft, ha costituito un Centro di Competenza per Microsoft Surface dove aziende e enti della pubblica amministrazione possono accedere a competenze e servizi per lo sviluppo di soluzioni innovative che sfruttano appieno le caratteristiche di Microsoft Surface.
La prima applicazione italiana di Surface è stata realizzata per CIT, Center for Innovation and Technology, del gruppo Zoppas Industries, che l’ha utilizzata per presentare, nel contesto della Fiera Internazionale ISH (Francoforte), Needo, l’innovativa gamma di radiatori per il comfort e il riscaldamento domestico intelligente ad alto contenuto tecnologico, appena lanciata sul mercato.
Accenture, Avanade, Aware Reply e S5lab sono tra i primi partner in Italia pronti per supportare le aziende italiane a sfruttare nuove modalità di interazione attraverso Microsoft Surface.
http://www.affaritaliani.it/
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News
SOFTWARE
“L’hardware è la parte che si può prendere a calci; il software quella contro cui si può solo imprecare”.
SOFTWARE
E’ l’insieme dei dati e dei programmi che rendono possibile l’inserimento dei dati e dei comandi da parte dell’utente, volti all’elaborazione da lui desiderata e perseguita.
I programmi si dividono in sistemi operativi (che svolgono le funzioni di base) e programmi applicativi (nati per funzioni specifiche) .
SISTEMI OPERATIVI
Sono quei programmi, quali MacOs, WINDOWS 95 o 98, BeOs, Linux, Unix, MS DOS, i quali contengono i principali comandi che permettono di rendere operativo il personal computer,
coordinandone il funzionamento dei componenti e gestendo le funzioni di base.
PROGRAMMI APPLICATIVI
Sono tutti quei programmi che svolgono funzioni specifiche in base alla natura per cui sono nati, quali fogli di calcolo, editori di testo, programmi di disegno, ecc..
Software: applicazioni
Sono tutti quei programmi che svolgono funzioni specifiche, e che vengono “lanciati” dall’interno dei sistemi operativi:
1. fogli di calcolo
2. elaborazione testi
3. fotoritocco, disegno, grafica 3D
4. editing o riproduzione audio
5. editing o riproduzione video
6. “utilities” (compressione, antivirus, ecc.)
http://bacheca.lett.unisi.it/lezioni3/03_Il_Software.pdf
SOFTWARE
E’ l’insieme dei dati e dei programmi che rendono possibile l’inserimento dei dati e dei comandi da parte dell’utente, volti all’elaborazione da lui desiderata e perseguita.
I programmi si dividono in sistemi operativi (che svolgono le funzioni di base) e programmi applicativi (nati per funzioni specifiche) .
SISTEMI OPERATIVI
Sono quei programmi, quali MacOs, WINDOWS 95 o 98, BeOs, Linux, Unix, MS DOS, i quali contengono i principali comandi che permettono di rendere operativo il personal computer,
coordinandone il funzionamento dei componenti e gestendo le funzioni di base.
PROGRAMMI APPLICATIVI
Sono tutti quei programmi che svolgono funzioni specifiche in base alla natura per cui sono nati, quali fogli di calcolo, editori di testo, programmi di disegno, ecc..
Software: applicazioni
Sono tutti quei programmi che svolgono funzioni specifiche, e che vengono “lanciati” dall’interno dei sistemi operativi:
1. fogli di calcolo
2. elaborazione testi
3. fotoritocco, disegno, grafica 3D
4. editing o riproduzione audio
5. editing o riproduzione video
6. “utilities” (compressione, antivirus, ecc.)
http://bacheca.lett.unisi.it/lezioni3/03_Il_Software.pdf
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Sistema operativo
Email form con FrontPage
È possibile inviare i dati immessi nel modulo da un visitatore del sito in un inconfondibile messaggio di posta elettronica. Si possono anche impostare alcune opzioni per i messaggi, come l’oggetto del messaggio e l’indirizzo per il campo From.
Naturalmente (si fa per dire), sul server che ospita il sito devono essere installate e configurate le estensioni del server di FrontPage o SharePoint Team Services di Microsoft.
Come si procede:
1 - clic destro sull’area del modulo, scegliere Proprietà modulo dal menu di scelta rapida.
2 - Scegliere Invia a, poi digitare nella casella Indirizzo di posta elettronica l’indirizzo a cui devono inviare i risultati del modulo. Si possono anche salvare in un file i dati inviati via email.
3 - Ci sono ulteriori opzioni, accessibili dalla scheda Invia risultati tramite posta elettronica.
Ad esempio, si può impostare il formato del testo, o l’oggetto che si desidera appaia nella mail creata coi dati del form.
È possibile utilizzare uno script personalizzato come gestore del modulo.
http://guide.supereva.it/
Naturalmente (si fa per dire), sul server che ospita il sito devono essere installate e configurate le estensioni del server di FrontPage o SharePoint Team Services di Microsoft.
Come si procede:
1 - clic destro sull’area del modulo, scegliere Proprietà modulo dal menu di scelta rapida.
2 - Scegliere Invia a, poi digitare nella casella Indirizzo di posta elettronica l’indirizzo a cui devono inviare i risultati del modulo. Si possono anche salvare in un file i dati inviati via email.
3 - Ci sono ulteriori opzioni, accessibili dalla scheda Invia risultati tramite posta elettronica.
Ad esempio, si può impostare il formato del testo, o l’oggetto che si desidera appaia nella mail creata coi dati del form.
È possibile utilizzare uno script personalizzato come gestore del modulo.
http://guide.supereva.it/
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Html
WinOFF
WinOFF è un programma gratuito che permette di spegnere il computer ad un determinato orario, ma non solo…
Infatti possiamo programmare WinOFF affinchè spenga, riavvii, iberni o blocchi il PC sia impostando un orario, che impostando un countdown (conto alla rovescia);
sono veramente tante le cose che possiamo fare con WinOFF, possiamo chiedergli di scollegare il modem prima di spegnere il computer, oppure lanciare un programma a scelta.
Utilissimo nei casi in cui lasciamo il computer a svolgere un qualche compito e noi siamo affaccendati altrove, oppure, se ci piace addormentarci vedendo un film, possiamo incaricare WinOFF a svolgere tale funzione.
http://www.programmipc.it/
Infatti possiamo programmare WinOFF affinchè spenga, riavvii, iberni o blocchi il PC sia impostando un orario, che impostando un countdown (conto alla rovescia);
sono veramente tante le cose che possiamo fare con WinOFF, possiamo chiedergli di scollegare il modem prima di spegnere il computer, oppure lanciare un programma a scelta.
Utilissimo nei casi in cui lasciamo il computer a svolgere un qualche compito e noi siamo affaccendati altrove, oppure, se ci piace addormentarci vedendo un film, possiamo incaricare WinOFF a svolgere tale funzione.
http://www.programmipc.it/
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Programmi
Come disabilitare i programmi dell'avvio
Nella barra degli strumenti avrete notato, a destra, una serie di icone. Molte di quelle icone rappresentano una serie di applicazioni che si avviano assieme al pc automaticamente.
Alcune sono molto utili, come l’antivirus, o addirittura necessarie, altre invece sono solo un’inutile perdita di tempo (e di ram), e rallentano il pc.
Come fare dunque per disabilitare queste applicazioni?
Fondamentalmente ci sono due sistemi:
il primo consiste nel cercare, tra le opzioni del programma, quella per disabilitare l’avvio assieme a windows.
oppure può capitare che non funzionino, dunque per disabilitarle dobbiamo fare così:
Clicchiamo su Start e selezioniamo esegui.
Scriviamo msconfig.exe e clicchiamo ok,
in questo modo si aprirà una schermata “utilità configurazione di sistema”.
Andiamo nell’ultima scheda, dove c’è scritto avvio, e rimuoviamo tutte le applicazioni che non ci servono.
State molto attenti a ciò che rimuovete poiché potreste rimuovere programmi fondamentali per l’avvio di Windows facendo così danni irreparabili.
Scegliete solo i programmi che siete sicuri di voler rimuovere (solitamente le persone hanno problemi con bit torrent, emule e msn messanger), e toglieteli dall’avvio automatico.
Ora non solo avrete un po’ di ram in più da sfruttare, meno processi, meno icone nella barra degli strumenti, ma anche più velocità sia all’avvio che durante l’utilizzo del computer.
http://www.mondoinformatico.info/
Alcune sono molto utili, come l’antivirus, o addirittura necessarie, altre invece sono solo un’inutile perdita di tempo (e di ram), e rallentano il pc.
Come fare dunque per disabilitare queste applicazioni?
Fondamentalmente ci sono due sistemi:
il primo consiste nel cercare, tra le opzioni del programma, quella per disabilitare l’avvio assieme a windows.
oppure può capitare che non funzionino, dunque per disabilitarle dobbiamo fare così:
Clicchiamo su Start e selezioniamo esegui.
Scriviamo msconfig.exe e clicchiamo ok,
in questo modo si aprirà una schermata “utilità configurazione di sistema”.
Andiamo nell’ultima scheda, dove c’è scritto avvio, e rimuoviamo tutte le applicazioni che non ci servono.
State molto attenti a ciò che rimuovete poiché potreste rimuovere programmi fondamentali per l’avvio di Windows facendo così danni irreparabili.
Scegliete solo i programmi che siete sicuri di voler rimuovere (solitamente le persone hanno problemi con bit torrent, emule e msn messanger), e toglieteli dall’avvio automatico.
Ora non solo avrete un po’ di ram in più da sfruttare, meno processi, meno icone nella barra degli strumenti, ma anche più velocità sia all’avvio che durante l’utilizzo del computer.
http://www.mondoinformatico.info/
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Sicurezza
giovedì 26 marzo 2009
IE 8: male il supporto per gli standard Web
Microsoft ha messo a disposizione da pochissime ore l'ultima release del suo browser per la navigazione Internet ora in versione 8, il programma si segnala per la grande velocità nel caricamento delle pagine ma non dimostra di avere un supporto ottimale per gli standard Web.
Al noto test denominato Acid3, Internet Explorer 8 ha riportato appena 20 punti su 100, si tratta comunque di un piccolo passo avanti rispetto alle versioni precedenti, si pensi che la release numero 7 di IE aveva riportato un punteggio di appena 14 su 100. Non si esclude che il supporto per gli standard Web di IE 8 possa migliorare con un futuro Service Pack.
Tutti i browser concorrenti hanno invece registrato ottimi punteggi: Apple Safari 4, Google Chrome 2.0 e Mozilla Firefox 3.5 (tutti in beta) hanno riportato punteggi tra i 94 e i 100 punti su 100, stesso discorso per Opera 10 (ancora in alpha) con un rotondo 100/100.
http://www.mrwebmaster.it/news/ie-8-male-supporto-standard-web_2561.html
Al noto test denominato Acid3, Internet Explorer 8 ha riportato appena 20 punti su 100, si tratta comunque di un piccolo passo avanti rispetto alle versioni precedenti, si pensi che la release numero 7 di IE aveva riportato un punteggio di appena 14 su 100. Non si esclude che il supporto per gli standard Web di IE 8 possa migliorare con un futuro Service Pack.
Tutti i browser concorrenti hanno invece registrato ottimi punteggi: Apple Safari 4, Google Chrome 2.0 e Mozilla Firefox 3.5 (tutti in beta) hanno riportato punteggi tra i 94 e i 100 punti su 100, stesso discorso per Opera 10 (ancora in alpha) con un rotondo 100/100.
http://www.mrwebmaster.it/news/ie-8-male-supporto-standard-web_2561.html
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Internet
Sinapsi
Sinapsi è un avanzato strumento anti-spam per controllare la posta in arrivo e si integra ai diffusi programmi di posta Outlook Express e Mozilla Thunderbird
Sinapsi (Software Sicurezza)
Sinapsi (Software Sicurezza)
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Sicurezza
SpamAware
SpamAware è un programma pensato per gli utilizzatori di Outlook e Outlook Express che protegge dallo spam che assedia le caselle di posta elettronica; quando un messaggio è potenzialmente identificabile come posta indesiderata questo programma lo marca in modo che l'utente possa decidere se cancellarlo o meno. Supporta la creazione di Blacklist e Whitelist per la cancellazione o l'accettazione automatica di messaggi da determinati account.
SpamAware (Software Sicurezza)
SpamAware (Software Sicurezza)
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Sicurezza
Disabilitare i servizi non essenziali di Windows Vista
In Windows Vista diversi servizi di sistema non vengono sfruttati dall’utente e possono quindi essere disattivati in modo che non vengano avviati in modo automatico, ma solo manualmente quando necessitano di essere utilizzati.
Per impostare la modalità di avvio in manuale, dobbiamo accedere alla finestra di gestione dei servizi, scrivendo services.msc nella casella di ricerca del menu start e premendo invio. Diamo l’ok alla finestra del controllo account utente e vedremo comparire la finestra che riporta l’elenco di tutti i servizi presenti nel sistema operativo.
Ecco un elenco di quelli che possiamo impostare in manuale o disattivare senza che il sistema risenta delle conseguenze:
•Desktop Windows Manager Session Manager
E’ il servizio che permette, all’avvio del sistema operativo, di inizializzare il Desktop Windows Manager, la funzionalità che gestisce l’interfaccia grafica Aero di Windows Vista. Se non utilizziamo Aero possiamo disattivare questo servizio;
•Servizio criteri diagnostica (Diagnostic Service Host)
Permette di monitorare eventuali problemi ed errori del sistema operativo, e fornisce consigli per risolverli;
•Terminal Services
E’ un servizio che utilizza le funzioni di Desktop remoto e Terminal server per collegarsi in rete ad altri computer. Se questo tipo di connessione non è utilizzata, il servizio può essere disabilitato;
•Servizio segnalazioni errori di Windows (Windows error reporting service). E’ la nota funzionalità che segnala la presenza di un errore quando un software va in crash e permette di ricercare una soluzione tra quelle disponibili. E’ strettamente collegato ai servizi di diagnostica e di ripristino dello stato precedente dei software;
•File non in linea (offline files)
Quando è attivo, memorizza i file di internet e la cronologia nella cache, permettendo di navigare in modalità non in linea quando non si è collegati ad internet. Se non si utilizza questa modalità, si può disattivare il servizio senza problemi.
Per disabilitare un servizio basta cliccare due volte sulla relativa voce e scegliere lo stato appropriato dalla voce “tipo di avvio”
http://www.mrwebmaster.it/
Per impostare la modalità di avvio in manuale, dobbiamo accedere alla finestra di gestione dei servizi, scrivendo services.msc nella casella di ricerca del menu start e premendo invio. Diamo l’ok alla finestra del controllo account utente e vedremo comparire la finestra che riporta l’elenco di tutti i servizi presenti nel sistema operativo.
Ecco un elenco di quelli che possiamo impostare in manuale o disattivare senza che il sistema risenta delle conseguenze:
•Desktop Windows Manager Session Manager
E’ il servizio che permette, all’avvio del sistema operativo, di inizializzare il Desktop Windows Manager, la funzionalità che gestisce l’interfaccia grafica Aero di Windows Vista. Se non utilizziamo Aero possiamo disattivare questo servizio;
•Servizio criteri diagnostica (Diagnostic Service Host)
Permette di monitorare eventuali problemi ed errori del sistema operativo, e fornisce consigli per risolverli;
•Terminal Services
E’ un servizio che utilizza le funzioni di Desktop remoto e Terminal server per collegarsi in rete ad altri computer. Se questo tipo di connessione non è utilizzata, il servizio può essere disabilitato;
•Servizio segnalazioni errori di Windows (Windows error reporting service). E’ la nota funzionalità che segnala la presenza di un errore quando un software va in crash e permette di ricercare una soluzione tra quelle disponibili. E’ strettamente collegato ai servizi di diagnostica e di ripristino dello stato precedente dei software;
•File non in linea (offline files)
Quando è attivo, memorizza i file di internet e la cronologia nella cache, permettendo di navigare in modalità non in linea quando non si è collegati ad internet. Se non si utilizza questa modalità, si può disattivare il servizio senza problemi.
Per disabilitare un servizio basta cliccare due volte sulla relativa voce e scegliere lo stato appropriato dalla voce “tipo di avvio”
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Sistema operativo
Gmail permette di bloccare i messaggi inviati
Undo Send (che potrebbe essere tradotto come "Annulla invio") è una nuova funzionalità messa a disposizione dal servizio per la gestione della posta elettronica Gmail, grazie ad essa sarà possibile bloccare un messaggio in uscita entro 5 secondi dal momento del suo invio.
5 secondi non sono tanti, ma possono bastare se ci si accorge in tempo di un errore nella propria email, a chi infatti non è mai capitato di sbagliare indirizzo di destinazione, di allegare un documento invece di un altro, di accorgersi all'ultimo momento di un errore di digitazione o altro?
Per chi volesse attivare Undo Send sarà necessario selezionare l'Inglese come lingua predefinita per Gmail, spostarsi sulla scheda denominata "Labs" presente nel menù "Settings" e abilitare la voce "Undo Send"; la posta bloccata verrà salvata nella casella "Bozze" in modo da esse disponibile per successive modifiche
http://www.mrwebmaster.it/
5 secondi non sono tanti, ma possono bastare se ci si accorge in tempo di un errore nella propria email, a chi infatti non è mai capitato di sbagliare indirizzo di destinazione, di allegare un documento invece di un altro, di accorgersi all'ultimo momento di un errore di digitazione o altro?
Per chi volesse attivare Undo Send sarà necessario selezionare l'Inglese come lingua predefinita per Gmail, spostarsi sulla scheda denominata "Labs" presente nel menù "Settings" e abilitare la voce "Undo Send"; la posta bloccata verrà salvata nella casella "Bozze" in modo da esse disponibile per successive modifiche
http://www.mrwebmaster.it/
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Internet
Con la crisi aumenta l'utilizzo di Linux.
Con la crisi aumenta l'utilizzo di Linux. A rivelarlo l'ultima ricerca condotta da Idc per conto di Novell che ha censito 300 professionisti IT in diversi settori, dal manifatturiero e retail, ai servizi finanziari e Pubblica amministrazione.
Nello specifico, oltre il 50% degli intervistati ha annunciato di avere in programma di accelerare l'adozione di Linux entro la fine del 2009; il 72% ha affermato di essere in fase attiva di valutazione o di avere gia' deciso di incrementare l'adozione di Linux sui propri server e il 68% sui desktop. La prima motivazione fornita dai dirigenti in merito alla migrazione verso Linux e' stata di natura economica relativa alla progressiva esigenza di ridurre i costi di esercizio: oltre il 40% di coloro che hanno partecipato alla ricerca ha detto di avere in programma l'implementazione di ulteriori applicazioni su Linux nell'arco dei prossimi 12-24 mesi e il 49% degli intervistati ha evidenziato che Linux diventera' la principale piattaforma server entro i prossimi cinque anni.
''I risultati ottenuti da questo studio confermano le nostre convinzioni. Dato che le aziende cercano di ridurre i costi e creare valore in una fase economica molto difficile l'adozione di Linux continuera' ad accelerare - commenta Markus Rex, general manager e senior vice president Open Platform Solutions di Novell -. Le aziende ci hanno inoltre confermato che il rafforzamento di Linux nel supportare applicazioni, interoperabilita', capacita' di virtualizzazione e supporto tecnico alimenteranno sempre di piu' l'adozione di Linux''.
Da un punto di vista geografico il rapporto evidenzia che l'area Asia-Pacifico e' la piu' propensa ad aumentare l'adozione di Linux con il 73% degli intervistati che ha dichiarato che aumenterebbe l'implementazione su server e il 70% su desktop. In America il 66% ha affermato di essere in fase di valutazione o di avere gia' deciso di aumentare l'adozione di Linux su desktop, il 67% ha dichiarato lo stesso per i server.
''I cicli recessivi dell'economia hanno la tendenza ad accelerare l'adozione di tecnologie emergenti e di soluzioni efficaci mentre, al contrario, penalizzano le soluzioni che non sono economicamente competitive - conlcude Al Gillen, program vice president, system software di Idc -. La ricerca conferma che Linux viene favorevolmente considerato dai sui utenti e tale considerazione pone Linux in una posizione tale da poter emergere dall'attuale congiuntura negativa come la soluzione piu' forte''.
http://www.asca.it/home.php
Nello specifico, oltre il 50% degli intervistati ha annunciato di avere in programma di accelerare l'adozione di Linux entro la fine del 2009; il 72% ha affermato di essere in fase attiva di valutazione o di avere gia' deciso di incrementare l'adozione di Linux sui propri server e il 68% sui desktop. La prima motivazione fornita dai dirigenti in merito alla migrazione verso Linux e' stata di natura economica relativa alla progressiva esigenza di ridurre i costi di esercizio: oltre il 40% di coloro che hanno partecipato alla ricerca ha detto di avere in programma l'implementazione di ulteriori applicazioni su Linux nell'arco dei prossimi 12-24 mesi e il 49% degli intervistati ha evidenziato che Linux diventera' la principale piattaforma server entro i prossimi cinque anni.
''I risultati ottenuti da questo studio confermano le nostre convinzioni. Dato che le aziende cercano di ridurre i costi e creare valore in una fase economica molto difficile l'adozione di Linux continuera' ad accelerare - commenta Markus Rex, general manager e senior vice president Open Platform Solutions di Novell -. Le aziende ci hanno inoltre confermato che il rafforzamento di Linux nel supportare applicazioni, interoperabilita', capacita' di virtualizzazione e supporto tecnico alimenteranno sempre di piu' l'adozione di Linux''.
Da un punto di vista geografico il rapporto evidenzia che l'area Asia-Pacifico e' la piu' propensa ad aumentare l'adozione di Linux con il 73% degli intervistati che ha dichiarato che aumenterebbe l'implementazione su server e il 70% su desktop. In America il 66% ha affermato di essere in fase di valutazione o di avere gia' deciso di aumentare l'adozione di Linux su desktop, il 67% ha dichiarato lo stesso per i server.
''I cicli recessivi dell'economia hanno la tendenza ad accelerare l'adozione di tecnologie emergenti e di soluzioni efficaci mentre, al contrario, penalizzano le soluzioni che non sono economicamente competitive - conlcude Al Gillen, program vice president, system software di Idc -. La ricerca conferma che Linux viene favorevolmente considerato dai sui utenti e tale considerazione pone Linux in una posizione tale da poter emergere dall'attuale congiuntura negativa come la soluzione piu' forte''.
http://www.asca.it/home.php
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Sistema operativo
Il nuovo Facebook? Non piace a nessuno
Non si placano le polemiche sul social network più diffuso al mondo, Facebook. Dopo quelle suscitate dalla scelta di cambiare i termini d'uso, già rientrate, e quelle tutte italiane sull'emendamento del senatore D'Alia, questa volta è proprio la nuova "faccia" del sito a farle scatenare. Da qualche giorno è infatti online la nuova interfaccia di Facebook, per molti costruita ad hoc per rispondere all'avanzante strapotere di Twitter.
La rabbia degli utenti, seppure evidente già dalla presenza di centinaia di gruppi che, in tutte le lingue, chiedono la restaurazione della vecchia interfaccia, si evidenzia questa anche tramite dati numerici. Sul sito è presente infatti un'applicazione chiamata New Layout Vote sulla quale è possibile esprimere una preferenza positiva o negativa sul nuovo look del social network. Inutile dire che il "pollice verso" la fa da padrone: ma con una sproporzione davvero inaudita, e con un numero di voti negativi ben oltre il milione.
A questo punto, sono in molti a chiedersi se sia il caso che Mark Zuckerberg e soci comincino a dare seriamente retta a quello che dicono i loro utenti. Se lo chiede Massimo Mantellini su Punto Informatico, che aggiunge: "quello che è certo è che Facebook difficilmente diventerà il nuovo Twitter visto che quest'ultimo fa della leggerezza e linearità il proprio valore (ma anche il proprio limite) mentre la quantità di informazioni che gli utenti condividono su Facebook è di ben altra entità".
Della protesta collettiva si parla anche sulla BBC e su PcWorld, che la definisce "redesign revolt". Nel frattempo, un discusso articolo di Gawker rivela che anche gli impiegati di Facebook stessi detesterebbero il nuovo layout, buttando benzina sul fuoco e rivelando che Zuckerberg questa volta non avrebbe esplicitamente alcuna intenzione di dar retta al giudizio degli utenti. Gli osservatori più esperti però gli danno ragione, come Microsoft Watch e il blogger Scobleizer.
http://www.sky.it/
La rabbia degli utenti, seppure evidente già dalla presenza di centinaia di gruppi che, in tutte le lingue, chiedono la restaurazione della vecchia interfaccia, si evidenzia questa anche tramite dati numerici. Sul sito è presente infatti un'applicazione chiamata New Layout Vote sulla quale è possibile esprimere una preferenza positiva o negativa sul nuovo look del social network. Inutile dire che il "pollice verso" la fa da padrone: ma con una sproporzione davvero inaudita, e con un numero di voti negativi ben oltre il milione.
A questo punto, sono in molti a chiedersi se sia il caso che Mark Zuckerberg e soci comincino a dare seriamente retta a quello che dicono i loro utenti. Se lo chiede Massimo Mantellini su Punto Informatico, che aggiunge: "quello che è certo è che Facebook difficilmente diventerà il nuovo Twitter visto che quest'ultimo fa della leggerezza e linearità il proprio valore (ma anche il proprio limite) mentre la quantità di informazioni che gli utenti condividono su Facebook è di ben altra entità".
Della protesta collettiva si parla anche sulla BBC e su PcWorld, che la definisce "redesign revolt". Nel frattempo, un discusso articolo di Gawker rivela che anche gli impiegati di Facebook stessi detesterebbero il nuovo layout, buttando benzina sul fuoco e rivelando che Zuckerberg questa volta non avrebbe esplicitamente alcuna intenzione di dar retta al giudizio degli utenti. Gli osservatori più esperti però gli danno ragione, come Microsoft Watch e il blogger Scobleizer.
http://www.sky.it/
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Internet
mercoledì 25 marzo 2009
ThePirateBay bloccato da Google e Firefox a causa di un codice infetto
Probabilmente alcuni lettori avranno avuto difficoltà recentemente ad accedere a ThePirateBay. Infatti, chi avesse cercato di accedere al popolare tracker BitTorrent tramite Google oppure Firefox, ha ricevuto un messaggio di errore che identificava il sito come potenzialmente dannoso per la sicurezza.
Il team di ThePirateBay non ha saputo dare una risposta a questo problema, anche se probabilmente l’avviso di sicurezza può essere stato generato da alcuni codici di terze parti integrati sul sito che Google ha segnalato come dannosi.
Google ha infatti identificato 68 script pericolosi per gli utenti. Si tratta di un problema alquanto comune per i siti torrent: l’anno scorso Google bloccò Empornium, il più grande tracker di file pornografici, quando ha sofferto di problemi analoghi dovuti a codici di terze parti infetti e contemporaneamente a ThePirateBay, anche h33t.com ha subito un problema simile.
http://www.sat-zone.it/index.php
Il team di ThePirateBay non ha saputo dare una risposta a questo problema, anche se probabilmente l’avviso di sicurezza può essere stato generato da alcuni codici di terze parti integrati sul sito che Google ha segnalato come dannosi.
Google ha infatti identificato 68 script pericolosi per gli utenti. Si tratta di un problema alquanto comune per i siti torrent: l’anno scorso Google bloccò Empornium, il più grande tracker di file pornografici, quando ha sofferto di problemi analoghi dovuti a codici di terze parti infetti e contemporaneamente a ThePirateBay, anche h33t.com ha subito un problema simile.
http://www.sat-zone.it/index.php
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News
NetBook
C'era una volta il personal computer: un oggetto abbastanza costoso e ingombrante, con migliaia di funzioni che il 90 per cento degli acquirenti non usava. Oggi c'è il netbook, che casca a fagiolo in un'epoca di crisi: costa poco e ha dentro poche funzioni, visto che ormai la maggioranza dei software si trovano in Rete.
Di qui il nome, che distorce il vecchio 'notebook' con la parola 'net', rete. Di solito i netbook sono leggeri (un chilo o meno), costano attorno ai 300 euro e sono fatti apposta per navigare in Internet: dalle e mail a Facebook, si può fare tutto quello che la maggior parte della gente faceva con i pc più costosi. Quasi tutti questi netbook hanno uno schermo piccolo, circa nove pollici. Si può risparmiare, se ci si accontenta di uno schermo ancora più piccolo, sette pollici: è così il primo netbook della storia, l'Asus 701, disponibile nei grandi magazzini anche a 150 euro.
"Attenti però, i netbook non vanno bene per tutti", dice Sergio Patano, analista di Idc e massimo esperto di computer. "Quelli da nove pollici sono adatti perlopiù a giovani, già esperti, che vogliono navigare ovunque, anche nei bar, sul tram. Hanno uno schermo e una tastiera troppo piccoli per andare bene a un utente alle prime armi o agli anziani", continua. Conferma Davide Rocco, l'esperto di computer di Altroconsumo: "Il consiglio, prima di comprare un netbook, è di provarlo bene. Per capire se fa per noi. Non è da utilizzare come computer di casa, è indicato soprattutto a chi vuole portarselo in giro".
Altroconsumo a gennaio ha testato alcuni netbook e a fare la differenza, in sostanza, è stata la durata delle batterie: così l'Asus eeePc 901 è risultato il migliore (quattro ore di autonomia) e l'HP Mini 2133 il peggiore (meno di due ore). E tutti gli altri modelli a pari merito tra i due giudizi (di Acer, Dell, Fujitsu Siemens, Msi). "Se il problema è solo la batteria, tuttavia, con 40-50 euro possiamo comprarne una di riserva e raddoppiare così l'autonomia del portatile", dice Rocco.
In questo campo c'è una novità, però. Con il 2009 sono arrivati i primi netbook di nuova generazione (e altri usciranno tra primavera e l'estate). Sono fatti apposta per soddisfare un più ampio numero di utenti, anche quelli alle prime armi e che li vogliono usare a casa. Persone che hanno bisogno di uno schermo e una tastiera più grandi, "come quello da 10 pollici dei nuovi netbook", dice Patano. È il caso dell'Acer Aspire One D150-B (a 349 o 399 euro, a seconda del modello) e degli HP Mini 700 (399 euro), Mini 2140 e il Mini 1000 (a 499 euro). Quest'ultimo pensato per le donne e ispirato alla collezione della stilista Vivienne Tam.
E poi, nuovissimi, ci sono anche i netbook rivolti agli utenti più sofisticati. Sono dotati di caratteristiche particolari. Per esempio, i Sony Vaio P (da 999 euro), che pesano solo 640 grammi e hanno una funzione che permette di navigare in Internet all'istante, appena si accende il pc (prima ancora che venga caricato il sistema operativo). Oppure l'Asus eeePc T91, dotato di schermo sensibile al tocco (touchscreen), gps e sintonizzatore tv. L'Asus eee top ET1602 si distingue invece per lo schermo da 15,6 pollici e sensibile al tocco: può essere trasformato in una tavoletta tutta schermo e può essere anche appeso. Pesa però quattro chili, a differenza degli altri netbook (che sono al solito intorno a un chilo). Costa 549 euro.
I nuovi netbook abilitano quindi nuovi utilizzi, come quelli da navigatore gps o da televisore (permettono di ricevere i programmi tv normali, oltre che ovviamente i video presenti sul Web).
Alcuni dei nuovi modelli, inoltre, hanno i chip integrati per connettersi alla rete Internet veloce di un operatore mobile (Tim, Wind, Vodafone, 3 Italia). E infatti gli operatori si sono messi a vendere netbook, abbinati a contratti per navigare in Internet sulle loro reti.
Resta il fatto che tutti questi, nonostante le loro differenze, sono netbook: contraddistinti dall'avere un processore Intel Atom. Il che delimita le cose che possiamo farci. "I netbook non sono abbastanza potenti, ad esempio, per i videogame o per vedere un film", dice Patano: del resto spesso non hanno nemmeno un lettore dvd integrato. Né vanno bene per gli appassionati di fotografie e di video. Quelli che vorrebbero portarli sul computer dalla macchina fotografica o dalla videocamera, per poi rielaborarli.
http://espresso.repubblica.it/
Di qui il nome, che distorce il vecchio 'notebook' con la parola 'net', rete. Di solito i netbook sono leggeri (un chilo o meno), costano attorno ai 300 euro e sono fatti apposta per navigare in Internet: dalle e mail a Facebook, si può fare tutto quello che la maggior parte della gente faceva con i pc più costosi. Quasi tutti questi netbook hanno uno schermo piccolo, circa nove pollici. Si può risparmiare, se ci si accontenta di uno schermo ancora più piccolo, sette pollici: è così il primo netbook della storia, l'Asus 701, disponibile nei grandi magazzini anche a 150 euro.
"Attenti però, i netbook non vanno bene per tutti", dice Sergio Patano, analista di Idc e massimo esperto di computer. "Quelli da nove pollici sono adatti perlopiù a giovani, già esperti, che vogliono navigare ovunque, anche nei bar, sul tram. Hanno uno schermo e una tastiera troppo piccoli per andare bene a un utente alle prime armi o agli anziani", continua. Conferma Davide Rocco, l'esperto di computer di Altroconsumo: "Il consiglio, prima di comprare un netbook, è di provarlo bene. Per capire se fa per noi. Non è da utilizzare come computer di casa, è indicato soprattutto a chi vuole portarselo in giro".
Altroconsumo a gennaio ha testato alcuni netbook e a fare la differenza, in sostanza, è stata la durata delle batterie: così l'Asus eeePc 901 è risultato il migliore (quattro ore di autonomia) e l'HP Mini 2133 il peggiore (meno di due ore). E tutti gli altri modelli a pari merito tra i due giudizi (di Acer, Dell, Fujitsu Siemens, Msi). "Se il problema è solo la batteria, tuttavia, con 40-50 euro possiamo comprarne una di riserva e raddoppiare così l'autonomia del portatile", dice Rocco.
In questo campo c'è una novità, però. Con il 2009 sono arrivati i primi netbook di nuova generazione (e altri usciranno tra primavera e l'estate). Sono fatti apposta per soddisfare un più ampio numero di utenti, anche quelli alle prime armi e che li vogliono usare a casa. Persone che hanno bisogno di uno schermo e una tastiera più grandi, "come quello da 10 pollici dei nuovi netbook", dice Patano. È il caso dell'Acer Aspire One D150-B (a 349 o 399 euro, a seconda del modello) e degli HP Mini 700 (399 euro), Mini 2140 e il Mini 1000 (a 499 euro). Quest'ultimo pensato per le donne e ispirato alla collezione della stilista Vivienne Tam.
E poi, nuovissimi, ci sono anche i netbook rivolti agli utenti più sofisticati. Sono dotati di caratteristiche particolari. Per esempio, i Sony Vaio P (da 999 euro), che pesano solo 640 grammi e hanno una funzione che permette di navigare in Internet all'istante, appena si accende il pc (prima ancora che venga caricato il sistema operativo). Oppure l'Asus eeePc T91, dotato di schermo sensibile al tocco (touchscreen), gps e sintonizzatore tv. L'Asus eee top ET1602 si distingue invece per lo schermo da 15,6 pollici e sensibile al tocco: può essere trasformato in una tavoletta tutta schermo e può essere anche appeso. Pesa però quattro chili, a differenza degli altri netbook (che sono al solito intorno a un chilo). Costa 549 euro.
I nuovi netbook abilitano quindi nuovi utilizzi, come quelli da navigatore gps o da televisore (permettono di ricevere i programmi tv normali, oltre che ovviamente i video presenti sul Web).
Alcuni dei nuovi modelli, inoltre, hanno i chip integrati per connettersi alla rete Internet veloce di un operatore mobile (Tim, Wind, Vodafone, 3 Italia). E infatti gli operatori si sono messi a vendere netbook, abbinati a contratti per navigare in Internet sulle loro reti.
Resta il fatto che tutti questi, nonostante le loro differenze, sono netbook: contraddistinti dall'avere un processore Intel Atom. Il che delimita le cose che possiamo farci. "I netbook non sono abbastanza potenti, ad esempio, per i videogame o per vedere un film", dice Patano: del resto spesso non hanno nemmeno un lettore dvd integrato. Né vanno bene per gli appassionati di fotografie e di video. Quelli che vorrebbero portarli sul computer dalla macchina fotografica o dalla videocamera, per poi rielaborarli.
http://espresso.repubblica.it/
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Condivisione dei file sul web
La Francia vuol dotarsi di una legge che ha lo scopo principale di impedire la condivisione dei file su Internet.
Con questo dispositivo un ’autorità amministrativa (l’HADOPI) può immediatamente bloccare l’ "accesso a internet per il sito che è sospettato di condivisione di file" [il dossier completo è qui].
Jérémie Zimmermann (fondatore dell ’organizzazione anti-Hadopi Quadrature du Net) ritiene che la condivisione dei file è, oramai, un dato di fatto inarrestabile e cercare di contrastarla è come cercare di fermare l’evoluzione della cultura.
"La guerra contro la stampa che i monaci amanuensi tentarono di fare per mantenere intatto il loro monopolio sul libro è ciò che cercano di fare oggi le major musicali".
Anche Paul Krugman, premio Nobel per l’Economia nel 2008, ritiene che il modello di "vendita della copia" non è più, economicamente, sostenibile.
Qualche esempio, in direzione contraria, può già intraverdersi nell’esperimento sviluppato dal gruppo di Nine Inch Nails i quali hanno messo la loro musica on line scaricabile gratuitamente. Nel frattempo hanno pubblicato dei CD da collezione a prezzo promozionale: in una sola settimana hanno incassato più di un milione di dollari.
http://www.agoravox.it/_Vito-Colangelo_.html
Con questo dispositivo un ’autorità amministrativa (l’HADOPI) può immediatamente bloccare l’ "accesso a internet per il sito che è sospettato di condivisione di file" [il dossier completo è qui].
Jérémie Zimmermann (fondatore dell ’organizzazione anti-Hadopi Quadrature du Net) ritiene che la condivisione dei file è, oramai, un dato di fatto inarrestabile e cercare di contrastarla è come cercare di fermare l’evoluzione della cultura.
"La guerra contro la stampa che i monaci amanuensi tentarono di fare per mantenere intatto il loro monopolio sul libro è ciò che cercano di fare oggi le major musicali".
Anche Paul Krugman, premio Nobel per l’Economia nel 2008, ritiene che il modello di "vendita della copia" non è più, economicamente, sostenibile.
Qualche esempio, in direzione contraria, può già intraverdersi nell’esperimento sviluppato dal gruppo di Nine Inch Nails i quali hanno messo la loro musica on line scaricabile gratuitamente. Nel frattempo hanno pubblicato dei CD da collezione a prezzo promozionale: in una sola settimana hanno incassato più di un milione di dollari.
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Internet Explorer 8 in italiano
E’ un giorno importante, quello in cui si tireranno le somme della nuova creazione di Microsoft (forse l’ultima, a quanto dicono in molti sulla rete) per quanto riguarda la navigazione online.
Arriva infatti un nuovissimo Internet Explorer, in versione 8 in lingua italiana, rilasciato ieri pomeriggio quando in Italia erano le 18. L’impressione che il nuovo browser dà a chi lo utilizza è veramente ottima e se non fosse per le estensioni comode integrate in Firefox, verrebbe quasi voglia di utilizzarlo più spesso, stavolta veramente senza alcun rimorso.
Punti di forza su cui si basa la nuova versione del browser sono la maggiore sicurezza offerta, la privacy arricchita da nuove interessanti funzionalità e soprattutto la velocità, migliorata di molto grazie anche ai cosiddetti acceleratori. Ma andiamo con ordine.
Il processo di installazione è stato reso del tutto automatico. Non dovremo fare altro che accettare il contratto di licenza e in seguito basterà solo aspettare che si scarichino gli aggiornamenti necessari per il funzionamento del nuovo browser.
Gli acceleratori di cui vi parlavamo sono delle semplici funzioni aggiuntive (probabilmente lontanamente ispirate alle funzioni rapide di Opera) che permettono ad un clic del mouse di effettuare immediatamente delle operazioni utili come inviare una mail, controllare una mappa o inviare un’immagine che si trova all’interno di una pagina web.
La velocità del nuovo browser, dopo le nostre analisi, ci ha lasciati davvero stupiti. Internet Explorer 8 è molto veloce. Stavolta il caricamento delle pagine impiega davvero pochissimo tempo, a dispetto di altri browser, che adesso devono obbligatoriamente scendere nella classifica dei programmi più rapidi su internet.
Addirittura la stessa Microsoft ha diffuso in questi giorni un documento che spiega come il nuovo IE8 sia più veloce di Safari, Chrome e Firefox, i tre browser che finora erano considerati i migliori in questo aspetto.
Sono stati mantenuti i filtri antiphishing, per la nostra sicurezza online ed è stata aggiunta una nuova funzionalità per migliorare l’aspetto privacy: è stata introdotta infatti la modalità inprivate, che consente di navigare senza lasciare alcuna traccia all’interno del computer.
Per finire, colpisce anche lo strumento Webslices, un utile insieme di collegamenti che ci permette di tenere sotto controllo i feed rss dei nostri siti preferiti attraverso comode notifiche e che ci fa accedere anche alla posta elettronica o ad altri portali utili per le nostre azioni quotidiane.
E’ da notare anche che, a causa delle recenti disposizioni dell’Antitrust, Microsoft permette adesso di disinstallare facilmente IE8, ma anche altri strumenti, come Windows Media Player. Moltri strumenti della stessa Microsoft, nel futuro sistema operativo Windows 7, saranno solamente scaricabili da internet e non più inclusi di default nel sistema, nel rispetto delle leggi per una corretta concorrenza.
http://www.agoravox.it/_gianni21031_.html
Arriva infatti un nuovissimo Internet Explorer, in versione 8 in lingua italiana, rilasciato ieri pomeriggio quando in Italia erano le 18. L’impressione che il nuovo browser dà a chi lo utilizza è veramente ottima e se non fosse per le estensioni comode integrate in Firefox, verrebbe quasi voglia di utilizzarlo più spesso, stavolta veramente senza alcun rimorso.
Punti di forza su cui si basa la nuova versione del browser sono la maggiore sicurezza offerta, la privacy arricchita da nuove interessanti funzionalità e soprattutto la velocità, migliorata di molto grazie anche ai cosiddetti acceleratori. Ma andiamo con ordine.
Il processo di installazione è stato reso del tutto automatico. Non dovremo fare altro che accettare il contratto di licenza e in seguito basterà solo aspettare che si scarichino gli aggiornamenti necessari per il funzionamento del nuovo browser.
Gli acceleratori di cui vi parlavamo sono delle semplici funzioni aggiuntive (probabilmente lontanamente ispirate alle funzioni rapide di Opera) che permettono ad un clic del mouse di effettuare immediatamente delle operazioni utili come inviare una mail, controllare una mappa o inviare un’immagine che si trova all’interno di una pagina web.
La velocità del nuovo browser, dopo le nostre analisi, ci ha lasciati davvero stupiti. Internet Explorer 8 è molto veloce. Stavolta il caricamento delle pagine impiega davvero pochissimo tempo, a dispetto di altri browser, che adesso devono obbligatoriamente scendere nella classifica dei programmi più rapidi su internet.
Addirittura la stessa Microsoft ha diffuso in questi giorni un documento che spiega come il nuovo IE8 sia più veloce di Safari, Chrome e Firefox, i tre browser che finora erano considerati i migliori in questo aspetto.
Sono stati mantenuti i filtri antiphishing, per la nostra sicurezza online ed è stata aggiunta una nuova funzionalità per migliorare l’aspetto privacy: è stata introdotta infatti la modalità inprivate, che consente di navigare senza lasciare alcuna traccia all’interno del computer.
Per finire, colpisce anche lo strumento Webslices, un utile insieme di collegamenti che ci permette di tenere sotto controllo i feed rss dei nostri siti preferiti attraverso comode notifiche e che ci fa accedere anche alla posta elettronica o ad altri portali utili per le nostre azioni quotidiane.
E’ da notare anche che, a causa delle recenti disposizioni dell’Antitrust, Microsoft permette adesso di disinstallare facilmente IE8, ma anche altri strumenti, come Windows Media Player. Moltri strumenti della stessa Microsoft, nel futuro sistema operativo Windows 7, saranno solamente scaricabili da internet e non più inclusi di default nel sistema, nel rispetto delle leggi per una corretta concorrenza.
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Internet
The Agency e DC Universe Online in arrivo nel 2010
Sony Online Entertainement, il ramo Sony dedicato ai giochi PC e PlayStation online, ha fatto una importante rivelazione dagli spalti del GDC 09 in corso in queste ore a Los Angeles. Parlando durante il discorso di apertura intitolato "An industry perspective on how new online games will reach the masses" (una prospettiva industriale su come i nuovi giochi online raggiungeranno le masse), il Presidente di SOE, John Smedley, ha rivelato le ambizioni del gruppo giapponese nel settore.
Oltre a dare previsioni ottimistiche dell’espansione del segmento online, Smedley ha ammesso che due importanti progetti Sony sono tutt’ora in corso e vicini all’uscita al pubblico. The Agency e DC Universe Online arriveranno infatti al pubblico nel corso del 2010.
The Agency è un MMO di grande spessore, con storie di spionaggio e avventure alla James Bond, in lavorazione per PC e PS3 da anni e di cui si attendeva l’uscita già nel 2007 (poi spostata al 2008 ed ora al 2010).
DC Universe Online invece è anch’esso un MMO per PC e PlayStation 3, ma con una trama più semplice che fa leva sui superoi della Marvel.
http://www.gamesnation.it/
Oltre a dare previsioni ottimistiche dell’espansione del segmento online, Smedley ha ammesso che due importanti progetti Sony sono tutt’ora in corso e vicini all’uscita al pubblico. The Agency e DC Universe Online arriveranno infatti al pubblico nel corso del 2010.
The Agency è un MMO di grande spessore, con storie di spionaggio e avventure alla James Bond, in lavorazione per PC e PS3 da anni e di cui si attendeva l’uscita già nel 2007 (poi spostata al 2008 ed ora al 2010).
DC Universe Online invece è anch’esso un MMO per PC e PlayStation 3, ma con una trama più semplice che fa leva sui superoi della Marvel.
http://www.gamesnation.it/
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Giochi
L'Empire colpisce ancora
Total war è considerata a ragione la migliore serie di giochi strategici in tempo reale per Pc, fin dal suo primo titolo Shogun.
La formula è semplice una parte del gioco si svolge su una mappa sui generis del Risiko, al momento dello scontro si passa all'azione direttamente sul campo.
In questi giorni è in uscita il nuovo titolo della serie Empire, ambientato nel diciottesimo secolo . Dopo il Giappone degli, Shogun, le avventure Medievali e il riuscitissimo capitolo dedicato a Roma antica, si arriva al secolo dei lumi.
La ricostruzione dal punto di vista storico è molto precisa, come sempre nei titoli firmati Creative Assembly. L'indipendenza americana, il colonialismo e la rivoluzione industriale e tutti i grandi eventi del secolo ricoprono un ruolo fondamentale nello sviluppo del gioco.
Le novità per chi conosce questo titolo sono legate soprattutto alle battaglie navali, che compaiono per la prima volta e una serie di innovazioni legate alla ricerca delle risorse nella parte strategica .
Per quanto riguarda le battaglie, realizzate con una cura maniacale e con una grafica immersiva, le inquadrature, lo zoom, l'azione hanno un sapore fortemente cinematografico e ricordano le battaglie di film come Il Gladiatore o Bravehart. . I dettagli sono incredibili in un combattimento tra migliaia di uomini, scopriremo che ogni singolo soldato ha una propria espressività. La strategia di combattimento è centrata sulle armi dell'epoca: artiglieria, fanteria e cavalleria.
Empire esce esclusivamente su Pc anche perché una trasposizione per consolle, perderebbe tutto il sapore di questo gioco, tanto complesso quanto divertente. Tra i difetti di questa scelta, inevitabili per un tiolo così, la pesantezza grafica viste le richieste di hardware piuttosto impegnative, per fortuna il titolo gira lo stesso anche con impostazione al minimo.
Difficilmente Empire Total War raggiungerà le vette delle classifiche di vendita, in compenso tutta la critica lo osanna, in fondo è un Rts (real time strategy) storico, da ogni punto di vista.
http://www.ilsole24ore.com/
La formula è semplice una parte del gioco si svolge su una mappa sui generis del Risiko, al momento dello scontro si passa all'azione direttamente sul campo.
In questi giorni è in uscita il nuovo titolo della serie Empire, ambientato nel diciottesimo secolo . Dopo il Giappone degli, Shogun, le avventure Medievali e il riuscitissimo capitolo dedicato a Roma antica, si arriva al secolo dei lumi.
La ricostruzione dal punto di vista storico è molto precisa, come sempre nei titoli firmati Creative Assembly. L'indipendenza americana, il colonialismo e la rivoluzione industriale e tutti i grandi eventi del secolo ricoprono un ruolo fondamentale nello sviluppo del gioco.
Le novità per chi conosce questo titolo sono legate soprattutto alle battaglie navali, che compaiono per la prima volta e una serie di innovazioni legate alla ricerca delle risorse nella parte strategica .
Per quanto riguarda le battaglie, realizzate con una cura maniacale e con una grafica immersiva, le inquadrature, lo zoom, l'azione hanno un sapore fortemente cinematografico e ricordano le battaglie di film come Il Gladiatore o Bravehart. . I dettagli sono incredibili in un combattimento tra migliaia di uomini, scopriremo che ogni singolo soldato ha una propria espressività. La strategia di combattimento è centrata sulle armi dell'epoca: artiglieria, fanteria e cavalleria.
Empire esce esclusivamente su Pc anche perché una trasposizione per consolle, perderebbe tutto il sapore di questo gioco, tanto complesso quanto divertente. Tra i difetti di questa scelta, inevitabili per un tiolo così, la pesantezza grafica viste le richieste di hardware piuttosto impegnative, per fortuna il titolo gira lo stesso anche con impostazione al minimo.
Difficilmente Empire Total War raggiungerà le vette delle classifiche di vendita, in compenso tutta la critica lo osanna, in fondo è un Rts (real time strategy) storico, da ogni punto di vista.
http://www.ilsole24ore.com/
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Giochi
Le caratteristiche dei programmi Xnet
La suite di programmi Xnet-UserManager-Xserver consente di gestire e proteggere PC di uso pubblico:
Xnet gestisce tutte le protezioni su ogni PC in cui è installato
UserManager (integrato in Xnet) consente di gestire tessere prepagate ricaricabili
Xserver (opzionale) consente di gestire da un PC, locale o remoto, tutti i PC su cui è intallato Xnet
I programmi comprendono anche l'eventuale gestione dei pagamenti, fatta con schede ricaricabili virtuali, basate su codice+password e relativo data base, che tiene la gestione dei minuti residui: è stata scartata la soluzione con smart card (scheda fisica da inserire nel PC), perché aumenta i costi e diminuisce l'affidabilità del sistema rispetto alla soluzione tutta software adottata.
A questi programmi si aggiunge una serie di programmi complementari per controlli contabili e gestionali (minuti-scheda usati e da usare con relativa valorizzazione), pagine web viste da ciascun utente (come richiesto da legge antiterrorismo), tempo massimo di fruizione per un certo periodo (tipico delle biblioteche), controlli di sicurezza speciali, ecc.
Xnet è un supporto indispensabile per:
Biblioteche, Mediateche, Internet Point, Internet Café
coordinatori di Scuole e di corsi su PC
rivenditori e installatori di computers e di programmi
in generale per chi gestisce e controllare PC in uso a terzi
DOWNLOAD PROGRAMMI NUOVE VERSIONI
Xnet - vers.6-2.1
Xserver - vers.2-4.1
per Windows 2000 e XP
Per poter essere utilizzato in locali frequentati da turisti e in enti pubblici di regioni bilingui, Xnet consente all'utente del PC di scegliere fra 2 lingue (normalmente italiano e inglese): il gestore del sistema può facilmente cambiare le lingue sostituendo la lista delle parole e frasi predefinite.
Chi è interessato a conoscere o a verificare in pratica le potenzialità di Xnet può scaricare gratuitamente le versioni complete dei due programmi dai link qui a lato e usarle per un mese.
NB - Usare le 2 versioni in coppia: non usarne una di versione precedente con una di queste.
Quando si vuole procedere all'acquisto, comunicare a Euroteam (xnet@euroteam.it) il nome del locale o del gestore (che appare all'attivazione associato alla licenza) e il codice MAC della scheda di rete installata su ogni PC a cui siano associate licenze (vedi nei manuali procedura di setup per attivare la licenza): se si usa Xserver basta il codice del PC relativo, perché ad esso vengono anche associate tutte le licenze Xnet, in caso contrario si devono inviare i codici di tutti i PC. Con questi dati Euroteam forniìsce il codice di sblocco, che trasforma il programma demo in licenza illimitata: questa procedura è indicata nella pagina Costo e modalità di acquisto.
Le precedenti versioni (Xnet-5xx e Xserver-1xx) non sono più supportate. La versione attuale comprende Xnet-6xx e Xserver-2xx e costituisce la base della nuova linea di prodotti Xnet. Chi ha acquistato licenze Xnet o Xserver di versioni precedenti può avere gratuitamente da Euroteam le licenze per la versione attuale.
Con Xserver-2xx basta registrare il codice del server e il numero di licenze Xnet associate. Il server per funzionare verifica sul sito Euroteam la validità della licenza e quindi si predispone a gestire il numero previsto di PC a cui assegna automaticamente il codice. Quindi i PC possono essere più delle licenze, basta che quelli al momento attivi non superino le licenze previste e questo semplifica notevolmente gli interventi di manutenzione. Se si usa una configurazione senza Xserver, ogni PC deve avere il proprio codice.
Con gli attuali programmi Xnet il supporto tecnico, gli aggiornamenti e le sostituzioni dei codici in caso di cambiamento di scheda di rete sono gratuiti per i primi 2 anni dall'acquisto delle licenze. Dal terzo anno per usare i programmi si dovrà attivare un contratto di assistenza (20% del costo delle licenze), che di anno in anno consentirà di avere gli stessi benefici Si ricorda che la suite di programmi Xnet non è validata per Vista a causa dei noti problemi di questo nuovo sistema.
http://cafe.ecs.net/
Xnet gestisce tutte le protezioni su ogni PC in cui è installato
UserManager (integrato in Xnet) consente di gestire tessere prepagate ricaricabili
Xserver (opzionale) consente di gestire da un PC, locale o remoto, tutti i PC su cui è intallato Xnet
I programmi comprendono anche l'eventuale gestione dei pagamenti, fatta con schede ricaricabili virtuali, basate su codice+password e relativo data base, che tiene la gestione dei minuti residui: è stata scartata la soluzione con smart card (scheda fisica da inserire nel PC), perché aumenta i costi e diminuisce l'affidabilità del sistema rispetto alla soluzione tutta software adottata.
A questi programmi si aggiunge una serie di programmi complementari per controlli contabili e gestionali (minuti-scheda usati e da usare con relativa valorizzazione), pagine web viste da ciascun utente (come richiesto da legge antiterrorismo), tempo massimo di fruizione per un certo periodo (tipico delle biblioteche), controlli di sicurezza speciali, ecc.
Xnet è un supporto indispensabile per:
Biblioteche, Mediateche, Internet Point, Internet Café
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rivenditori e installatori di computers e di programmi
in generale per chi gestisce e controllare PC in uso a terzi
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Xserver - vers.2-4.1
per Windows 2000 e XP
Per poter essere utilizzato in locali frequentati da turisti e in enti pubblici di regioni bilingui, Xnet consente all'utente del PC di scegliere fra 2 lingue (normalmente italiano e inglese): il gestore del sistema può facilmente cambiare le lingue sostituendo la lista delle parole e frasi predefinite.
Chi è interessato a conoscere o a verificare in pratica le potenzialità di Xnet può scaricare gratuitamente le versioni complete dei due programmi dai link qui a lato e usarle per un mese.
NB - Usare le 2 versioni in coppia: non usarne una di versione precedente con una di queste.
Quando si vuole procedere all'acquisto, comunicare a Euroteam (xnet@euroteam.it) il nome del locale o del gestore (che appare all'attivazione associato alla licenza) e il codice MAC della scheda di rete installata su ogni PC a cui siano associate licenze (vedi nei manuali procedura di setup per attivare la licenza): se si usa Xserver basta il codice del PC relativo, perché ad esso vengono anche associate tutte le licenze Xnet, in caso contrario si devono inviare i codici di tutti i PC. Con questi dati Euroteam forniìsce il codice di sblocco, che trasforma il programma demo in licenza illimitata: questa procedura è indicata nella pagina Costo e modalità di acquisto.
Le precedenti versioni (Xnet-5xx e Xserver-1xx) non sono più supportate. La versione attuale comprende Xnet-6xx e Xserver-2xx e costituisce la base della nuova linea di prodotti Xnet. Chi ha acquistato licenze Xnet o Xserver di versioni precedenti può avere gratuitamente da Euroteam le licenze per la versione attuale.
Con Xserver-2xx basta registrare il codice del server e il numero di licenze Xnet associate. Il server per funzionare verifica sul sito Euroteam la validità della licenza e quindi si predispone a gestire il numero previsto di PC a cui assegna automaticamente il codice. Quindi i PC possono essere più delle licenze, basta che quelli al momento attivi non superino le licenze previste e questo semplifica notevolmente gli interventi di manutenzione. Se si usa una configurazione senza Xserver, ogni PC deve avere il proprio codice.
Con gli attuali programmi Xnet il supporto tecnico, gli aggiornamenti e le sostituzioni dei codici in caso di cambiamento di scheda di rete sono gratuiti per i primi 2 anni dall'acquisto delle licenze. Dal terzo anno per usare i programmi si dovrà attivare un contratto di assistenza (20% del costo delle licenze), che di anno in anno consentirà di avere gli stessi benefici Si ricorda che la suite di programmi Xnet non è validata per Vista a causa dei noti problemi di questo nuovo sistema.
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Programmi,
Protezione
Eee-Pc controllato con la voce
Sembra che Asus sia sempre più decisa ad arricchire la linea Eee (e con il successo che ha avuto la capiamo!), aggiungendo nuovi device dalle caratteristiche innovative.
Dopo Eee-PC e la rivoluzione dei netbook, dopo Eee Box e dopo Eee-Top e Eee Keyboard, il prossimo step sarà l’Eee-PC in grado di riconoscere i comandi vocali. Ovviamente la tecnologia usata non è tra le più nuove, specie considerando che già esistono vari programmi di riconoscimento vocale.
Nonostante questo Asus non è nuova a operazioni del genere e se questo fantomatico Eee-Voice verrà realizzato con la dovuta cura, ci si potrebbe trovare di fronte ad un altro successo commerciale. Il progetto “voice” dovrebbe concretizzarsi nel Q3/Q4 del 2009 con l’arrivo di un Eee-PC o di un Eee Top dotato di funzionalità vocali.
Sarà vera gloria? Forse: al momento la gente per strada ti guarda male se parli al tuo BlackBerry ordinandogli di chiamare un numero, ma nella solitudine del nostro ufficio/studio una chiacchierata con il PC forse non ci imbarazzerebbe così tanto.
http://www.gadgetblog.it/
Dopo Eee-PC e la rivoluzione dei netbook, dopo Eee Box e dopo Eee-Top e Eee Keyboard, il prossimo step sarà l’Eee-PC in grado di riconoscere i comandi vocali. Ovviamente la tecnologia usata non è tra le più nuove, specie considerando che già esistono vari programmi di riconoscimento vocale.
Nonostante questo Asus non è nuova a operazioni del genere e se questo fantomatico Eee-Voice verrà realizzato con la dovuta cura, ci si potrebbe trovare di fronte ad un altro successo commerciale. Il progetto “voice” dovrebbe concretizzarsi nel Q3/Q4 del 2009 con l’arrivo di un Eee-PC o di un Eee Top dotato di funzionalità vocali.
Sarà vera gloria? Forse: al momento la gente per strada ti guarda male se parli al tuo BlackBerry ordinandogli di chiamare un numero, ma nella solitudine del nostro ufficio/studio una chiacchierata con il PC forse non ci imbarazzerebbe così tanto.
http://www.gadgetblog.it/
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martedì 24 marzo 2009
Il decalogo della sicurezza
Sebbene non sia possibile individuare un complesso ideale di misure di prevenzione possiamo con certezza affermare che molti dei problemi che tipicamente si presentano quando si tratta della sicurezza di un sistema informatico possono essere evitati attraverso l'adozione delle seguenti azioni correttive che, nel loro complesso, possono essere trattate come una sorta di decalogo:
1.usare un buon antivirus: qualunque computer connesso alla rete Internet deve esserne munito; inoltre è altrettanto importante provvedere con regolarità all'aggiornamento del file delle firme;
2.usare un firewall: può sembrare eccessivo ma l'uso di dispositivi di filtraggio come i firewall, purché opportunamente configurati, è in grado di offrire un discreto grado di protezione contro determinati tipi di attacco e soprattutto contro tutta una serie di attività preparatorie (come ad es. la scansione delle porte TCP/UDP) che un aggressore in genere compie prima di tentare un accesso non autorizzato;
3.non aprire ingenuamente allegati di posta elettronica: questa semplice regola vale anche per i messaggi di posta che sembrano originati da un indirizzo conosciuto; in ogni caso è sempre opportuno salvare in un file l'allegato e sottoporlo ad una scansione virale prima di aprirlo;
4.non eseguire ingenuamente programmi di ogni tipo: è buona regola accertarsi sempre della genuinità di qualsiasi programma prima di eseguirlo e lo stesso dicasi per tutti quei documenti che possono contenere delle macro;
5.applicare sempre le più recenti patch: questo vale non soltanto per il sistema operativo ma anche per il software applicativo;
6.prestare la massima attenzione al funzionamento anomalo del sistema operativo: è assolutamente opportuno guardare sempre con sospetto ai funzionamenti apparentemente inspiegabili del sistema operativo e cercare di individuarne le cause per quanto possibile anche con l'uso di strumenti specifici;
7.disabilitare Java, JavaScript ed ActiveX: queste tecnologie possono costituire una vera spina nel fianco durante la navigazione su Internet; in alternativa, per non rendere la navigazione su alcuni siti frustrante, è possibile proteggersi, ma entro certi limiti, facendo uso di software specifico che funge da filtro per i contenuti interattivi che vengono normalmente ricevuti o utilizzando forme di navigazione anonime tramite proxy server;
8.disabilitare le funzionalità di scripting nei client di posta elettronica: spesso infatti le maggiori vulnerabilità che colpiscono i browser, legate alla presenza di contenuti interattivi, si presentano anche in questo genere di software;
9.fare un backup regolare di tutti i dati sensibili: ugualmente importante è tenere in posti sicuri le copie generate;
10.creare un disco di boot: ciò può aiutare in un eventuale attività di recovery di un sistema compromesso a patto però che la copia sia assolutamente genuina e sia conservata in un luogo sicuro.
http://www.html.it/
1.usare un buon antivirus: qualunque computer connesso alla rete Internet deve esserne munito; inoltre è altrettanto importante provvedere con regolarità all'aggiornamento del file delle firme;
2.usare un firewall: può sembrare eccessivo ma l'uso di dispositivi di filtraggio come i firewall, purché opportunamente configurati, è in grado di offrire un discreto grado di protezione contro determinati tipi di attacco e soprattutto contro tutta una serie di attività preparatorie (come ad es. la scansione delle porte TCP/UDP) che un aggressore in genere compie prima di tentare un accesso non autorizzato;
3.non aprire ingenuamente allegati di posta elettronica: questa semplice regola vale anche per i messaggi di posta che sembrano originati da un indirizzo conosciuto; in ogni caso è sempre opportuno salvare in un file l'allegato e sottoporlo ad una scansione virale prima di aprirlo;
4.non eseguire ingenuamente programmi di ogni tipo: è buona regola accertarsi sempre della genuinità di qualsiasi programma prima di eseguirlo e lo stesso dicasi per tutti quei documenti che possono contenere delle macro;
5.applicare sempre le più recenti patch: questo vale non soltanto per il sistema operativo ma anche per il software applicativo;
6.prestare la massima attenzione al funzionamento anomalo del sistema operativo: è assolutamente opportuno guardare sempre con sospetto ai funzionamenti apparentemente inspiegabili del sistema operativo e cercare di individuarne le cause per quanto possibile anche con l'uso di strumenti specifici;
7.disabilitare Java, JavaScript ed ActiveX: queste tecnologie possono costituire una vera spina nel fianco durante la navigazione su Internet; in alternativa, per non rendere la navigazione su alcuni siti frustrante, è possibile proteggersi, ma entro certi limiti, facendo uso di software specifico che funge da filtro per i contenuti interattivi che vengono normalmente ricevuti o utilizzando forme di navigazione anonime tramite proxy server;
8.disabilitare le funzionalità di scripting nei client di posta elettronica: spesso infatti le maggiori vulnerabilità che colpiscono i browser, legate alla presenza di contenuti interattivi, si presentano anche in questo genere di software;
9.fare un backup regolare di tutti i dati sensibili: ugualmente importante è tenere in posti sicuri le copie generate;
10.creare un disco di boot: ciò può aiutare in un eventuale attività di recovery di un sistema compromesso a patto però che la copia sia assolutamente genuina e sia conservata in un luogo sicuro.
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Sicurezza
Windows 7 beta
Presentata al CES di Las Vegas la beta del nuovo sistema operativo Windows 7. L’annuncio è stato dato direttamente da Steve Ballmer, numero uno di Microsoft, che ha anche dimostrato in diretta qualcuna delle nuove funzionalità del sistema. La più spettacolare è sicuramente la funzione touch screen, parola d’ordine di tutti i dispositivi mobili del futuro, che promette di rendere l’esperienza d’uso del PC più semplice e immediata. Ballmer ribadisce che a livello tecnico Windows 7 porterà miglioramenti di prestazioni, con tempi di avvio e installazione decisamente più rapidi. Sarà finalmente vero? Nel prossimo numero di PC Magazine approfondiremo tutte le novità di Windows 7 con prove sul campo e test di laboratorio attualmente in corso di realizzazione. La beta del nuovo sistema operativo è pubblica: l’ISO è scaricabile liberamente dal sito ufficiale http://www.microsoft.com/windows/windows-7/beta-download.aspx, sia per piattaforma 32 bit che 64 bit. Per ora purtroppo le lingue disponibili sono solamente l’inglese, il tedesco, l’arabo, l’hindi e il giapponese. Come prevedibile, anche Microsoft cavalca l’onda dei social network: la suite di applicativi Live Essential, evoluzione di Windows Live Applications, sarà integrata con Facebook.
http://www.pcmagazine.it/showPage.php?template=istituzionale&masterPage=homePage.html
Il successore di Windows Vista. Chi l'ha già provato dice che è molto simile a Vista, ma più veloce (anche all'avvio), semplificato, meno avido di risorse (girerà anche sui netbook) e meno rompiscatole, con taskbar e interfaccia ridisegnati e accesso più facile a foto, video e musica. Non una rivoluzione, quindi, ma un'evoluzione. Anche Steve Ballmer ha indicato chiaramente che non si tratta di uno stacco netto, definendolo semplicemente "Vista, ma parecchio migliorato".
Si tratta, è meglio ricordarlo, di una versione beta, quindi non ancora rifinita e non necessariamente stabile: non va utilizzata quindi per lavoro o in situazioni in cui dovete essere sicuri di non perdere dati o di trovarvi con il computer piantato. La installate a vostro rischio e pericolo, ed è il buon senso a rammentarvi che prima di provarci è sacrosanto un backup integrale del computer (anche perché, per esempio, Windows 7 beta ha un baco che in alcuni casi rimuove l'inizio dei file MP3). Soprattutto, questa versione gratuita cesserà di funzionare il primo agosto 2009.
La versione definitiva dovrebbe essere disponibile a partire da settembre-ottobre 2009, ma si tratta di una data non ufficiale. Per chi volesse assaggiare l'anteprima, i requisiti minimi sono un processore da 1 GHz, 1 GB di memoria, 16 GB di spazio libero su disco e 128 MB di memoria grafica su hardware in grado di gestire grafica DirectX 9: praticamente gli stessi requisiti delle attuali versioni di Vista a parte la Home Basic.
E' indispensabile un masterizzatore di DVD, perché Windows 7 beta si scarica come immagine ISO da masterizzare , e il computer sul quale installate deve avere già Windows Vista con Service Pack 1, perché quello che scaricate è un upgrade: non è Windows 7 integrale. Correzione: contrariamente a quanto scritto dalle fonti che ho consultato, l'immagine ISO consente di installare anche su un computer privo di Windows.
Il file da scaricare (da www.microsoft.com/windows7) dovrebbe pesare circa 2,5 GB per la versione a 32 bit e 3,15 GB per la versione a 64 bit. Sarà disponibile in inglese, tedesco, giapponese, arabo e hindi (quest'ultimo solo in versione 32 bit). Una volta masterizzato il file, lo lanciate dal CD e rispondete alle solite domande d'installazione: fatto questo, siete pronti ad esplorare il futuro secondo Microsoft, con l'integrazione di Facebook e Windows Live, la predisposizione alle interfacce tattili e varie rifiniture intelligenti, come la "liberazione" dei gadget dalla barra laterale, lo spegnimento delle porte non utilizzate e l'autoapprendimento del tempo ottimale di abbassamento della luminosità dello schermo.
http://attivissimo.blogspot.com/
http://www.pcmagazine.it/showPage.php?template=istituzionale&masterPage=homePage.html
Il successore di Windows Vista. Chi l'ha già provato dice che è molto simile a Vista, ma più veloce (anche all'avvio), semplificato, meno avido di risorse (girerà anche sui netbook) e meno rompiscatole, con taskbar e interfaccia ridisegnati e accesso più facile a foto, video e musica. Non una rivoluzione, quindi, ma un'evoluzione. Anche Steve Ballmer ha indicato chiaramente che non si tratta di uno stacco netto, definendolo semplicemente "Vista, ma parecchio migliorato".
Si tratta, è meglio ricordarlo, di una versione beta, quindi non ancora rifinita e non necessariamente stabile: non va utilizzata quindi per lavoro o in situazioni in cui dovete essere sicuri di non perdere dati o di trovarvi con il computer piantato. La installate a vostro rischio e pericolo, ed è il buon senso a rammentarvi che prima di provarci è sacrosanto un backup integrale del computer (anche perché, per esempio, Windows 7 beta ha un baco che in alcuni casi rimuove l'inizio dei file MP3). Soprattutto, questa versione gratuita cesserà di funzionare il primo agosto 2009.
La versione definitiva dovrebbe essere disponibile a partire da settembre-ottobre 2009, ma si tratta di una data non ufficiale. Per chi volesse assaggiare l'anteprima, i requisiti minimi sono un processore da 1 GHz, 1 GB di memoria, 16 GB di spazio libero su disco e 128 MB di memoria grafica su hardware in grado di gestire grafica DirectX 9: praticamente gli stessi requisiti delle attuali versioni di Vista a parte la Home Basic.
E' indispensabile un masterizzatore di DVD, perché Windows 7 beta si scarica come immagine ISO da masterizzare , e il computer sul quale installate deve avere già Windows Vista con Service Pack 1, perché quello che scaricate è un upgrade: non è Windows 7 integrale. Correzione: contrariamente a quanto scritto dalle fonti che ho consultato, l'immagine ISO consente di installare anche su un computer privo di Windows.
Il file da scaricare (da www.microsoft.com/windows7) dovrebbe pesare circa 2,5 GB per la versione a 32 bit e 3,15 GB per la versione a 64 bit. Sarà disponibile in inglese, tedesco, giapponese, arabo e hindi (quest'ultimo solo in versione 32 bit). Una volta masterizzato il file, lo lanciate dal CD e rispondete alle solite domande d'installazione: fatto questo, siete pronti ad esplorare il futuro secondo Microsoft, con l'integrazione di Facebook e Windows Live, la predisposizione alle interfacce tattili e varie rifiniture intelligenti, come la "liberazione" dei gadget dalla barra laterale, lo spegnimento delle porte non utilizzate e l'autoapprendimento del tempo ottimale di abbassamento della luminosità dello schermo.
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Sistema operativo
Skype 4
Raffaello De Masi
Skype si fa di nuovo vivo con una versione completamente rinnovata nell'aspetto.
Da tempo infatti la versione 3 ristagnava, lasciando spazio ai concorrenti (tra cui i vari Messenger) che erano giunti, più o meno, ad eguagliare se non a superare le sue prestazioni e caratteristiche. Tutto ciò ha ridestato l’impegno dei progettisti che hanno messo a punto, in circa quattro mesi di lavoro, una serie di versioni beta successive, sfociate alla fine in questo prodotto.
La versione 4 di Skype si differenzia dalle precedenti innanzitutto per un aspetto completamente (o quasi) rinnovato; la finestra d'uso è decisamente più ampia già in default e offre una serie di nuove caratteristiche e funzioni, tra cui il collegamento immediato e diretto con la pagina di account utente, un rinnovato modulo per l'acquisizione di salvataggio delle conversazioni, uno spazio più ampio e meglio organizzato dedicato alla finestra di chat.
L'interfaccia è comunque disegnata sulla base di quella della versione 3 e ne rispecchia l'organizzazione. Sulla sinistra troviamo i 4 comandi principali, vale a dire la lista dei contatti, la centrale telefonica, l'archivio dove vengono conservate le conversazioni - il programma, al primo utilizzo di questa funzione, avvisa l'utente che questo tipo di comportamento potrebbe rappresentare una violazione della privacy, per cui invita l'utilizzatore ad avvisare il suo interlocutore di aver avviato questa funzione - e, in basso, il pulsante che indirizza alla schermata on-line dell'account, in cui è possibile avviare acquisti di credito, di abbonamenti, di prodotti dedicati.
La procedura di registrazione resta la stessa, gradevolmente semplice; è sufficiente indicare un nome utente (che verrà verificato per evitare duplicati) un indirizzo di posta elettronica (destinato al recupero dei dati in caso di smarrimento) e la password. Le tariffe di utilizzo sono rimaste le stesse: gratuite per gli utenti Skype on-line, a consumo o in abbonamento per le chiamate ai numeri fissi e cellulari.
È opportuno ricordare che, per quanto riguarda le chiamate "esterne", il fornitore offre tre diverse possibilità, a costi differenti; nel primo caso si sceglie la nazione con cui si prevede di avere la maggioranza delle comunicazioni (es. Italia) nel secondo caso il ventaglio delle nazioni che è possibile contattare si amplia a una ventina di nazioni europee, infine una terza possibilità è quella di includere un gruppo preselezionato di nazioni mondiali.
I prezzi sono differenti, sia per quanto riguarda le connessioni a consumo sia per quelle con abbonamento forfettario; si tratta comunque di costi davvero irrisori, dell'ordine dei 3-5 euro mensili, costi che comprendono anche la disponibilità di un numero geografico, di una segreteria telefonica e del servizio di utilizzo di Skype anche durante spostamenti esterni. Ovviamente questo vale per chiamate ai numeri fissi mentre, per telefonia cellulare, vengono applicate tariffe esclusivamente a consumo, ovviamente di costo superiore, ma sempre abbastanza conveniente. È previsto inoltre anche un servizio di spedizione di SMS.
Oltre alle nuove funzionalità del programma, ci interessava verificare quanto effettivamente fosse migliorata la qualità del sistema che, lo ricordiamo, veniva sempre monitorato attraverso una selezione casuale di chiamate alla fine delle quali l'utente era invitato a esprimere un giudizio. In effetti, dopo un uso sufficientemente intenso del sistema durante un periodo di una decina di giorni è possibile affermare che il risultato, a livello qualitativo, è praticamente comparabile a quello della versione precedente.
Le ragioni di questa conclusione sono facili da intuire: il grosso problema della comunicazione Skype è legato al fatto che si tratta pur sempre di una comunicazione ibrida. I problemi legati in parte all'utilizzo dei pacchetti, in parte al passaggio attraverso un sistema di elaborazione software del PC e alla asimmetricità della linea ADSL, comportano di fatto una qualità certamente non comparabile a quella di una comunicazione analogica. Ma i vantaggi superano certamente, soprattutto in termini di economia, gli svantaggi. Ed è questo che fa la fortuna di questo tipo di prodotti. Da un po’ di tempo sono presenti sul mercato telefoni (nella maggior parte dei casi cordless) che utilizzano una connessione LAN e un software interno per collegarsi direttamente con Skype, evitando di tenere acceso il PC. Grazie alla funzione DECT hanno inoltre la possibilità di "agganciare" altri cordless, riunendoli in un unico servizio. Tra le case che producono questo tipo di telefoni troviamo Atlantis Land, Philips, Netgear, SMC e diversi altri marchi. In questi casi l’eliminazione del PC con la sua funzione intermedia migliora un po’ la ricezione.
Skype 4
Prezzo: gratuito
Punteggio: 85
Contatto:Skype, http://www.skype.com
Pro:Gratuità del servizio
Facilità di configurazione
Accessibilità alle funzioni migliorata
Possibilità di eseguire test di qualità
Contro: Qualità condizionata dalla linea ADSL disponibile
Eco e criticità in particolari circostanze (traffico elevato)
Configurazione/Requisiti
CPU Pentium III minimo 2 GHz: RAM 256 MB: Spazio su disco 30 MB: Sistema operativo Windows 2000/Me/XP/Vista: Scheda audio SB 32 bit.
http://www.pcmagazine.it/showPage.php?template=articoli&masterPage=homePage.html
Skype si fa di nuovo vivo con una versione completamente rinnovata nell'aspetto.
Da tempo infatti la versione 3 ristagnava, lasciando spazio ai concorrenti (tra cui i vari Messenger) che erano giunti, più o meno, ad eguagliare se non a superare le sue prestazioni e caratteristiche. Tutto ciò ha ridestato l’impegno dei progettisti che hanno messo a punto, in circa quattro mesi di lavoro, una serie di versioni beta successive, sfociate alla fine in questo prodotto.
La versione 4 di Skype si differenzia dalle precedenti innanzitutto per un aspetto completamente (o quasi) rinnovato; la finestra d'uso è decisamente più ampia già in default e offre una serie di nuove caratteristiche e funzioni, tra cui il collegamento immediato e diretto con la pagina di account utente, un rinnovato modulo per l'acquisizione di salvataggio delle conversazioni, uno spazio più ampio e meglio organizzato dedicato alla finestra di chat.
L'interfaccia è comunque disegnata sulla base di quella della versione 3 e ne rispecchia l'organizzazione. Sulla sinistra troviamo i 4 comandi principali, vale a dire la lista dei contatti, la centrale telefonica, l'archivio dove vengono conservate le conversazioni - il programma, al primo utilizzo di questa funzione, avvisa l'utente che questo tipo di comportamento potrebbe rappresentare una violazione della privacy, per cui invita l'utilizzatore ad avvisare il suo interlocutore di aver avviato questa funzione - e, in basso, il pulsante che indirizza alla schermata on-line dell'account, in cui è possibile avviare acquisti di credito, di abbonamenti, di prodotti dedicati.
La procedura di registrazione resta la stessa, gradevolmente semplice; è sufficiente indicare un nome utente (che verrà verificato per evitare duplicati) un indirizzo di posta elettronica (destinato al recupero dei dati in caso di smarrimento) e la password. Le tariffe di utilizzo sono rimaste le stesse: gratuite per gli utenti Skype on-line, a consumo o in abbonamento per le chiamate ai numeri fissi e cellulari.
È opportuno ricordare che, per quanto riguarda le chiamate "esterne", il fornitore offre tre diverse possibilità, a costi differenti; nel primo caso si sceglie la nazione con cui si prevede di avere la maggioranza delle comunicazioni (es. Italia) nel secondo caso il ventaglio delle nazioni che è possibile contattare si amplia a una ventina di nazioni europee, infine una terza possibilità è quella di includere un gruppo preselezionato di nazioni mondiali.
I prezzi sono differenti, sia per quanto riguarda le connessioni a consumo sia per quelle con abbonamento forfettario; si tratta comunque di costi davvero irrisori, dell'ordine dei 3-5 euro mensili, costi che comprendono anche la disponibilità di un numero geografico, di una segreteria telefonica e del servizio di utilizzo di Skype anche durante spostamenti esterni. Ovviamente questo vale per chiamate ai numeri fissi mentre, per telefonia cellulare, vengono applicate tariffe esclusivamente a consumo, ovviamente di costo superiore, ma sempre abbastanza conveniente. È previsto inoltre anche un servizio di spedizione di SMS.
Oltre alle nuove funzionalità del programma, ci interessava verificare quanto effettivamente fosse migliorata la qualità del sistema che, lo ricordiamo, veniva sempre monitorato attraverso una selezione casuale di chiamate alla fine delle quali l'utente era invitato a esprimere un giudizio. In effetti, dopo un uso sufficientemente intenso del sistema durante un periodo di una decina di giorni è possibile affermare che il risultato, a livello qualitativo, è praticamente comparabile a quello della versione precedente.
Le ragioni di questa conclusione sono facili da intuire: il grosso problema della comunicazione Skype è legato al fatto che si tratta pur sempre di una comunicazione ibrida. I problemi legati in parte all'utilizzo dei pacchetti, in parte al passaggio attraverso un sistema di elaborazione software del PC e alla asimmetricità della linea ADSL, comportano di fatto una qualità certamente non comparabile a quella di una comunicazione analogica. Ma i vantaggi superano certamente, soprattutto in termini di economia, gli svantaggi. Ed è questo che fa la fortuna di questo tipo di prodotti. Da un po’ di tempo sono presenti sul mercato telefoni (nella maggior parte dei casi cordless) che utilizzano una connessione LAN e un software interno per collegarsi direttamente con Skype, evitando di tenere acceso il PC. Grazie alla funzione DECT hanno inoltre la possibilità di "agganciare" altri cordless, riunendoli in un unico servizio. Tra le case che producono questo tipo di telefoni troviamo Atlantis Land, Philips, Netgear, SMC e diversi altri marchi. In questi casi l’eliminazione del PC con la sua funzione intermedia migliora un po’ la ricezione.
Skype 4
Prezzo: gratuito
Punteggio: 85
Contatto:Skype, http://www.skype.com
Pro:Gratuità del servizio
Facilità di configurazione
Accessibilità alle funzioni migliorata
Possibilità di eseguire test di qualità
Contro: Qualità condizionata dalla linea ADSL disponibile
Eco e criticità in particolari circostanze (traffico elevato)
Configurazione/Requisiti
CPU Pentium III minimo 2 GHz: RAM 256 MB: Spazio su disco 30 MB: Sistema operativo Windows 2000/Me/XP/Vista: Scheda audio SB 32 bit.
http://www.pcmagazine.it/showPage.php?template=articoli&masterPage=homePage.html
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Programmi
AVAST! Home
E' gratuito. Occorre effettuare una registrazione, al termine della quale ci verrà inviato il seriale per la nostra copia (valido 12 mesi, al termine dei quali bisogna effettuare una nuova registrazione, sempre gratuita). Buone prestazioni nel riconoscimento virus, velocità e leggerezza molto buone. Di tutto rispetto i risultati nel test velocità antivirus.
Gli aggiornamenti sono automatici, e funzionano bene, senza problemi di rallentamento e questo rappresenta un notevole punto a favore. E' praticamente identico ad un antivirus commerciale, in tutte le sue funzionalità. Per la prima volta, nel confronto antivirus 2009 di Programmifree.com ha superato (seppure di poco) lo storico concorrente Avira Antivir free nel riconoscimento virus.
DOWNLOAD
http://www.programmifree.com/software.htm
Gli aggiornamenti sono automatici, e funzionano bene, senza problemi di rallentamento e questo rappresenta un notevole punto a favore. E' praticamente identico ad un antivirus commerciale, in tutte le sue funzionalità. Per la prima volta, nel confronto antivirus 2009 di Programmifree.com ha superato (seppure di poco) lo storico concorrente Avira Antivir free nel riconoscimento virus.
DOWNLOAD
http://www.programmifree.com/software.htm
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Protezione
20 anni del www
Era il 13 marzo del 1989 quando il ricercatore britannico Tim Berners-Lee (nella foto) presentò al CERN, il laboratorio di fisica di Ginevra, il primo sistema per la distribuzione di dati scientifici che si basava sugli ipertesti, cioè testi in cui le singole parole potevano essere usate per collegarsi ad altri testi in altri computer.
Dieci anni dopo, nel maggio 1999, quattro volontari britannici con età dai 37 ai 67 anni si
trovarono chiusi in stanze separate, per 100 ore, con un pc connesso alla Rete e solamente un
accappatoio e una carta di credito addosso. Scopo dell'iniziativa: dimostrare che, parafrasando i Beatles, "all you need is Internet", tutto quello che serve è Internet. Il resto non conta. L’operazione era partita grazie alla sponsorizzazione della Microsoft e dell’università dello Hertfordshire. Oggi sappiamo che con una carta di credito e una connessione a Internet si può vivere, e non certo da eremiti.
Lo sappiamo, siamo entrati nella fase 2.0 della storia del web, una storia scritta sempre più dagli utenti a vantaggio, tuttavia, ancora di poche grandi società. Se, infatti, il dibattito sulla democrazia di Internet riguardava (e in parte ancora riguarda) modalità e opportunità di accesso negli anni Novanta, nel 2000 ci si domanda a chi appartengano tutti i contenuti che, attraverso blog, podcast, video e foto, le persone fanno circolare, generando profitti di cui non beneficiano in alcun modo (o quasi).
1957
L’ARPA (Advanced Research Projects Agency), destinata ad avere un ruolo fondamentale nello
sviluppo di Internet, passa nelle mani del Ministero della Difesa statunitense.
1965
Lawrence G. Roberts e Thomas Merrill connettono due computer attraverso una linea telefonica a
bassa velocità.
1969
È l’alba di Internet: quattro computer sono connessi tra loro. Nasce la famosa ARPANET
1972
ARPANET si svela al mondo nel corso dell’International Computer Communication Conference
(ICCC). Nello stesso anno si sperimenta la prima forma di posta elettronica
1975
Creazione di USENET. Il Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) degli Stati Uniti
investe nella ricerca di un protocollo di comunicazione per connettere computer in rete. È
l’Internetting Project da cui emergerà, finalmente con il suo nome, Internet. Il sistema di
protocolli sviluppato si diffuse con la sigla TCP/IP Protocol Suite
1982
EUnet (European UNIX Network) viene creato da EUUG per fornire servizi e-mail e USENET. Le
prime connessioni nel nord Europa: Svezia, Danimarca, Olanda, e Regno Unito
1983
Il primo gennaio del 1983 il protocollo ospite di ARPANET passa da NCP a TCP/IP
1984
Poiché i database ospiti sono aumentati a dismisura si introduce il Domain Name System (DNS).
Usato ancora oggi, consente di distribuire i database su diversi server individuali
1985
Symbolics.com è il primo nome di dominio registrato: è il 15 marzo. Nei mesi successivi sono
messi a registro anche cmu.edu, purdue.edu, rice.edu, ucla.edu e, tra giugno e luglio,
css.gov, mitre.org
1986
La National Science Foundation (NSF) statunitense inizia lo sviluppo di NSFNET che ancora oggi
fornisce la maggior parte della spina dorsale dei servizi comunicativi per Internet
1987
Germania e Cina comunicano via e-mail sfruttando il protocollo CSNET. Quando viene spedito il
primo messaggio dalla Cina è il 20 settembre.
1989
ARPANET cede definitivamente il passo a NSFNET. La sigla a cui è legata la nascita della Rete scompare. Il Mondo va online e world.std.com diventa il primo provider commerciale per l’accesso telefonico a Internet. Tim Berners-Lee del World Wide Web Consortium (W3C) in cooperazione con il CERN, L’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare, realizza con Robert Cailliau il primo GUI browser: è la nascita del “World Wide Web” .
1993
Mark Andreesen del National Center for Super- Computing Applications, Illinois (NCSA) è tra i
principali creatori di Mosaic X, primo browser con un’interfaccia grafica che ricorda quelli
in uso oggi e prototipo del futuro Netscape Navigator
1995
David Filo e Jerry Yang vanno in cerca di un investitore in grado di supportare il loro progetto. In marzo fondno Yahoo!.
Amazon vende il suo primo libro: Fluid Concepts & Creative Analogies: Computer Models of the
Fundamental Mechanisms of Thought di Douglas Hofstadter. Alti e bassi della Rete
1994
Marc Andressen fonda Netscape e sviluppa Netscape Navigator. Clarence Thomas IV, studente
dell'Adventist College del Michigan, intasa 5.000 newsgroup con il messaggio “Jesus is
coming”. Per qualcuno è il primo caso di SPAM
1997
Oltre un milione sono i siti web censiti, e 100 milioni i naviganti della rete delle reti.
Il 18 luglio è scelto come data di nascita simbolica del blog, riferendosi allo sviluppo, da
parte dello statunitense Dave Winer del software che ne permette la pubblicazione.
Nel mese di settembre è fondata Google da Sergey Brin e Dave Page.
1999
Nel mese di febbraio Tiscali è il primo provider italiano a offrire la connessione a Internet
gratuitamente.
2000
Scoppia il caso Napster. Il software per la condivisione di file MP3 dà il via in grande stile
al libero scambio di canzoni in Rete.
2002
Maggio: Napster è acquistata da Bertelsmann AG per 8 milioni di dollari. Ma in settembre un
giudice fallimentare blocca la vendita imponendo a Napster di liquidare i suoi asset. La
maggior parte dei dipendenti di Napster venne licenziata e il sito web chiuse affiggendo la
scritta: "Napster era qui".
Il sito Flickr, community di fotografi, è sviluppato dalla Ludicorp, una compagnia canadese di
Vancouver fondata nel 2002.
2003
In contemporanea con la versione 4 di iTunes, viene lanciato l'iTunes Store, uno dei più grandi siti per la vendita di musica on-line.
2004
In gennaio Google annuncia l'offerta pubblica dei titoli: 19,6 milioni di azioni a circa 100
dollari l'una. Il termine Web 2.0 diventa celebre grazie alla O'Reilly Media conference Web 2.0.
2005
Nella versione di iTunes 4.9 lanciata in giugno, per la prima volta compare la voce podcast. Il New Oxford American Dictionary decreta la parola podcast “word of the year”, cioè parola dell'anno.
2006
Il 13 ottobre Technorati dichiara che i blogger sono 44 milioni nel mondo, ma che la cifra cresce, raddoppiando ogni 6 mesi. Il Time sceglie il personaggio dell'anno: il titolo è You, e fa riferimento a tutte le persone che, grazie a Internet, diventano protagoniste del web.
2008
Microsoft lancia un'OPA da 44,6 miliardi di dollari su Yahoo!, ma cadrà nel nulla.
http://www.pcworld.it/showPage.php?template=home&cod=logo
Dieci anni dopo, nel maggio 1999, quattro volontari britannici con età dai 37 ai 67 anni si
trovarono chiusi in stanze separate, per 100 ore, con un pc connesso alla Rete e solamente un
accappatoio e una carta di credito addosso. Scopo dell'iniziativa: dimostrare che, parafrasando i Beatles, "all you need is Internet", tutto quello che serve è Internet. Il resto non conta. L’operazione era partita grazie alla sponsorizzazione della Microsoft e dell’università dello Hertfordshire. Oggi sappiamo che con una carta di credito e una connessione a Internet si può vivere, e non certo da eremiti.
Lo sappiamo, siamo entrati nella fase 2.0 della storia del web, una storia scritta sempre più dagli utenti a vantaggio, tuttavia, ancora di poche grandi società. Se, infatti, il dibattito sulla democrazia di Internet riguardava (e in parte ancora riguarda) modalità e opportunità di accesso negli anni Novanta, nel 2000 ci si domanda a chi appartengano tutti i contenuti che, attraverso blog, podcast, video e foto, le persone fanno circolare, generando profitti di cui non beneficiano in alcun modo (o quasi).
1957
L’ARPA (Advanced Research Projects Agency), destinata ad avere un ruolo fondamentale nello
sviluppo di Internet, passa nelle mani del Ministero della Difesa statunitense.
1965
Lawrence G. Roberts e Thomas Merrill connettono due computer attraverso una linea telefonica a
bassa velocità.
1969
È l’alba di Internet: quattro computer sono connessi tra loro. Nasce la famosa ARPANET
1972
ARPANET si svela al mondo nel corso dell’International Computer Communication Conference
(ICCC). Nello stesso anno si sperimenta la prima forma di posta elettronica
1975
Creazione di USENET. Il Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) degli Stati Uniti
investe nella ricerca di un protocollo di comunicazione per connettere computer in rete. È
l’Internetting Project da cui emergerà, finalmente con il suo nome, Internet. Il sistema di
protocolli sviluppato si diffuse con la sigla TCP/IP Protocol Suite
1982
EUnet (European UNIX Network) viene creato da EUUG per fornire servizi e-mail e USENET. Le
prime connessioni nel nord Europa: Svezia, Danimarca, Olanda, e Regno Unito
1983
Il primo gennaio del 1983 il protocollo ospite di ARPANET passa da NCP a TCP/IP
1984
Poiché i database ospiti sono aumentati a dismisura si introduce il Domain Name System (DNS).
Usato ancora oggi, consente di distribuire i database su diversi server individuali
1985
Symbolics.com è il primo nome di dominio registrato: è il 15 marzo. Nei mesi successivi sono
messi a registro anche cmu.edu, purdue.edu, rice.edu, ucla.edu e, tra giugno e luglio,
css.gov, mitre.org
1986
La National Science Foundation (NSF) statunitense inizia lo sviluppo di NSFNET che ancora oggi
fornisce la maggior parte della spina dorsale dei servizi comunicativi per Internet
1987
Germania e Cina comunicano via e-mail sfruttando il protocollo CSNET. Quando viene spedito il
primo messaggio dalla Cina è il 20 settembre.
1989
ARPANET cede definitivamente il passo a NSFNET. La sigla a cui è legata la nascita della Rete scompare. Il Mondo va online e world.std.com diventa il primo provider commerciale per l’accesso telefonico a Internet. Tim Berners-Lee del World Wide Web Consortium (W3C) in cooperazione con il CERN, L’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare, realizza con Robert Cailliau il primo GUI browser: è la nascita del “World Wide Web” .
1993
Mark Andreesen del National Center for Super- Computing Applications, Illinois (NCSA) è tra i
principali creatori di Mosaic X, primo browser con un’interfaccia grafica che ricorda quelli
in uso oggi e prototipo del futuro Netscape Navigator
1995
David Filo e Jerry Yang vanno in cerca di un investitore in grado di supportare il loro progetto. In marzo fondno Yahoo!.
Amazon vende il suo primo libro: Fluid Concepts & Creative Analogies: Computer Models of the
Fundamental Mechanisms of Thought di Douglas Hofstadter. Alti e bassi della Rete
1994
Marc Andressen fonda Netscape e sviluppa Netscape Navigator. Clarence Thomas IV, studente
dell'Adventist College del Michigan, intasa 5.000 newsgroup con il messaggio “Jesus is
coming”. Per qualcuno è il primo caso di SPAM
1997
Oltre un milione sono i siti web censiti, e 100 milioni i naviganti della rete delle reti.
Il 18 luglio è scelto come data di nascita simbolica del blog, riferendosi allo sviluppo, da
parte dello statunitense Dave Winer del software che ne permette la pubblicazione.
Nel mese di settembre è fondata Google da Sergey Brin e Dave Page.
1999
Nel mese di febbraio Tiscali è il primo provider italiano a offrire la connessione a Internet
gratuitamente.
2000
Scoppia il caso Napster. Il software per la condivisione di file MP3 dà il via in grande stile
al libero scambio di canzoni in Rete.
2002
Maggio: Napster è acquistata da Bertelsmann AG per 8 milioni di dollari. Ma in settembre un
giudice fallimentare blocca la vendita imponendo a Napster di liquidare i suoi asset. La
maggior parte dei dipendenti di Napster venne licenziata e il sito web chiuse affiggendo la
scritta: "Napster era qui".
Il sito Flickr, community di fotografi, è sviluppato dalla Ludicorp, una compagnia canadese di
Vancouver fondata nel 2002.
2003
In contemporanea con la versione 4 di iTunes, viene lanciato l'iTunes Store, uno dei più grandi siti per la vendita di musica on-line.
2004
In gennaio Google annuncia l'offerta pubblica dei titoli: 19,6 milioni di azioni a circa 100
dollari l'una. Il termine Web 2.0 diventa celebre grazie alla O'Reilly Media conference Web 2.0.
2005
Nella versione di iTunes 4.9 lanciata in giugno, per la prima volta compare la voce podcast. Il New Oxford American Dictionary decreta la parola podcast “word of the year”, cioè parola dell'anno.
2006
Il 13 ottobre Technorati dichiara che i blogger sono 44 milioni nel mondo, ma che la cifra cresce, raddoppiando ogni 6 mesi. Il Time sceglie il personaggio dell'anno: il titolo è You, e fa riferimento a tutte le persone che, grazie a Internet, diventano protagoniste del web.
2008
Microsoft lancia un'OPA da 44,6 miliardi di dollari su Yahoo!, ma cadrà nel nulla.
http://www.pcworld.it/showPage.php?template=home&cod=logo
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Internet
Solamente Google Chrome è indenne agli attacchi degli hacker
Si è conclusa la rassegna della conferenza dedicata alla sicurezza CanSecWest in cui sviluppatori più o meno esperti potevano sfidarsi per violare computer di ogni tipo sfruttando vulnerabilità ancora sconosciute. Pochi giorni fa vi avevamo parlato del MacBook con Safari violato in pochi secondi, dimostrazione che anche senza virus un computer di Apple è esposto a potenziali attacchi informatici, ma anche computer dotati di Windows o Linux con browser di ogni tipo (Internet Explorer, Firefox e Opera) non sono riusciti a resistere agli attacchi degli hacker che si sono dati battaglia nel corso dell'evento PWN2OWN.
L'evento della conferenza dedicato all'hacking ha però portato a un vincitore, sembra infatti che pur dopo numerosi tentativi il browser Chrome di Google sia risultato inbucabile, o comunque al momento non sono note vulnerabilità tali da permettere a un malintenzionato di impossessarsi di un computer via remoto.
Durante il PWN2OWN i computer dotati di Chrome, sfruttando potenziali attacchi attraverso pagine web opportunamente modificate, sono rimasti inviolati, cosa non possibile con tutte le altre piattaforme e i browser utilizzati. Ciò che è emerso da questa rassegna è come siano parecchi i bug potenzialmente dannosi sconosciuti agli stessi produttori dei software, tenuti segreti dagli hacker partecipanti a questo tipo di rassegne per potersi portare a casa il "bottino" messo in palio dalla manifestazione.
Gli stessi esperti di sicurezza lamentano infatti un certo disinteresse da parte dei produttori di software: pur consapevoli di numerosi bug non scoperti, che se nelle mani di un vero malintenzionato potrebbero portare a grossi pericoli per gli utenti, non offrono "ricompense" a chi dovesse segnalarli. In una situazione del genere questi esperti preferiscono tenersi i bug pronti per violare, magari tra un anno, i computer e vincere nuovamente un premio.
Secondo quando indicato nel corso dell'evento, infatti, molte delle vulnerabilità utilizzate per violare i computer del PWN2OWN hanno più di un anno di vita (alcune anche tre anni) e non sono mai state risolte con i vari aggiornamenti di sicurezza pubblicati per queste applicazioni.
Sapere che, almeno per adesso, Google Chrome è potenzialmente "il più sicuro" potrebbe spingere molti utenti a utilizzare il browser di Google rispetto ai "meno sicuri" prodotti della concorrenza.
http://www.pcworld.it/showPage.php?template=home&cod=logo
L'evento della conferenza dedicato all'hacking ha però portato a un vincitore, sembra infatti che pur dopo numerosi tentativi il browser Chrome di Google sia risultato inbucabile, o comunque al momento non sono note vulnerabilità tali da permettere a un malintenzionato di impossessarsi di un computer via remoto.
Durante il PWN2OWN i computer dotati di Chrome, sfruttando potenziali attacchi attraverso pagine web opportunamente modificate, sono rimasti inviolati, cosa non possibile con tutte le altre piattaforme e i browser utilizzati. Ciò che è emerso da questa rassegna è come siano parecchi i bug potenzialmente dannosi sconosciuti agli stessi produttori dei software, tenuti segreti dagli hacker partecipanti a questo tipo di rassegne per potersi portare a casa il "bottino" messo in palio dalla manifestazione.
Gli stessi esperti di sicurezza lamentano infatti un certo disinteresse da parte dei produttori di software: pur consapevoli di numerosi bug non scoperti, che se nelle mani di un vero malintenzionato potrebbero portare a grossi pericoli per gli utenti, non offrono "ricompense" a chi dovesse segnalarli. In una situazione del genere questi esperti preferiscono tenersi i bug pronti per violare, magari tra un anno, i computer e vincere nuovamente un premio.
Secondo quando indicato nel corso dell'evento, infatti, molte delle vulnerabilità utilizzate per violare i computer del PWN2OWN hanno più di un anno di vita (alcune anche tre anni) e non sono mai state risolte con i vari aggiornamenti di sicurezza pubblicati per queste applicazioni.
Sapere che, almeno per adesso, Google Chrome è potenzialmente "il più sicuro" potrebbe spingere molti utenti a utilizzare il browser di Google rispetto ai "meno sicuri" prodotti della concorrenza.
http://www.pcworld.it/showPage.php?template=home&cod=logo
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Programmi
Winzip 11
Winzip 11 è un potente software di compressione che gestisce file .zip e non solo. Winzip è sicuramente il più diffuso software per la gestione di archivi compressi.
Questo popolarissimo software comprime nel formato zip (ora con compressione maggiore rispetto al passato grazie al metodo "enhanced defilate") ed è capace di decomprimere i seguenti formati: Zip, Tar, Bh, Gzip, Mime, Uue, Xxe e ancora tar, gz, z, taz, arj, lzh, arc, cab, zip, rar. Gira su tutti i sistemi operativi Windows e contiene il sistema di codifica AES per la crittografia (a 128 e 256 bit) e protezione con password di dati riservati.
L'interfaccia è estremamente versatile e si può presentare in due soluzioni: "Wizard" per gli utenti principianti e "Classic" per i più navigati ed esperti. Winzip 11 una volta installato funziona senza restrizioni d'uso e limiti di tempo ma ad ogni avvio vi ricorderà che scaduto il periodo di prova sarà necessario acquistare e registrare il prodotto.
L'interfaccia del software è agile e intuitiva e quindi nessun problema anche per i novizi del mondo dell'informatica.
Scaricate gratis la versione shareware
http://www.gamesload.it/index.htm
Questo popolarissimo software comprime nel formato zip (ora con compressione maggiore rispetto al passato grazie al metodo "enhanced defilate") ed è capace di decomprimere i seguenti formati: Zip, Tar, Bh, Gzip, Mime, Uue, Xxe e ancora tar, gz, z, taz, arj, lzh, arc, cab, zip, rar. Gira su tutti i sistemi operativi Windows e contiene il sistema di codifica AES per la crittografia (a 128 e 256 bit) e protezione con password di dati riservati.
L'interfaccia è estremamente versatile e si può presentare in due soluzioni: "Wizard" per gli utenti principianti e "Classic" per i più navigati ed esperti. Winzip 11 una volta installato funziona senza restrizioni d'uso e limiti di tempo ma ad ogni avvio vi ricorderà che scaduto il periodo di prova sarà necessario acquistare e registrare il prodotto.
L'interfaccia del software è agile e intuitiva e quindi nessun problema anche per i novizi del mondo dell'informatica.
Scaricate gratis la versione shareware
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Programmi
eMule
eMule é sicuramente uno dei più utilizzati software per la condivisione di file in rete (file sharing) derivato dal progetto eDonkey2000 e rispetto allo stesso eDonkey offre delle caratteristiche più all'avanguardia. Inoltre eMule è un programma che non contiene spyware e quindi non ci darà problemi per quel che riguarda la sicurezza del nostro PC e dei nostri dati personali. Disponibile in Italiano ed in un'altra decina di lingue. Nasce nel Maggio del 2002 da un certo Merkur che insoddisfatto dalle prestazioni di eDonkey raduna attorno a sé un gruppo di programmatori dando così inizio al progetto eMule. Emule adotta un sistema di Coda e Crediti che assicura a tutti gli utenti l'ottenimento dei files desiderati. Inoltre ogni file presente su eMule è controllato da eventuali corruzioni mentre viene scaricato per assicurare un file privo di errori. Buona la funzione di anteprima che permette di vedere Video ed Archivi prima ancora del loro completo download (l'importante è aver scaricato la prima parte degli stessi altrimenti la funzione anteprima non funzionerà). Per l'anteprima del video, è consigliato il software Video Lan Client (VLC Media Player). I Client di eMule usano vari network per crearne uno più ampio e completo: eD2K, Scambio Fonti e Kad. Grazie al sistema di messaggeria istantanea, potrai inviare messaggi agli altri Client oppure aggiungerli come amici. Nella tua lista di amici ti sarà possibile vedere in qualsiasi momento se un tuo amico è online. Integrato nel software un buon client IRC con cui potrai chattare con gli altri utenti di tutto il mondo.
eMule è un programma freeware ma è naturale che condividere files coperti da copyright è un reato.
Link per scaricare gratis eMule
http://www.gamesload.it/index.htm
eMule è un programma freeware ma è naturale che condividere files coperti da copyright è un reato.
Link per scaricare gratis eMule
http://www.gamesload.it/index.htm
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Programmi
Protezione PC
Sono le versioni non aggiornate dei più diffusi software per PC a rendere maggiormente vulnerabili i computer agli attacchi informatici. Lo confermano i dati di F-Secure, azienda specializzata nella sicurezza informatica e nelle soluzioni antivirus. Circa il 90% delle persone utilizza sui propri PC sistemi che contengono falle di sicurezza e un software che presenta in media 5 diverse vulnerabilità. Questo perché non elimina le vecchie versioni dei programmi, le cui vulnerabilità espongono i PC al rischio di attacchi malware o software maligno.
I trojan rappresentano il tipico esempio di programma che trae vantaggio dalle vulnerabilità: si tratta di programmi maligni apparentemente innocui, ma che in realtà permettono ai criminali informatici di accedere ai PC. “Molti programmi software presenti sui computer sono aggiornati e dotati di patch, quindi sicuri. Se però non si cancellano le vecchie versioni inutilizzate, i PC restano esposti alle minacce”, ha spiegato Miska Repo, Country Manager di F-Secure Italia. “I dati di F-Secure dimostrano che molto spesso i computer contengono software di questo tipo, cosa che può creare problemi. Il modo migliore per proteggere il PC dagli attacchi è assicurarsi che tutto il software sia aggiornato con le ultime patch (molte applicazioni software lo fanno in automatico), mantenendo solo programmi che vengono effettivamente utilizzati ed eliminando tutto il resto”.
Oltre ai programmi presenti sul computer, anche i browser possono essere vulnerabili agli attacchi. A volte i criminali sfruttano queste vulnerabilità prima che i produttori di software rendano disponibili gli aggiornamenti.
F-Secure mette a disposizione gratuitamente due strumenti che consentono di controllare lo stato di salute dei PC:
F-Secure Exploit Shield riconosce i tentativi di sfruttare una vulnerabilità web conosciuta e protegge gli utenti da questo tipo di minacce. Il sistema funziona anche contro vulnerabilità nuove e sconosciute, grazie all’utilizzo di tecniche di individuazione generica basate sul comportamento degli attacchi. F-Secure Exploit Shield può essere scaricato gratuitamente questo indirizzo.
F-Secure Health Check può essere utilizzato per verificare che il software di sicurezza del computer sia aggiornato e che non ci siano falle in altri programmi o applicazioni. E’ possibile utilizzare F-Secure Health Check collegandosi all’indirizzo: questo indirizzo. F-Secure Health Check viene attivato ogni mese su oltre 100.000 computer in tutto il mondo.
Per una pulizia veramente efficace è importante assicurarsi che:
• il vostro software sia aggiornato con le ultime patch disponibili
• sul vostro PC siano installati solo i programmi che vengono realmente utilizzati
• i vecchi programmi o il software non utilizzato vengano eliminati definitivamente
• il vostro software di sicurezza sia aggiornato
http://www.pcself.com/
I trojan rappresentano il tipico esempio di programma che trae vantaggio dalle vulnerabilità: si tratta di programmi maligni apparentemente innocui, ma che in realtà permettono ai criminali informatici di accedere ai PC. “Molti programmi software presenti sui computer sono aggiornati e dotati di patch, quindi sicuri. Se però non si cancellano le vecchie versioni inutilizzate, i PC restano esposti alle minacce”, ha spiegato Miska Repo, Country Manager di F-Secure Italia. “I dati di F-Secure dimostrano che molto spesso i computer contengono software di questo tipo, cosa che può creare problemi. Il modo migliore per proteggere il PC dagli attacchi è assicurarsi che tutto il software sia aggiornato con le ultime patch (molte applicazioni software lo fanno in automatico), mantenendo solo programmi che vengono effettivamente utilizzati ed eliminando tutto il resto”.
Oltre ai programmi presenti sul computer, anche i browser possono essere vulnerabili agli attacchi. A volte i criminali sfruttano queste vulnerabilità prima che i produttori di software rendano disponibili gli aggiornamenti.
F-Secure mette a disposizione gratuitamente due strumenti che consentono di controllare lo stato di salute dei PC:
F-Secure Exploit Shield riconosce i tentativi di sfruttare una vulnerabilità web conosciuta e protegge gli utenti da questo tipo di minacce. Il sistema funziona anche contro vulnerabilità nuove e sconosciute, grazie all’utilizzo di tecniche di individuazione generica basate sul comportamento degli attacchi. F-Secure Exploit Shield può essere scaricato gratuitamente questo indirizzo.
F-Secure Health Check può essere utilizzato per verificare che il software di sicurezza del computer sia aggiornato e che non ci siano falle in altri programmi o applicazioni. E’ possibile utilizzare F-Secure Health Check collegandosi all’indirizzo: questo indirizzo. F-Secure Health Check viene attivato ogni mese su oltre 100.000 computer in tutto il mondo.
Per una pulizia veramente efficace è importante assicurarsi che:
• il vostro software sia aggiornato con le ultime patch disponibili
• sul vostro PC siano installati solo i programmi che vengono realmente utilizzati
• i vecchi programmi o il software non utilizzato vengano eliminati definitivamente
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